Ex Ilva, l’inferno visto da dentro – VIDEO

ESCLUSIVO. I video che vedete sono stati girati poche settimane fa. Un ex operaio ha deciso di condividere con i lettori del Tacco le immagini che testimoniano condizioni di lavoro disumane, e indescrivibili livelli di contaminazione ambientale. Se questo è lavoro.

di Daniela Spera

“Sono cresciuto attaccato alla recinzione Ilva e sono stanco di veder morire i miei parenti, amici, fratelli. Ho molto da dire ancora… comunque grazie assai”.

Chi ci scrive inviandoci i video girati all’interno dell’ex Ilva, ora Arcelor Mittal, è un ex operaio di una delle tante aziende dell’indotto incaricate della manutenzione. I messaggi sono firmati, ma vuole rimanere anonimo:
“Ieri ho spazzato in casa e ho osservato la polvere e da chimico e da ex operaio posso affermare che proveniva dalla cokeria, cioè polvere di carbone coke e non ti dico il nuvolone nero di polvere che si alzava con la tramontana dritta su casa mia, attaccato alla recinzione “Ilvamittal”…quindi quei soldi spesi alle coperture parchi minerari potevano essere usati meglio e cioè eliminare fonti inquinanti non coprirle o nascondere sotto il tappeto…”.

C’è chi con le polveri sollevate dal forte vento di tramontana di questi giorni ha scritto la parola “morte”.
C’è chi, come questo coraggioso lettore ed ex operaio, ha trovato, nella decisione dei giudici di non spegnere l’altoforno2, la spinta e la forza per denunciare.
Ha voluto condividere con noi queste immagini perché tutti possano vedere le condizioni di vita e di lavoro all’interno dell’ecomostro Arcelor Mittal. Condizioni disumane.

Ci auguriamo che altri trovino la forza di denunciare. L’appello è di fotografare e filmare con il proprio cellulare tutto ciò che secondo voi va portato all’attenzione della pubblica opinione.

E’ giusto che tutti vedano con i propri occhi che cosa significhi lavorare lì. E’ giusto che tutti vedano che, chi non è morto di cancro, muore ogni giorno lavorando nella più grande e più inquinante acciaieria d’Europa.
Se questa è vita. Se questo è lavoro. Se questa è Italia.
MLM

Le immagini sono state riprese da un lavoratore di una ditta esterna tra il mese di agosto e il 7 novembre 2019. 

‘L’Acciaieria 1 deve chiudere perché pericolosa’ dice la nostra fonte ‘c’è ovunque contaminazione da amianto, ceneri e minerali’. ‘Ora sono fiero di essere fuori anche perché sono cresciuto attaccato alla recinzione Ilva e sono stanco di vedere morire i miei parenti e amici’.

Queste sono alcune testimonianze sulle condizioni di sicurezza per i lavoratori all’interno dello stabilimento siderurgico. In piena attività di sfornamento del carbone è stato chiesto a due lavoratori di una ditta esterna di svolgere alcune mansioni. In uno spazio ristretto, nel quale non si scorge una via d’uscita, si trovano a dover lavorare a temperature infernali e con il terrore di finire ‘arrostiti’. ‘Le condizioni di sicurezza sono scadenti…io avevo paura di cadere nei carboni mentre lavoravo’ ci racconta il nostro informatore che aggiunge che ‘in un momento in cui avevano necessità di non fermare la produzione ci siamo ritrovati a lavorare su una guida sforna carbone nella cokeria…io ci ho lavorato per un mese, facendo interventi su condizionatori fatiscenti che ogni due o tre giorni si fermavano’.

Docce di spegnimento del carbon coke. I vapori che si vedono nel video vengono in parte convogliati e in parte dispersi nell’ambiente circostante, fino ad investire i lavoratori. Quei vapori non sono innocui perché contengono particolato di coke.

‘Quel liquido che si vede sul pavimento è il risultato di piogge acide…ho dovuto cambiare due condensatori di condizionatori proprio sotto il comignolo perché sbriciolati e corrosi, a volte mi sono rifiutato di lavorare in quella situazione’. ‘Ho dovuto restaurare vari impianti da rottamare. Quando facevo richiesta di sostituzione totale, perché ormai vecchi, spesso mi veniva respinta’.

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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