Ex ILVA. Corte Europea: a marzo il primo esame sullo stato di esecuzione della sentenza

COMUNICATO STAMPA 31/01/2020

EX ILVA. CORTE EUROPEA: A MARZO IL PRIMO ESAME SULLO STATO DI ESECUZIONE DELLA SENTENZA

Il Consiglio d’Europa ha fissato per il mese di Marzo 2020 il primo esame sullo stato di esecuzione della sentenza della Cedu del 24 gennaio 2019, diventata definitiva il 24 giugno dello stesso anno. L’esame sarà effettuato dal Comitato dei Ministri, organo decisionale del Consiglio d’Europa, e farà riferimento alla sentenza ‘Cordella e altri contro l’Italia’.
Si ricorda che Francesco Cordella è il primo firmatario del ricorso presentato da un gruppo di cittadini di Taranto alla Corte di Strasburgo nel 2013 (ricorso n. 54414/13). Nel 2015 un analogo ricorso è stato presentato da altri cittadini (ricorso n. 54264/15). Per i due ricorsi la Corte ha deciso di emettere un’unica sentenza.
Come noto, il caso riguarda l’inquinamento atmosferico prodotto dall’acciaieria Ilva di Taranto. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato gli effetti nocivi delle emissioni provenienti dall’Ilva sull’ambiente e sulla salute pubblica. I tentativi delle autorità italiane di attuare la decontaminazione del territorio in questione non hanno prodotto i risultati sperati. Nel frattempo il governo italiano è intervenuto ripetutamente (attraverso decreti legislativi speciali) per garantire la continuità produttiva, nonostante i risultati delle autorità giudiziarie competenti, riguardanti indagini chimiche ed epidemiologiche, abbiano dimostrato l’esistenza di gravi rischi per la salute e per l’ambiente. In aggiunta, il governo italiano ha concesso l’immunità amministrativa e penale ai commissari straordinari e al futuro acquirente dell’azienda.

Per queste ragioni, i giudici di Strasburgo, hanno riconosciuto la violazione del diritto alla vita privata e familiare (l’articolo 8 della Convenzione europea sui diritti umani) e del diritto a un rimedio efficace (l’articolo 13 della stessa Convenzione).

Ai sensi dell’articolo 46 della Convenzione, la Corte Europea ha sottolineato che il Comitato dei Ministri deve indicare al governo italiano le misure da adottare per l’esecuzione della sentenza. Attualmente il Comitato attende un dettagliato piano di intervento da parte del governo italiano.

DANIELA SPERA
Rappresentante dei ricorrenti e promotrice a Taranto del primo ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti Umani (n. 54414/13, CORDELLA E ALTRI CONTRO L’ITALIA).

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