Il mio amico Silvio Berlusconi

Riceviamo e pubblichiamo questa appassionata lettera di Marco Macrì 

 

Sin dall’età di sedici anni è nato in me un sentimento di affetto profondo per il Presidente Silvio Berlusconi

È difficile esprimere ciò che provo poiché ho sempre tentato di capirne il perché provo tutto ciò per un personaggio pubblico che, in fondo, a quell’età era difficile pure immaginare di poterci parlare o anche solo stringere la Sua mano. Ma, raggiunta la maggiore età, iniziando un percorso politico in Forza Italia qui a Melissano (Le), si presentarono le prime occasioni per vederLo finalmente, ancora da lontano, alle manifestazioni nazionali, ai comizi pubblici, ecc.
Dopo anni di sacrifici, proprio nel momento della decadenza al Senato e l’interdizione dai pubblici uffici, proprio quando i cosiddetti big prendevano le distanze, ossia nel momento del bisogno, mi presentai alle 5 di mattina giovedì 28 novembre 2013 con un ramoscello di ulivo, sotto Palazzo Grazioli, per dimostrare al Presidente tutta la mia vicinanza, in quel momento doloroso…
Più volte ho attraversato l’Italia in treno per raggiungere la residenza privata del Presidente Silvio Berlusconi. Ho scelto di scendere in campo personalmente, poiché il Presidente Berlusconi è stato sin da sempre il mio unico punto di riferimento. Le vicende personali che hanno caratterizzato la mia vita, hanno dato al tempo stesso un’impronta originale alla mia personalità e così alla mia esistenza. Ho manifestato sempre la mia solidarietà al Presidente Berlusconi per l’accanimento politico, mediatico e giudiziario di cui è stato vittima.
L’unica colpa che si può attribuire al Presidente Berlusconi, oggi come nel 1994, è stata quella di aver saputo vincere le elezioni e di aver resistito negli anni di opposizione. Se non fosse sceso in campo il Presidente la democrazia italiana sarebbe stata dominata da un fortissimo sistema di potere politico, giudiziario, finanziario e mediatico. La Sua presenza in campo, sostenuta da milioni di italiani, ha svolto un ruolo decisivo per la democrazia italiana, consentendo che si svolgesse negli ultimi vent’anni una partita equilibrata nella quale si sono alternate al governo coalizioni di centro destra e coalizioni di centro sinistra.
Lo conobbi personalmente, per la prima volta, al San Raffaele di Milano, dopo una lunga operazione al cuore. Lo aspettai lì, con un sacco pelo per due notti e poi, finalmente, la segreteria del Dottor Zangrillo mi disse “Signor Macrì, l’intervento è riuscito! Il Presidente è un leone!” La gioia che provai in quel momento è indescrivibile… Feci un grande mazzo di fiori, con pezzi di canna di bamboo e girasoli, presso la fioreria dell’ospedale. Il Presidente si affacciò dalla finestra e mi disse “Marco, ti ringrazio e ti porto sempre nel cuore!” E poi quelli della sicurezza richiusero le finestre.
Tornando ai nostri giorni, nel marzo scorso il Presidente fu operato d’urgenza per un’ernia incarcerata. Appena mi telefonarono lasciai tutto e lo raggiunsi nuovamente al San Raffaele. E così via, in breve, l’ho sempre seguito con affetto poiché ci tengo veramente!

Negli ultimi tempi è nato un rapporto che va oltre la politica… proprio domenica scorsa il Presidente ha compiuto 83 anni ed io, da agosto organizzavo già la festa di compleanno rintracciando due altre fan, di Bergamo e di Polignano a Mare. So che a Lui piacciono i camion vela con le foto del ’94 ed ovviamente ho fatto stampare un 6×3 con una foto di allora ed il messaggio di auguri in alto “Buon compleanno Presidente!”

Visto che in tarda mattinata arrivarono i figli per pranzo pensavo mi ricevesse solo nel pomeriggio. Da un momento all’altro si sono aperti i cancelli di Villa San Martino e l’emozione era grandissima… Il Presidente mi veniva incontro a braccia aperte ed io, colto l’evidente emozione l’ho abbracciato! La Sua prima battuta “Nemmeno fossi una bella ragazza!” 😂

Abbiamo parlato del più e del meno, abbiamo fatto ancora altre foto e ci siamo dati appuntamento a Natale perché prima del 25 andrò nuovamente per trascorrere una giornata insieme. Tengo molto al Presidente e non lo abbandonerò mai perché credo fortemente nel Suo operato e ringrazio Dio per averci donato una persona come Lui. Le parole più belle di domenica sono state “Marco, ti considero un amico e credo fortemente nella tua amicizia. Grazie per esserci!”
Sono tornato da Arcore con una carica pazzesca e con una gioia nel cuore che solo Lui può donarmi e trasmettermi perché è una persona straordinaria. Lo considero anch’io un Amico, un Amico che non tradisce mai! Non vedo l’ora di rivederLo a Natale… Prego sempre per Lui, affinché il Signore Lo protegga da ogni male e da ogni minaccia.

