I numeri e i segreti di Castel del Monte

Castel del Monte è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del nostro paese, una perla del patrimonio storico-architettonico pugliese. La fortezza è stata edificata nel XIII secolo per volontà di Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, sull’altopiano delle Murge occidentali, a 540 m sul livello del mare. L’edificio si trova a 18 km dal comune di Andria, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, ad una sessantina di chilometri da Bari.

Il castello risulta una tra le mete più visitate del nostro paese. La sua bellezza e il suo aspetto unico lo hanno reso un set molto ambito per film, video musicali e scatti fotografici.

Nel film Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud l’architettura della biblioteca del convento dove si svolge la storia è palesemente ispirata alla struttura di Castel del Monte. A Castel del Monte il regista Matteo Garrone ha ambientato la reggia di Altomonte, immaginario maniero del film Il racconto dei racconti (2015). Stesso set è stato scelto per ambientare anche la fortezza sull’isola di Themyscira del film Wonder Woman di Patty Jenkins (2017).

Fonte: Wikimedia Autore: Sailko Licenza: Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)

Castel del Monte, con la sua particolarissima architettura e con il suo corpo ottagonale in quarzo e pietra calcarea, continua ad attrarre e ispirare. Dietro al suo fascino non c’è semplicemente l’opera di un bravo architetto, ma un mito indelebile come quello dell’imperatore Federico II di Svevia.

Soprannominato dai suoi contemporanei Stupor Mundi o PuerApuliae, Federico II è infatti ricordato come uno dei regnanti più poliedrici e “illuminati” della sua epoca, come un grande mecenate, un uomo mosso da una curiosità intellettuale ardente e da un’acutissima intelligenza politica. Castel del Monte rimane uno dei suoi lasciti materiali più significativi. Molte delle sue principali caratteristiche rimangono avvolte nel mistero, facendo arrovellare ancora oggi storici e architetti.

Stando alle testimonianze scritte dell’epoca l’inizio dei lavori per l’edificazione del castello risalirebbe ufficialmente al 29 gennaio del 1240. Pare che Federico II diede ordini precisi su come predisporre tutto il necessario per la costruzione, ma non tutti gli studiosi si trovano concordi su questo. Per qualcuno è stato Federico II architetto stesso del suo castello, secondo altri la progettazione spettò a Riccardo da Lentini, architetto di corte, nonostante questo lavorasse però principalmente ai castelli imperiali della Sicilia.

Il castello si distingue per la sua pianta ottagonale. Su ogni suo spigolo si innesta una torretta, anche questa a sua volta a pianta ottagonale. Il castello ha un diametro di 40 metri, le sue torri, tutte alte 23 metri, hanno un diametro di 7,90 metri. Al centro del castello c’è una corte interna dal diametro di 17,86 metri. Non è molto chiara la destinazione dell’edificio. La fortezza non rispetta infatti gli standard che accomunano buona parte delle costruzioni difensive dell’epoca. Le sue scale a chiocciola, ad esempio, hanno un andamento “antiorario” molto insolito, la loro costruzione obbligherebbe infatti i difensori del castello ad ingaggiare battaglia sulle scale tenendo la spada in pugno nella mano sinistra.

Fonte: Flickr Autore: User: MatthiasKabel Licenza: Creative Commons 

Non è solo la sua pianta ad essere particolare, ma la sua stessa collocazione. Il castello infatti non si trovava in un posto militarmente rilevante per la difesa del regno da attacchi esterni. Secondo un’antica leggenda precedentemente vi era un’antica statua di bronzo con la scritta “il mio capo è di bronzo ma a levar del sole a calendi di maggio sarà d’oro”. Questa puntava il dito in una precisa direzione. Un saraceno all’alba del primo di maggio iniziò a scavare dove la statua indicava e trovò un tesoro. Lì si decise di costruire. A confermare la particolarità del luogo, vi il fatto che lì la luce del sole crea giochi di ombre non casuali. Nei giorni di solstizio ed equinozio si creano giochi di luce simili a quelli riscontrabili nella cattedrale di Chartres in Francia o nella vicina cattedrale di San Sabino di Bari. È molto interessante osservare che l’ingresso del castello è costituito da 2 colonne e da 2 leoni. Uno di questi guarda nella direzione in cui il sole sorge durante il solstizio d’inverno, l’altro è rivolto al punto in cui sorge il sole durante il solstizio d’estate. Gli scalini sottostanti sono fatti in modo che chi esca dal castello non dia mai questo le spalle, in segno di deferenza. Dividendo idealmente in due la facciata del castello si nota la forma di una grande F, iniziale dell’Imperatore.

