Carceri: sovraffollate quelle pugliesi

In 42 istituti italiani lo scarto tra numero dei detenuti e posti letto regolari supera le 100 unità. A Lecce, l’eccesso riguarda 415 persone

 

Sempre acceso il dibattito sulle condizioni di detenzione nelle carceri italiane. Uno degli argomenti di confronto più critici riguarda il sovraffollamento, considerato una sorta di degradante “pena supplementare” che pesa sul già difficile percorso di condanna da scontare all’interno dei penitenziari. È civile un Paese non in grado di assicurare condizioni di vita umane e dignitose a chi si trova in carcere? Se la risposta è no, la Puglia ha un problema con cui dover fare i conti, essendo la regione dove il tasso di affollamento è il più alto d’Italia (162,5%), seguita dalla Lombardia (138,9%).

 

Gli istituti penitenziari pugliesi

Lecce

Capienza: 610
Presenza 1025
Affollamento 168%
Donne 79
Stranieri 154
La scheda dell’Istituto

 

Brindisi

Capienza 120
Presenza 188
Affollamento 156,7%
Donne –
Stranieri 28

La scheda dell’istituto

 

Taranto

Capienza 306
Presenza 611
Affollamento 199,7%
Donne 28
Stranieri 44

La scheda dell’istituto

 

Altamura

Capienza 52
Presenza 85
Affollamento 163,5%
Donne –
Stranieri –

La scheda dell’istituto

 

Turi

Capienza 99
Presenza 142
Affollamento 143,4%
Donne –
Stranieri 6

La scheda dell’istituto

 

Bari

Capienza 299
Presenza 433
Affollamento 144,8%
Donne –
Stranieri 74

La scheda dell’istituto

 

Trani

Capienza 227
Presenza 358
Affollamento 157,7%
Donne –
Stranieri 37

La scheda dell’istituto

 

Foggia

Capienza 365
Presenza 601
Affollamento 164,7%
Donne 25
Stranieri 81

La scheda dell’istituto

 

San Severo

Capienza 62
Presenza 79
Affollamento 127,4%
Donne –
Stranieri 13

 

Totale in Puglia

Capienza 2319
Presenza 3765
Affollamento 162,4%

 

Sono questi i dati diffusi dal “XV Rapporto sulle condizioni di reclusione” redatto da “Antigone”, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale. Al 30 aprile 2019, sono 60.439 i detenuti presenti nelle carceri italiane (le donne sono 2.659, pari al 4,4% del totale e gli stranieri 20.324, il 33,6%).

“Quasi 10.000 in più dei 50.511 posti letto ufficialmente disponibili – cui si debbono sottrarre gli eventuali spazi momentaneamente in manutenzione – per un tasso di affollamento ufficiale che sfiora il 120%. Sono 42 gli istituti di pena con un tasso di affollamento superiore al 150%. Di questi, 10 si trovano in Lombardia e 6 in Puglia”. Le carceri di Taranto e Como, con un tasso di affollamento rispettivamente del 199,7% e del 197%, sono le più sovraffollate d’Italia a livello percentuale. “Ma ancor più significativo è il dato assoluto dei detenuti in sovrannumero rispetto ai posti letto disponibili. In 42 carceri italiane lo scarto tra numero dei detenuti e posti letto regolamentari supera le 100 unità. Tra queste, in 17 lo scarto supera le 200 unità, talvolta anche in maniera decisamente considerevole: a Lecce, per esempio, ben 415 detenuti vanno a sommarsi a quelli per i quali il posto letto è regolamentare”.

 

Donne, non solo numeri

Come detto in precedenza, le donne rappresentano il 4,4% dell’intera popolazione carceraria. In valore assoluto, 2.659 in Italia. E 172 in Puglia (79 a Lecce, 28 a Taranto, 25 a Foggia e 40 a Trani, dove ha sede uno dei 4 istituti di pena italiani interamente femminili).

Particolarmente delicata è la questione delle madri detenute. Il dibattito si incentra sulla tutela dei figli e del loro interesse superiore, del loro diritto alla continuità del legame affettivo con la genitrice e del diritto di quest’ultima all’esercizio del ruolo genitoriale.

“Al 30 aprile 2019, sono 55 i bambini di meno di tre anni d’età che soggiornano in carcere con madri alle quali non è stata concessa, per decisione del giudice, la possibilità di accedere a misure alternative dedicate proprio alle detenute con figli. A essere recluse con i propri bambini sono 51 donne, 31 straniere e 20 italiane”

Nessun caso in Puglia, dove si registra solo la presenza di un’area denominata “Sezione Nido”, a Foggia. Le detenute hanno l’opportunità di vivere in carcere con i figli tra gli 0 e i 3 anni. La legge Finocchiaro, la n. 40 del 2001, ha previsto l’accesso alle misure cautelari alternative per le madri con figli a carico. Dal 2011, nuove norme consentono di scontare la pena in una Casa famiglia protetta.

Ma le strutture ci sono? Se le “Sezioni Nido”, in Puglia, sono quasi del tutto assenti, degli “Icam” – Istituti a Custodia Attenuata per detenute Madri – non v’è traccia. Come si legge nella relazione di “Antigone”, gli “Icam” sono pensati “come luoghi a misura di bambino: carceri colorate e accoglienti, in teoria fuori dalle mura degli istituti di pena, in cui le sbarre non siano visibili ai bambini e in cui gli agenti non portino la divisa”.

In Italia ce ne sono soltanto cinque, tra luci e ombre.

 

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