Il mondo soprasotto

Ed eccoci qui, come se nulla fosse, a camminare per le strade senza più badare alle scritte fasciste e razziste sui muri.

Abituati a non indignarci di fronte a manifestazioni di odio, campagne razziste, violenza, insulti, saluti romani e indecenti proposte di legge come quella per introdurre una pena contro la Ducefobia.

Assuefatti alla banalità del male, ai commenti inumani di cui si riempie il web ogni volta che si parla di sbarchi o di morte.

Ci hanno lentamente portato a trovare tutto normale. Parte del quotidiano.

I morti sono solo numeri. E, se non ci toccano da vicino, non esistono.

Parte del nostro governo ha rifiutato di votare una legge contro lodio e il razzismo.

Rappresentanti politici hanno ritenuto fuori luogo alzarsi in piedi di fronte ad una donna sopravvissuta alla Soah, che ha dedicato la propria vita a raccontare le cose inenarrabili vissute sulla propria pelle, per mantenerne viva la memoria e far si che nessuno mai possa vivere gli orrori che lei ha conosciuto.

E il popolo come reagisce? Ricoprendo la senatrice a vita di insulti e minacce. Al punto da obbligarla a vivere sotto scorta.

Ancora una volta rea di essere nata ebrea.

Succede in Italia, nel 2019, ma tutto ancora va avanti, come sempre: le scuole si riempiono di alunni e insegnanti, i treni partono, le poste aprono, i giornali vanno in stampa, i talk show debuttano…è tutto normale.

Eppure

Una bambina di 7 anni si vede negare il posto a sedere sul bus perché ha la pelle nera.

Gli ultras allo stadio urlano sporco negro di merdae i dirigenti, tutti, negano il fatto.

Le vittime di vittima di violenza si rivolgono al tribunale, per avere giustizia e protezione, e invece perdono la custodia dei figli.

I lavoratori precari fanno un errore sulla dichiarazione dei redditi e vengono subito puniti con multe salatissime mentre i ricchi dirigenti evadono di proposito le tasse dichiarando zero e vengono protetti dalla legge che ne vieta larresto.

I convegni sulla condizione femminile e la parità di genere sono presieduti da soli uomini.

Una fabbrica uccide i bambini, che hanno la sfortuna viverci vicino, ma nessuno la chiude.

Le donne, prima ancora di iniziare a lavorare, vengono invitate a firmare un lettera di dimissioni in caso di gravidanza.

Esseri umani che rischiano la vita per scappare da morte certa, pronti ad accettare qualsiasi lavoro per sopravvivere, vengono bloccati alla frontiera e rispediti indietro perché vogliono invadere il nostro Paese e rubarci il lavoro.

Passiamo la vita a lavorare, quando dovremmo lavorare per vivere e non viceversa.

Gettiamo i rifiuti in modo differenziato e vengono raccolti e smaltiti tutti insieme.

Il cibo a km zero è tossico.

I deputati divorziati , e indagati per istigazione alla prostituzione, urlano e in difesa della famiglia tradizionale.

Ci sono 40 gradi i primi di novembre.

Sembra natale a ferragosto.

In diretta TV un fascista ignorante, arrogante e violento, con le svastiche tatuate in faccia e un occhio di vetro, minaccia una donna pubblicamente, e lo pseudo giornalista che conduce si permette di zittire lunica persona pronta a difenderla.

Io vado in cortocircuito e mi viene in mente una canzoncina che piace tanto alle mie bimbe:

Bianco e nero, alto e basso

Falso e vero, magro e grasso

Su e giù yin e yang,

Est e ovest,

qui e là il grido mio si leverà

Attenzia! il mondo è sopra-sotto

ignorarlo io non può!’

Topsy, eccentrica cugina alla lontana di Mery Poppins

Il mondo di questi tempi sembra davvero essere soprasotto.

E vorrei tanto fossimo nel film di Mery Poppins, per scacciare via i problemi e le preoccupazioni cantando e ballando felicemente. Ma non è così.

Oggi la nostra libertà e la democrazia stessa sono in pericolo. Che la democrazia si perde pian piano, nellindifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi.

Lunico modo per evitare il peggio è agire. Non basta più non essere razzisti o fascisti. Chi resta in silenzio è complice. Alziamo la voce. Indigniamoci.

Rinfreschiamoci la memoria. Rileggiamoci bene la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Stampiamola, distribuiamola, appendiamola in casa, a scuola, negli uffici.

Impariamone a memoria almeno il preambolo e i primi 3 articoli.

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e

proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della

famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento

della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno

portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che

l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di

credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più

alta aspirazione dell’uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme

giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima

istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione…

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono

dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di

fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella

presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di

colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di

origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico,

giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene,

sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo,

o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria

persona.

Leggere, studiare, difendere le librerie e la cultura, sempre. Affinché le testimonianze ci continuino a colpire, dritte al cuore. Perché non si ripeta mai più linenarrabile. Ce n’è bisogno.

Se tutto questo dolore [la persecuzione nazista degli ebrei] non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile.’

Dal diario di Esther Hillesum detta Etty (1914 – 1943), scrittrice olandese, ebrea, uccisa in una camera a gas nel campo di concentramento di Oświęcim (Auschwitz) Polonia.

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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