Abbattere le liste d’attesa in Sanità: la ricetta di Pierluigi Camboa, medico umanista

Il libro “Come liberarsi dalla schiavitù delle liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche” (Comunicazione Sanitaria Editore) verrà presentato in occasione del Congresso Regionale di CARD PUGLIA che si terrà il 12 e 13 dicembre ad Alberobello (Ba).

di Ada Martella

Chè perder tempo a chi sa più spiace

Dante (Purgatorio, III, 78)

Con un verso del Purgatorio di Dante si apre questo prezioso volume, che riguarda uno dei nodi cruciali della sanità pubblica.

Da un libro che ha come tema il problema de ‘le liste d’attesa nella Sanità’ tutto ci si potrebbe aspettare tranne che trovarsi tra le mani quasi un trattato di filosofia. Nel senso vero del termine, quando quest’antica disciplina aiutava a dirimere ogni questione umana.

E Pierluigi Camboa, è un medico umanista. Il suo è un approccio olistico, non solo per la tipologia di metodo che suggerisce di adottare, ma anche nella trattazione stessa che fa della materia in esame.

Parla del concetto filosofico di tempo, del buon senso costretto a vedersela non solo con le ragioni economiche ma anche e soprattutto con i peggiori vizi umani, come il narcisismo di cui molti medici e dirigenti sanitari non sembrano essere immuni.

Parla di comportamento ‘akrasiko’ – mancanza di forza etica – richiamando Aristotele, cita la parabola de ‘Il Visconte dimezzato’ di Italo Calvino, mentre va ad analizzare via via come un corpo sano, quello della Sanità Pubblica, sia divenuto un corpo malato.

Il suo è un portarci lentamente al cuore del problema, una modalità quasi maieutica. E il cuore del problema è la negazione di un diritto inviolabile, quale è quello della salute per tutti.

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), nelle pagine della prefazione spiega: “Le liste d’attesa oggi rappresentano un punto di criticità del nostro sistema sanitario, che ha raggiunto livelli inaccettabili in molte regioni d’Italia e mina alla base l’uguaglianza nel diritto alla salute, tutelato dalla nostra Costituzione. I problemi d’accesso al SSN, per esempio per prestazioni diagnostiche fondamentali nei percorsi di prevenzione, non solo negano un diritto inviolabile, ma approfondiscono la crisi di fiducia dei cittadini nel sistema pubblico e, di conseguenza, nei medici”.

Gli fa eco, qualche pagina più avanti, lo stesso Camboa, a proposito di mancanza di equità nelle nuove tendenze politiche:

“Il ‘federalismo sanitario’, che tende a premiare chi già più ha, sta producendo gravi effetti sullo stato di salute della popolazione dei territori più deboli; infatti, non ha senso parlare di LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), se poi si assiste a “LES” (Livelli Essenziali di Salute) garantiti solo nelle regioni più avanzate, in contrasto con il principio etico di ‘equa distribuzione’.

Il dottor Camboa – forte della sua esperienza come medico e come dirigente sanitario – insiste molto sul concetto di equità, di diritto fondamentale alla salute, che sono le basi per rivedere il sistema complesso delle liste d’attesa. Nelle varie analisi dettagliate sullo stato di fatto, prima di illustrare le sue proposte, Camboa sottolinea la necessità di un approccio olistico, di non dimenticare il ‘buon senso’, come vero spirito guida nell’affrontare i cambiamenti.

La qualità e non la quantità, ad esempio. “Evitare il ricorrente errore di pensare sempre ed esclusivamente a un aumento dell’offerta – spiega Camboa – poiché si è dimostrato che l’aumento dell’offerta aggrava i tempi d’attesa, perché induce un aumento di domanda.”

Piuttosto – dice – “il fine deve essere quello della presa in carico assistenziale globale del paziente, e non della malattia.”

