33 ore

33 ore

33 ore per riuscire a conoscersi

aprirsi, scoprirsi, capirsi un po’

33 ore in cui ho avuto il privilegio di poter lavorare con un gruppo di 16 ragazzi del Liceo Scientifico Banzi di Lecce.

Nella speranza di accendere una miccia inaspettata, di soffiare proprio lì dove qualcuno era riuscito ad assopire il fuoco, di dare più forza ad alcuni sogni, più coraggio ad alcune anime, più volume ad alcune voci, e corpo a sensazioni, pensieri ed emozioni

33 ore con dei ragazzi bellissimi insieme anche ai 4 amici coinvolti da me in questa esperienza: Yacouba, Augustine, Rebaz e Modu.

Ognuno con le sue peculiarità, ma tutti uniti dal desiderio di essere presi sul serio, di avere voce in capitolo.

M. hai i capelli rossi, il corpo voluttuoso, il viso dolce. Porta gli occhiali, se si imbarazza sorride e abbassa lo sguardo, ha un cuore grande e una grande passione per la musica (canta), sogna di partecipare ad X Factor e se le chiedi quale sia la sua forza, ti risponde : la musica, gli amici, mia madre. Odia le lumache. Vorrebbe essere riconosciuta e accettata.

G. non sopporta che tutti sbaglino sempre a scrivere il suo nome, ha i capelli biondi e mossi, è minuta e sprigiona forza da tutti i pori. Ha gli occhi vispi e curiosi, il corpo agile e impaziente. Non le piace il fatto che a scuola si venga giudicati da un voto e vorrebbe avere meno preoccupazioni.

A. è il figlio del custode del Liceo, vive accanto alla scuola e si vede che in questi spazi si sente a casa. A volte si atteggia a bullo, ma non lo è affatto. Eun ragazzo pieno di energia, bello, con la pelle mora e i capelli neri e un po’ lunghi, un sorriso bianchissimo e muscoli scolpiti dal cross fit. Gli piace farsi notare, in qualsiasi modo: facendo lo spiritoso, parlando dialetto, trasgredendo le regolesecondo me ha un gran talento per la danza, lho soprannominato Robertocome Roberto Bolle. Mi chiedo cosa sarà di lui tra qualche anno..

L. è schivo, non ama essere al centro dellattenzione, ma si è fatto notare subito. Etimido ma non ha paura di mettersi in gioco, anzi, piuttosto il contrario, sembra sentirne lesigenza. Come me ama la danza e lo spettacolo e, come me, ha spesso le mani sudate. Studia hip hop e disegna benissimo. Non ha mai fatto un assenza. Ha un sorriso spiazzante, uno sguardo curioso e attento e un animo molto sensibile , il suo corpo è un po’ chiuso, insicuro, è un piacere vederlo danzare! Egentile e disponibile, non sopporta chi si mette in mostra e i falsi amici. Mi sconvolge quando dichiara di non amare i sogni e le sorprese. Quando racconta che a volte si sente dimenticato dagli altri.

G. soffre il solletico, anche lei non sopporta i falsi amici e chi non dice ciò che pensa. Odia chi si lamenta sempre e chi cerca di darle ordini. Non sopporta chi vuole sempre avere ragione. Vorrebbe poter mangiare tutte le schifezze del mondo senza ingrassare ( ma non ha alcun problema di peso) e sogna di riuscire ad infondere più autostima a sua sorella.

A. veste con colori scuri, come la montatura dei suoi occhiali. tende ad avere la schiena curva in avanti e parla poco. C’è sempre, ma lo devi cercare. Poi ti spiazza con la facilità con cui si mette in gioco rivelando i suoi pensierinon sopporta Salvini e in generale le persone razziste e omofobe e tutti i tipi di bulli. Ma nemmeno chi fa vittimismo inutile. Vorrebbe essere meno introverso. Einsoddisfatto della sua vita. Vorrebbe essere preso sul serio.

L. ha lunghi ricci morbidi e scuri, non si vestirebbe mai di marrone e non ama indossare le calze lunghe.

Ha un sorriso dolce e non se la prende quando la chiamo con il nome sbagliato ( o almeno, non lascia trapelare nulla).

Se vuoi farle un dispetto devi darle il latte scaldato. Non sopporta chi emana un cattivo odore, le cipolle e gli insetti. Abolirebbe lipocrisia, lopportunismo, le bugie e la falsità in generale.

A. è alto e magro. Ha profondi occhi neri, come i capelli, che porta cortissimi, in contrasto con le sue lunghe ciglia. Se lo vedi mangiare ti chiedi come faccia ad avere così tanta fame e dove metta tutto quel cibo. Eun anima in subbuglio, lo si evince da tutto: il suo modo irrequieto di stare nello spazio, lacne sul volto, la curiosità e limpegno in contrasto con la voglia di evadere e trasgredire. Etalmente sensibile che ha dovuto costruirsi delle alte barriere per difendersi. Eun ex campione di scherma, lo sport più elegante che ci sia, eppure dichiara di essere fisicamente scoordinato. Eun ottimo studente, sensibile, scaltro, pieno di talenti, talmente intelligente da aver perso un interesse per la scuola. Se gli chiedi in cosa risiede la sua forza ti risponde con il mantra che ripete anche in scena: dentro di me, dentro di me, dentro di me... Non sopporta chi grida per farsi valere.

Vorrei tanto si potessero tutti vedere con i miei occhi

Abbiamo lavorato sugli anti corpi: quelli personali, quelli della società.

Abbiamo condiviso sudore, passioni, sogni, paure, intolleranzee rivelato agli altri quali sono le nostre autodifese da tutto ciò che ci ferisce o che non ci piace.

Molti di loro hanno in comune una certa avversione per le bestemmie, per la falsità, per il bullismo per il latino e per lincoerenza, sopratutto quella di genitori e professori.

Qualcuno è arrivato a partecipare al mio laboratorio perché ama la danza, qualcuno altro si iscritto solo perché nel gruppo ci sono tante belle ragazze e poi c’è chi è arrivato da me solo perché interessato ai crediti formativi.

Ma tutti sono restati.

E tutti mi hanno regalato qualcosa di importante e prezioso: il loro punto di vista.

Vederli concentrati nel danzare, scrivere, parlare, ridere, commuoversi tutti insieme è stato bellissimo. E salutarli sarà difficile per me.

Ma le mie 33 ore sono finite. Domani lultima prova insieme e poi, lunedì mattina, condivideremo con il pubblico il risultato del nostro percorso. Il percorso corpi e anticorpi ideato, voluto e realizzato grazie a Free Home University.

Penso ai miei giovani studenti e arrivo alla conclusione che sono loro gli anticorpi della società,

Loro sono il futuro, saranno i medici, gli avvocati, i professori, i politici con cui avranno a che fare le mie figlie.

Dovremmo fermarci, prenderci il tempo per vederli davvero, guardarli negli occhi, ascoltarli, cercare di capirli e, perché no, ragionare con loro o, almeno, danzare con loro.

Perché chi non danza non sa cosa succede.

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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