In poco tempo sono sorte centinaia di leggende su questo castello: qualcuno lo ha visto come l’edificio costruito a difesa del Santo Graal e la sua struttura doveva ricalcare proprio l’aspetto del Graal. C’è chi lo ha interpretato come la riproduzione della corona imperiale, chi lo ha identificato come l’edificio dal quale doveva un particolare percorso iniziatico, chi sostiene che fosse un osservatorio astronomico, chi invece ritiene che fosse semplicemente una dimora di caccia, attività amatissima dall’Imperatore.

Fonte: Wikimedia Autore: Marcok Licenza: Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic

È stata avanzata la teoria che il castello sia stato costruito come congegno matematico perfetto realizzato in pietra. La suggestione è molto forte perché tutta la struttura del castello è dominata da una serie di numeri ricorrenti, da una precisa numerologia, ricca di profondi simbolismi. Nel Medioevo la matematica non era un linguaggio che descriveva fenomeni fisici, era la codificazione di un universo simbolico profondissimo, era lo strumento per la ricerca di un’armonia universale che veniva applicata nei più svariati campi. Secondo antichissime dottrine di derivazione pitagorica e platonica l’universo era fatto di numeri e la matematica era la chiave della comprensione del tutto (pare che sulla porta dell’accademia platonica fosse scritto “Non entri chi non è matematico”). La teoria matematica veniva applicata sistematicamente non solo all’architettura all’astronomia, ma anche alla musica, al gioco e in molte altre attività. La matematica è la regola che permette di cogliere nel modo più immediato una realtà complessa. La cosa non sorprende troppo noi moderni. Ad esempio, la matematica ha un ruolo centrale nel gioco e ancora oggi molti ricercatori lavorano a sistemi di calcolo molto complessi, che possono assicurare la vittoria di una partita a carte. Chiunque controlli i numeri controlla tutte le cose, i numeri sono il segreto dietro ogni ordine. I numeri regolano l’armonia di ogni forma e struttura, spesso sono la chiave di ogni mistero. La musica stessa può essere letta come un’armonia matematica di numeri, i grandi musicisti hanno spesso abilità sorprendenti legate al mondo dei numeri. Questo è ancora più vero per i giocatori più abili di qualsiasi sport mentale. Ad esempio, quelli che hanno l’abilità di contare le carte durante una partita di blackjack saranno molto probabilmente quelli che la vincono.

Fonte: Wikimedia Autore: Berthold Werner Licenza:  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

Come abbiamo già visto, il numero che torna più frequentemente osservando la geometria del castello e la sua pianta è il numero 8. Questo numero è il numero dell’equilibrio cosmico, rovesciato orizzontalmente rappresenta l’infinito, il passaggio da una dimensione terrena a quella spirituale. L’ottagono è infatti simbolo dell’unione della terra (quadrato) con il cielo (cerchio). Nella simbologia dei tarocchi rappresenta la Giustizia, perché secondo la dottrina pitagorica era il numero perfettamente divisibile in due cifre pari e uguali (4+4) per essere poi suddivisibili in altre parti sempre equivalenti (2+2+2+2). La particolare di questa pianta ottagonale è che da qualsiasi parte ci si trovi nel castello, la vista sembra restare sempre la stessa, come ci si trovasse in luogo sempre uguale a sé stesso. Qualcuno sostiene che sommando gli 8 lati del perimetro del castello più i 48 lati delle torri si ottenga il 56, numero degli anni dell’Imperatore al momento della sua morte. L’ipotesi sembra improbabile perché il progetto del castello è antecedente alla dipartita del sovrano, tuttavia la coincidenza è suggestiva.

Le parole difficilmente possono rendere il fascino di un luogo così antico e misterioso, occorre visitarlo. Il castello è aperto al pubblico in ogni periodo dell’anno. Il prezzo del biglietto interno è di 10 euro, ridotto 3,50 euro. Con un unico biglietto si può accedere a tutte le sale del castello. È inoltre possibile richiedere e prenotare visite guidate e audioguide, anche per gruppi.

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