Marco Macrì – Melissano (Le)

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2 Commenti

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    Roberta Fiore

    Posso ricordarvi che il signore in questione Marco Macrì, già nel 2012 dai microfoni di Radio 24 era in polemica con Nicole Minetti? Vi riporto una parte del testo che troverete su un sito di gossipstile.it (“Si deve dimettere. Ha ragione Sabina Began. Ci sono donne come la Minetti che sono più amiche del chirurgo plastico che del popolo. Ma non è diversa da tante altre che girano intorno al presidente. Un’ingrata”), che al telefono si era permessa di denigrare la terga flaccide del Cavaliere, arrivò in soccorso Marco Macrì, protagonista di innumerevoli discese in campo per salvare la faccia di Silvio e protagonista di una visita a Villa San Martino. Diversamente da tanti giovani berlusconiani, non li difetta l’estrema coerenza, al limite della devozione e anche oltre. “Silvio è il mio terzo padre, dopo mio padre biologico e dopo Dio stesso. Quando avrò un figlio lo chiamerò Silvio, a seconda se uomo o donna. Le guancie e le mani di Silvio profumano di rosa”. Non lo sfiora il benché minimo sospetto su un’eventuale imbalsamazione. Escluse anche le allucinazioni olfattive, di fronte all’incredulità dei conduttori, Macrì giura : “E’ la verità! Le mani di Silvio profumano di rosa. E’ qualcosa di soprannaturale”. E, ovviamente, si conferma “unto dal Signore” nella visione mistica del suo discepolo, tutto calato nella parte di Pietro, sebbene non troppo pentito: “Grazie a Silvio ho avuto in dono la fede, lui è veramente benedetto da Dio. Illuminato e protetto, altrimenti non ci sarebbe un’altra occasione dopo tutto quello che è successo e la volontà di distruggerlo”. Che Berlusconi di ricandidi, insomma, era anticipato in qualche profezia: “Era ora che scendesse in campo”.
    …. Vi rendete conto del personaggio? Al posto suo mi vergognerei!!

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      Leo Coletta

      Non ci dimentichiamo neanche però che nel 2015 i giornali riportavano la notizia della sospensione del processo di questo soggetto mentre lui faceva pubblicare sui social che era stato assolto! Ecco il testo scritto da giornalisti amici suoi e diversi blogger tipo Gabriele Fucilone ” Si conclude con una piena assoluzione, a Napoli, anche per il “fedelissimo” di Silvio Berlusconi, Marco Macrì di Lecce. Piena assoluzione potremmo dire in altri casi, ma sospensione del processo poichè “il fatto non sussiste” dunque decadenza a tutti gli effetti delle accuse lanciate verso il Macrì nel lontano 2012, anno in cui il giovane entrò nel girone d’inchiesta che attraversò l’ex premier Silvio Berlusconi. Diversi i capi d’accusa, il giovane Macrì indagato inoltre per oltraggio al magistrato. L’oltraggio a un magistrato è un delitto di oltraggio, che punisce colui che “offende l’onore e il prestigio di un magistrato in udienza” (articolo 343 codice penale). La pena prevista è la reclusione fino a 3 anni.
      Si tratta di una tutela penale “specifica”, che l’ordinamento accorda a questa categoria di pubblici ufficiali in ragione del rispetto dovuto alle funzioni giurisdizionali a loro attribuite.
      Negli altri casi, infatti, chi offende l’onore o il prestigio di un pubblico ufficiale può essere penalmente responsabile ai sensi dell’articolo 341-bis codice penale, che punisce appunto chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale, mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni. Macrì querelò nel 2012 il pm Ilda Boccassini per falso ideologico ma le questioni inerenti quel processo sono sottoposte ad ulteriore revisione dagli organi di accusa. L’assoluzione di Macrì riguarda invece il secondo processo in cui il giovane fu coinvolto nel lontano 2011 durato circa quattro anni. Propensione alla pena pecuniaria che ammontava sulle cinquemilasettecento euro anziché quattro anni e diciassette giorni di reclusione.
      In questo delitto il magistrato riveste solo la qualifica di soggetto danneggiato. La persona offesa dal reato è, invece, da considerarsi lo Stato, titolare della funzione giurisdizionale in senso lato. Da Arcore giunte a Lecce le congratulazioni con il giovane Marco Fernando Macrì di Melissano che, da anni ha ormai abbandonato la scena politica.” Mi vergogno io da salentino! In piena emergenza Coronavirus, mentre gli italiani muoiono, il soggetto in questione (Macrì) ha tentato di raggiungere Berlusca, rifugiato a Nizza ed è rimasto bloccato a Milano. Tanto per spiegarvi il tipo.. Se riesci a raggiungere il tuo capo rimanete a Nizza entrambi!

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