Farmaci rubati: dall’Italia al sistema sanitario inglese

La rivelazione del programma “Channel 4 Dispatches”: medicinali per il cancro prostatico, per l’epilessia e la schizofrenia, rubati in Italia e rivenduti nelle farmacie inglesi; le autorità britanniche avviano un’indagine interna

Fonte https://www.theguardian.com/business/2019/jun/16/unsafe-medicines-stolen-in-italy-entered-nhs-supply-chain

Versione italiana a cura della redazione del Tacco d’Italia

 

Il programma Channel 4 Dispatches ha rivelato che gruppi criminali legati alla mafia italiana 1) hanno venduto milioni di sterline di medicinali “falsificati” alle farmacie del Regno Unito, 2) hanno creato una rete di falsi grossisti di medicinali nell’Europa orientale, e 3) hanno utilizzato il mercato “grigio” della vendita di medicinali soggetti a prescrizione per inserirli nella catena di fornitura del servizio sanitario nazionale. Gli esperti avvertono che i farmaci fuori dalla catena di approvvigionamento ufficiale non sono sicuri in quanto potenzialmente manomessi, diluiti o semplicemente conservati in condizioni che li rendono inefficaci. Nonostante i tentativi delle autorità mediche inglesi di vanificare le indagini, il giornalista Antony Barnett ha scoperto che il più grande acquirente di queste medicine trafugate è una società che possiede una delle più famose catene di farmacie della Gran Bretagna.

 

Le autorità sanitarie in Gran Bretagna hanno lanciato un’inchiesta interna dopo che farmaci non sicuri sono stati rubati dagli ospedali italiani, venduti alle farmacie del Regno Unito e hanno raggiunto – potenzialmente – un certo numero di pazienti.

Bande criminali legate alla mafia si sono, dunque, infiltrate nella catena di fornitura del National Health service (NHS) nel 2014 e ciò ha portato alla prescrizione di medicinali per il cancro alla prostata, l’epilessia e la schizofrenia. Da allora, nel Regno Unito, sono arrivate oltre 10.000 unità rubate. Secondo l’indagine condotta da “Channel 4 Dispatches”, quattro tipi di terapie pericolose sono stati venduti alle farmacie. Le medicine non sono state valutate come contraffatte, ma – considerato il tempo trascorso al di fuori della catena di approvvigionamento regolamentata – sono state classificate come “falsificate” (“falsified”).

 

L’Agenzia di Regolamentazione dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (Mhra), che all’epoca non allertò il grande pubblico, ha affermato di aver ritenuto che il rischio per la salute pubblica fosse basso poiché si trattava di farmaci “leciti”.

Tuttavia, durante una revisione delle indagini del 2014 sulle segnalazioni di medicinali rubati e venduti nel Regno Unito, l’Autorità ha riscontrato che i dati relativi erano incompleti e ha sollecitato un’inchiesta interna per garantire adeguata protezione alla catena di approvvigionamento regolamentata.

“Nel 2014, a seguito di segnalazioni di medicinali rubati in Italia e venduti nel Regno Unito, abbiamo intrapreso un’indagine e abbiamo agito per assicurarci che i prodotti sul mercato del Regno Unito fossero sicuri”, ha affermato l’amministratore delegato Mhra, Ian Hudson. “Abbiamo ricevuto queste informazioni più di un anno dopo il furto. Oltre a ciò, Mhra ha sequestrato farmaci ‘falsificati’ nella catena di approvvigionamento regolamentata solo nove volte nell’ultimo decennio, e non ci sono prove che questi medicinali siano stati somministrati ai pazienti”, sebbene “Channel 4 Dispatches” faccia sapere che, nella puntata del 17 giugno, farà il nome di una famosa catena di farmacie che si dice abbia rifornito e prescritto tali medicine.

La prima indicazione che le medicine italiane rubate fossero entrate nella catena di fornitura del Regno Unito arrivò a marzo 2014, quando un grossista tedesco acquistò farmaci (per il cancro al seno) che erano stati individuati come manomessi e quindi inefficaci.

 

Anche l’Autorità italiana ha indagato su una serie di gravi furti (avvenuti tra il 2011 e il 2014) che hanno visto scomparire migliaia di medicinali per malattie gravi, per poi riapparire in catene di fornitura mediche ufficiali in tutta Europa.

Mhra ha scritto ai grossisti e ha chiesto loro di assicurarsi che i prodotti interessati non entrassero nella catena di approvvigionamento, di mettere in quarantena tali medicinali, se necessario, e di contattare coloro che sono stati riforniti chiedendo di fare lo stesso. Mhra non detiene i dati prescrittivi e non ha prove dirette che i pazienti abbiano ricevuto questi medicinali. Tuttavia, ha riconosciuto che “esiste la possibilità”.

L’ex ministro della Salute, il liberaldemocratico Norman Lamb, ha chiesto una revisione del sistema: “Prima di tutto è necessario dire alle persone che potrebbero aver usato medicine giunte attraverso un percorso illegale – ha affermato – e quello che trovo incredibile è che ciò non sia stato ancora fatto”.

Da quando Mhra ha dato seguito alla Direttiva sui medicinali falsificati dell’Unione Europea (febbraio 2019) tutti i farmaci nel Regno Unito hanno introdotto un codice a barre unico per autenticarne la veridicità.

 

1/continua

 

Per saperne di più:

Farmaci rubati, s’indaga sulle mafie italiane

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