Piano Taranto, la bonifica vale tre volte l’ex Ilva

Uno studio di Confindustria dimostra i benefici degli investimenti nelle bonifiche sulla fiscalità, produttività e occupazione, che triplicherebbe rispetto a quella attuale dell’ex Ilva

di Daniela Spera

Il dibattito nazionale sul futuro di Taranto prevedere attualmente come unica soluzione possibile il salvataggio dell’ex-Ilva e della produzione di acciaio. Il progetto Piano Taranto va oltre.

Si è svolta oggi, presso la sede dell’Associazione Giorgioforever, la conferenza stampa di lancio del Piano Taranto.

‘Il piano del Governo prevede un incremento della produzione di acciaio fino a 8 milioni di tonnellate l’anno, si tratta di un approccio tanto superficiale da non tenere neppure in conto l’eccesso di offerta di acciaio nel mondo’ così le associazioni e i comitati promotori del Piano Taranto che ritengono ‘quanto mai scellerato non considerare l’ipotesi della chiusura delle fonti inquinanti, in favore del risanamento e della riconversione economica del territorio.’

Il gruppo di associazioni prende spunto da uno studio tecnico-scientifico prodotto da Confindustria in cui si dimostrano i benefici degli investimenti nelle bonifiche dal punto di vista della fiscalità, della produttività e dell’occupazione che addirittura triplicherebbe rispetto agli attuali assunti del polo siderurgico tarantino.

Ci sono fondi europei ad hoc per la riqualificazione professionale dei lavoratori che, dunque, manterrebbero il salario per tutto il periodo formativo, per poi essere reimpiegati nelle bonifiche del territorio, conservando poi un’ottima appetibilità nel mondo del lavoro, anche a bonifiche ultimate‘ sostengono quelli del Piano Taranto che aggiungono che ‘ la spesa prevista può essere spalmata in dieci anni e non sarebbe da intendere come un costo, né come una concessione, piuttosto come un’operazione risarcitoria attraverso la quale compiere il più straordinario investimento della storia del Paese, in grado di determinarne slancio economico, occupazionale e sociale in campi sani ed etici.’

Proprio per avviare un dibattito sul futuro della città le associazioni che promuovono Piano Taranto – Acli Taranto, Associazione Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Associazione GiorgioForever, Associazione Giustizia per Taranto, Associazione Taranto Respira, Comitato Legamjonici, Collettivo Morricella, Comitato Niobe, FLMUniti CUB sindacato di base,Gruppo Tamburi Combattenti, Isde Medici per l’Ambiente Massafra,Movimento TuttaMiaLaCittà, Singole e singoli cittadini – hanno calendarizzato una serie di iniziative: ‘porteremo il Piano Taranto all’attenzione degli studenti degli istituiti superiori di Taranto e, già nel mese di gennaio, in previsione del tavolo interministeriale di Cantiere Taranto, programmeremo un convegno sul nostro progetto di riconversione.’

Intanto, al fine di renderlo ancora più incisivo, da questa settimana verrà aperto alla sottoscrizione di gruppi, partiti, sindacati, associazioni e ordini di categoria, per farne un vero e proprio manifesto unitario per il cambiamento.

Per ulteriori informazioni è possibile scaricare Piano Taranto FAQ .

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