Nella presentazione del libro, Vincenzo Gigantelli (presidente regionale della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto (CARD), dà un assaggio di quelli che sono i principi di cambiamento analizzati e presentati dall’autore: “Con Pierluigi Camboa, si afferma una nuova metodologia costituita di innovazione (gli accessi prioritari) e cambio di paradigma (la presa in carico globale del paziente). La presa in carico a livello specialistico deve essere in diretta prosecuzione, e senza interruzione, di quella, di primo livello, gestita direttamente dal medico di medicina generale; la suddetta modalità deve comportare l’esecuzione, in forma programmata, di procedure assistenziali appropriate e personalizzate per il paziente, con la conseguenza della sua totale esclusione dal sistema delle prenotazioni.”

Ecco il buon senso, la sanità moderna dovrebbe tornare ad una visione olistica, essere al passo con i cambiamenti sociali delle comunità contemporanee. L’assistenza sanitaria dovrebbe – dice Camboa – “essere orientata a una forte integrazione con i contesti sociali, famiglie e comunità (integrazione socio-sanitaria), supportate da un sistema di assistenza ospedaliera flessibile e sensibile alle esigenze delle persone; promuovere processi partecipativi di sviluppo sanitario, in grado di coinvolgere tutti i portatori di interesse nel processo di attuazione di decisioni collettive, adempimenti e responsabilità”.

Una delle ricette di Camboa per abbattere le liste d’attesa, è ridare centralità al ruolo del medico di famiglia.

Lo stesso Donato Monopoli – Segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) – ne parla nel suo intervento: “Serve un forte potenziamento dell’attività dei medici di famiglia, creando forti sinergie con i medici specialisti territoriali e con quelli ospedalieri, ai quali dovrebbero essere riservate solo le prestazioni ad alta complessità e che necessitano di particolari tecnologie, lasciando tutto il resto a un’efficiente rete distrettuale territoriale”.

Nel suo profilare un metodo di perfezionamento delle liste d’attesa, le due parole chiave di Camboa sono ‘innovazione’ e ‘cambio di paradigma’. Ecco come lo spiega, non più da medico ma da filosofo: “L’innovazione e il conseguente cambio di paradigma, che in realtà consiste nella convinta adesione al risultato finale (il cambio di regole, prospettive e mentalità) dell’evoluzione estrema dell’innovazione stessa”.

Ed ecco, invece, le parole di Camboa, ex dirigente sanitario: “Al contrario del ricorso all’aumento dell’offerta e della vana rincorsa al miglioramento dell’efficienza, le nostre proposte di “terapia” delle liste d’attesa sono centrate, invece, su innovazione (diffusione capillare e uniforme del metodo dei RAO – Raggruppamenti d’Attesa Omogenei – a livello nazionale e informatizzazione delle procedure d’accesso ai servizi e di gestione e trasferimento delle informazioni cliniche) e sul cambio di paradigma (estensione delle procedure di presa in carico assistenziale globale del paziente previa valutazione multidimensionale e multiprofessionale, con stesura di uno specifico PAI)”.

Vale la pena leggere questo testo, anche se non si è addetti al mestiere

Si tratta di un punto di vista relativo ad un problema ben specifico – con pagine fitte di note, diagrammi, numeri, analisi etc etc – ma nello stesso tempo, è una chiave di lettura per leggere quali sono le dinamiche politiche, sociali, filosofiche ed economiche che portano ad un passo dal collasso un particolare settore della vita di tutti, in questo caso quello sanitario. ‘Occasione’ – si può dire – per seguire il filo del ragionamento di un uomo, medico, umanista e grande conoscitore della storia, della filosofia e più in generale dell’animo umano, sulla necessità di cambiare paradigma – ossia cambiare radicalmente il metodo finora utilizzato – per tornare a dire, senza ombra di dubbi, che la sanità pubblica è un diritto inviolabile uguale per tutti.

Il libro sarà presto disponibile sulle piattaforme online. Per acquistarlo direttamente dall’editore e per informazioni, scrivete a [email protected] comunicazionesanitaria.org

Dello stesso autore, l’e-book “Il medico di famiglia nel futuro sanitario della Puglia”

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Ada Martella

Giornalista professionista e skipper

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