Tra le notizie e il Natale

di Barbara Toma

Il natale è vicino, casa Toma è piena di lucine e il nostro splendido albero, ricavato da 3 pezzi di carcassa di fico trovati nelle campagne, brilla e regna sovrano dallangolo del salotto. Come sempre, ma ancora più ricco di addobbi, impreziosito da quelli creati da noi negli anni, e da tanti piccoli giocattoli di legno. Le casse dello stereo sono tornate a proporre solo ed esclusivamente i classici del Natale (tutti rigorosamente vintage e con limmancabile suono di campanellini).

I tappeti sono riapparsi a scaldare i pavimenti in cotto, abbiamo fatto la scorta di legna e addirittura iniziato ad accendere i termosifoni e, puntuale come sempre, la secondogenita è stata colpita dalla influenza.

Si, Natale è nellaria! X factor è finito ed è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per le feste. Periodo in cui ci si gode il calore della casa, la presenza degli amici e il tempo libero con i figli, finalmente senza fretta e isterismi (si spera).

Sempre che io riesca a sopravvivere alla settimana che arriva, si intende.

Davanti a me si prospetta infatti un calendario folle: lezioni, schede di valutazione, relazioni e le ultime, nevrotiche, prove prima delle ben 5 presentazioni pubbliche con i vari gruppi di studenti.

Tutto questo facendo lo slalom per non perdere le recite delle bambine, le varie lezioni aperte delle attività seguite dalla impegnatissima primogenita e, last but not leastla frenetica corsa ai regali.

Insomma un frenetico vortice di impegni che si concluderà solo il 23 mattina, con lultima performance aperta dellultimo mio gruppo, in ordine di apparizione, ad esibirsi.

Incrociamo le dita!

Intanto non dimentico di rendere omaggio alla vita e agli dei, che mi hanno benedetta con tutta questa mole di lavoro e la salute per affrontarla!

Nel frattempo?

Vediamo, beh, nel frattempo nel Regno Unito hanno stravinto i conservatori e la Brexit è ormai più reale che mai.

La Francia intera si è fermata per 2 giorni e, pensa te, ha funzionato! Hanno ottenuto il ritiro della proposta di legge che prevedeva linnalzamento delletà pensionabile (ma perché non possiamo fermarci anche noi?!).

Tanti altri bambini curdi sono morti sotto i bombardamenti Turchi , ma non fanno più notizia, come i loro coetanei Palestinesi daltronde.

Dopo 3 anni di attesa, in tutto il mondo, è arrivato al cinema Frozen 2 (e io già soffro per linquinamento acustico che dovrò subire, da qui alleternità, per le nuove canzoni che invaderanno la mia vita come una malattia contagiosa, proprio quando ero finalmente riuscita a debellare Let it godalla nostra famiglia!) Temo che la mia piccola che canta Hit the road Jackaggiungendo anche lesclamazione WHAT YOU SAY?!diverrà presto un lontano ricordoahimè.

E il nostro amato Bel Paese?

Fa sfoggio delle sue tipiche cosa allitaliana:

la stampa esulta per la vittoria delle donne in tutti i campi, salvo tralasciare che le vere vittorie sono avvenute allestero.

Eh già, perché, per esempio, è in Finlandia che è stata eletta Sanna Marin, la più giovane prima ministra al mondo, che guida una coalizione di 5 patititi tutti guidati da donne, ed è anche mamma single proveniente da famiglia arcobaleno!

Ed è svedese la giovane Greta Thunberg , nominata personaggio dellanno dal TIMES ( nota rivista Americana).

Mentre qui in Italia ci accontentiamo di gonfiare notizie vere solo in parte ed esultare come fossero grandi conquiste.

Perché si, è vero, i giudici della consulta hanno eletto Marta Cartabia prima donna della nostra storia a ricoprire il ruolo di presidente della corte costituzionale. Ma non tutto ciò che è donna luccica.

