Xylella, scoperta la cura: il freddo uccide il batterio

Il batterio xylella fastidiosa muore col freddo, gli alberi rinascono. Il brevetto registrato dalla start up Sanitrix. Il protocollo di ricerca registrato dal notaio. Costi bassissimi: 60 euro ad albero

di Marilù Mastrogiovanni

Scoperta la cura per la xylella fastidiosa. E’ il freddo.
Che il freddo uccidesse la xylella era noto. Ma nessuno era riuscito finora a far arrivare il freddo fin dentro ai vasi xylematici degli alberi.
Ci è riuscita la Sanitrix, una start up con sede a Milano, che nel 2017 ha iniziato a sperimentare il sistema attraverso il quale sottoporre gli alberi d’ulivo ad un vero e proprio “stress termico”, per poi verificare se, e in che misura, il batterio fosse riuscito a resistere.
I risultati sono sorprendenti.
Gli alberi, che prima del trattamento erano positivi al batterio della xylella fastidiosa, sottoposti al trattamento, sono risultati negativi e dopo poche settimane hanno ricominciato a vegetare.

La sperimentazione, di cui è responsabile scientifico Emanuele Guerra, fisico ambientale, è durata due anni e si è conclusa il 28 ottobre 2019, quando i risultati e il protocollo sono stati depositati presso un notaio. La sperimentazione è stata condotta nelle campagne di Vernole, in provincia di Lecce, su 25 alberi della masseria La Filare.

Il sistema brevettato, denominato “Sanisystem”, attraverso una maxi campana che ingloba l’albero, consente di far scendere la temperatura circostante fino a -78,5 gradi e la temperatura interna all’albero a -5 gradi.

Vengono utilizzate due sostanze, in abbinamento tra loro: anidride carbonica allo stato liquido e un antiparassitario biologico, ottenendo una microparcellizzazione a freddo, cioè cristalli di ghiaccio. Il passaggio del gas dallo stato liquido a quello solido produce una vera e propria “neve” di cui si inonda l’albero coperto dalla maxi campana.
L’antiparassitario biologico fa il resto. Composto da estratti naturali di diverse radici, è innocuo sull’uomo e sugli insetti buoni, come le api e le coccinelle. E’ innocuo sui lombrichi, mentre uccide i funghi e i batteri gram negativi.
Xylella e funghi, hanno lo stesso effetto sui vasi xylematici degli alberi d’ulivo: li intasano, impedendo alla linfa di nutrirli.
Questo sistema, combina la crioterapia, abbattendo fino a zero la carica batterica all’interno degli alberi trattati, con l’azione antifungina e antiparassitaria del preparato biologico.
“Sanisystem” uccide anche la blatta germanica, le cimici, l’acaro rosso, la tarma del cibo (esempio quella delle patate).

I CINQUE PASSAGGI
1. Le piante vengono potate, lasciando i rami verdi ed eliminando i polloni.
2. Le piante vengono sanificate a freddo, ramo per ramo, incluso il terreno.
3. la sera prima del trattamento crioterapico le radici vengono irrorate con l’antiparassitario biologico
4. L’albero viene coperto dalla maxi campana, realizzata in materiale coibentato per ridurre la trasmittanza di calore verso l’interno, dove si crea l’ambiente ghiacciato.
5. si ghiaccia la pianta con il mix di Co2 e antiparassitario biologico.

I test Elisa e PCR sono stati effettuati prima e dopo il trattamento e non lasciano dubbi: la carica batterica viene abbattuta fino ad essere annullata completamente.

Il centro di coordinamento della ricerca è a cura della Tundra Ice International srl di Torbole Casaglia, in provincia di Brescia.
La ricerca è stata finanziata dalla Automazione Veneto srl.

Inizia così, si spera, una fase nuova nella lotta al batterio: è possibile salvare gli ulivi secolari e millenari, salvando il paesaggio, l’ambiente, la salute delle persone, la produzione familiare di olio e il settore oleario tradizionale.

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3 Commenti

  1. Avatar
    Carmne

    E poi come farebbero ad impedirne la successiva reinfezione? Xylella oramai è ineradicabile dall ambiente, x cui a cosa serve eliminarla dall albero quando nel giro di una stagione si avrebbe di nuovo l infezione?

    Reply
  2. Avatar
    Damiano Luigi Zurlo

    Adesso ci sarà “SOLTANTO”da trovare il sistema per comunicare alle cicaline di astenersi dall’infettare ulteriormente gli alberi risanati.

    Reply
  3. Avatar
    pio pii

    Raccomanderei molta prodenza nell’usare un titolo come “Xylella, scoperta la cura: il freddo uccide il batterio”. Ormai troppi annunci illusori del genere sono stati fatti. In questo caso poi, è una ditta privata, senza alcuna validazione scientifica controllata. Il responsabile scientifico peraltro essendo un fisico, non pare avere alcuna competenza specifica in materia di Batteriologia o patologia vegetale. A chi è un pò esperto di xylella viene subito il dubio che anche se funzionasse il metodo, il batterio potrebbe tranquillamente sopravvivere nelle radici e ricolonizzare la pianta entro poco tempo……prudenza…..

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Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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