La neo eletta è sicuramente uneccellente professionista, ma presumere che la sua figura, sol perché appartenente al genere femminile, possa essere da esempio o di aiuto alla lotta femminista, è, di fatto, una discriminazione di genere.

Si da il caso infatti che Marta Cartabia sia contraria ad eutanasia, aborto e fecondazione asisstita, si sia detta più volte contraria ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, definendoli pretesa di falsi diritti e si sia dichiarata a favore della famiglia tradizionale e contro le adozioni gay.

Siamo ancora così sicuri di voler festeggiare il progresso usando il suo nome come esempio?

E che dire della notizia delle atlete italiane che diventano delle professioniste? Anche qui la stampa, pur di esultare, ha gonfiato la notizia a dovere. Di fatto è stato fatto un passo per incentivare le associazioni sportive dilettantistiche che vorranno inquadrare i loro atleti come professionisti. Punto. Esolo un primo passo nella giusta direzione. Purtroppo, però, la parità di genere nello sport, al momento, resta un miraggio.

Ecosì maledettamente made in Italy fare molto rumore per nulla.

Tutto questo mi ricorda unaltra notizia gonfiata a regola darte qualche anno fa. Quella che riguardava la possibilità di introdurre, anche in Italia, la possibilità di dare ai bambini il cognome della madre. Osannata e festeggiata da tutti e, sopratutto, archiviata nella memoria collettiva come una nuova vittoria, e una importante conquista per le donne italiane.

Peccato che in realtà non sia esattamente così. Si, è vero, adesso le donne italiane possono finalmente dare il loro cognome ai propri figli, ma nessuno si è ricordato di sottolineare un particolare non indifferente, la clausola, omessa dalla stampa e probabilmente scritta a lettere piccole piccole e quasi illeggibili (come sui bugiardini delle medicine) che prevede laggiunta del cognome materno SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CON LAPPROVAZIONE DEL PADRE E DI TUTTI I SUOI PIU’ PROSSIMI PARENTI. Si, avete letto bene, solo così è possibile dare il proprio cognome ai nostri figli.

Per cui, in una Nazione patriarcale e maschilista come la nostra, direi che nel 90% dei casi possiamo tranquillamente metterci lanima in pace!

Gode invece del silenzio stampa più assoluto la staffetta in corso per sostenere il digiuno di Laura Massaro, la donna che lotta contro le istituzioni per ottenere giustizia ed evitare che le venga tolto il figlio ingiustamente.

Una storia triste che purtroppo non è un caso isolato, ma solo uno dei tantissimi casi di violenza istituzionaletutta italiana.

Infatti, sempre lontano dai grandi titoli della stampa, una delegazione di donne italiane protesterà proprio questo 18 Dicembre davanti al parlamento Europeo per denunciare i tanti casi come il suo.

(sulla pagina Facebook di Imma Cusmai potete leggere di più in proposito o aderire alla loro protesta online, postando una la vostra foto e usando i tags #femminicidioinvita #violenzaistituzionale #infanziarubata #stolenchildhood #deadwomenwalking ).

Ma voglio salutavi con qualche buona notizia:

Per la prima volta nella storia il mio amato Lecce avrà una squadra di calcio femminile.

Nella splendida e sempre attiva Milano migliaia di persone hanno sfilato dietro ai 600 sindaci a sostegno di Liliana Segre.

Sempre più piazze si riempiono di sardine al canto di Bella Ciao.

Per la prima volta apparirà una donna sulla copertina dellAlmanacco di Calcio della Panini.

E, soprattutto, il mondo, grazie alle donne, sembra aver riscoperto la potenza della danza. In tutti gli angoli della terra scendono in Piazza al canto delle donne cilene, eseguendo la loro coreografia, diventata orami simbolo internazionale di protesta.

WOW!

if I can’t dance, I don’t want to be part of your revolution’

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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