Tornado, il clan di giovanissimi che venerava il boss della scu come un “padreterno”

Scorrano, basso Salento: 12 ragazzi tra i 22 e i 30 anni tra i membri del gruppo che, sotto la guida di Giuseppe Amato, pregiudicato della sacra corona unita, avevano completamente soggiogato un paese. Dai cittadini nessuna collaborazione con le forze dell’ordine. Un’indagine che fa scuola

 

La violenza come modo per affermarsi sul territorio, al punto da guadagnare in poco tempo la soggezione dei cittadini e il rispetto di gruppi criminali ben più consolidati: è questo l’elemento che spicca nell’“Operazione Tornado”, con la quale, in seguito alle indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Maglie sono stati arrestati i membri di una associazione criminale di stampo mafioso che operava nel territorio di Maglie, Scorrano e dei paesi limitrofi.

Il gruppo mafioso era guidato da Giuseppe Amato, detto “Padreterno”, legato a Corrado Cucurachi, detto “Giaguaro”, indicato dai Carabinieri come “figura storica” della sacra corona unita, affiliato al clan Tornese di Monteroni.

Tra i membri del gruppo spicca il numero di giovani: 12 tra i 22 e i 30 anni, prendevano ordini direttamente da un loro coetaneo, Francesco Amato, 28enne figlio del leader Giuseppe.

 

37 in tutto gli indagati, 27 dei quali arrestati: 17 condotti in carcere, gli altri 10 ai domiciliari. Gli arresti sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Sergio Mario Tosi, su richiesta dei magistrati Guglielmo Cataldi a Maria Vallefuoco, della direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Tra gli indagati a piede libero spicca il nome di Guido Nicola Stefanelli, sindaco di Scorrano, che secondo gli inquirenti aveva promesso al gruppo appalti comunali come quello per la gestione del parco comunale “La favorita” e del chiosco bar all’interno. Non solo: le indagini ancora in corso dovranno anche chiarire il ruolo dell’organizzazione criminale sgominata questa notte nel sanare uno screzio tra Stefanelli e un dipendente comunale. Il mediatore tra il sindaco di Scorrano e l’organizzazione è stato individuato nella figura di Massimiliano Filippo, detto “Cuoco”, dipendente di una ditta privata di proprietà di Stefanelli.

“Siamo ancora in piena fase di indagini preliminari, sono necessari e doverosi tutti gli approfondimenti che faremo insieme alla magistratura”, ha dichiarato Giampaolo Zanchi, comandante provinciale dei Carabinieri di Lecce, che riguardo la vicinanza tra amministrazioni pubbliche e criminalità ha dichiarato al Tacco: “I segnali non sono incoraggianti: nell’arco di pochi anni, altre indagini di Carabinieri e magistratura hanno portato allo scioglimento di tre amministrazioni comunali, un’altra è attualmente sotto esame da parte della commissione di accesso istituita dal prefetto di Lecce, e ci preoccupa anche l’indagine odierna”.

// Le attività del gruppo

Lo spaccio era il “core business”, l’attività prevalente del gruppo, che per lo stupefacente (solo questa notte sono stati sequestrati 4 chili e 850 grammi di sostanze tra cocaina, marijuana, hashish ed mdma) si riforniva da canali locali e da contatti nel bergamasco.

 

Un altro capitolo riguarda le estorsioni, sia in contanti che in natura, alle attività commerciali del luogo: i malviventi si rifornivano da negozi e ristoranti senza pagare la merce, “si sentivano i padroni del posto”, riferiscono gli inquirenti. A pagare era invece chi non rispettava i patti: ritorsioni con metodi particolarmente violenti, dalle aggressioni fisiche agli attentati dinamitardi (il nome dell’operazione riprende il nome commerciale di un tipo di esplosivo, usato come base per bombe più potenti, e fornito in quantità illimitate da Donato Mega, titolare della ditta omonima, arrestato), erano il modo scelto dal gruppo per farsi rispettare. Modalità tipiche dei più giovani, come affermato dal comandante Zanchi, “proprio per la giovane età impulsivi e poco orientati alla mediazione”.

 

Tra le vittime della vendetta anche affiliati che disobbedivano agli ordini impartiti dai vertici; Mattia Capocelli, ucciso il 25 aprile scorso, faceva parte proprio di uno dei gruppi incaricati di imporre la leadership, ed è stato ucciso da Simone Paiano, reo confesso, che secondo gli inquirenti si ribellava a questa imposizione.

Associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi e sequestro di persona e violenza privata i reati contestati a vario titolo.

 

// L’indagine

“La lungimiranza della Compagnia Carabinieri di Maglie e della Procura della Repubblica è stata mettere a sistema una serie sparsa di attentati dinamitardi, e da lì è nata l’indagine antimafia: un’indagine corposa, sostanziosa che ha una serie di riscontri complessi. È un’attività investigativa che fa scuola”, ha dichiarato in conferenza stampa Giampaolo Zanchi.

 

// Gli arrestati

  • In carcere:
  1. Giuseppe Amato detto “Padreterno”, nato a Scorrano (LE) CL. 1956;
  2. Francesco Amato detto “Checco”, nato a Poggiardo (LE) CL. 1991;
  3. Antonio De Cagna detto “Chilla” nato a Scorrano (LE);
  4. Giuseppe Grasso nato a Lecce, CL.1969;
  5. Hamid Hakim, nato in Marocco, CL.1990;
  6. Luigi Antonio Maraschio, nato a Scorrano (LE) CL. 1965,
  7. Salvatore Maraschio detto “Toto”, nato a Poggiardo (LE) CL. 1994,
  8. Andrea Marsella detto “Banderas”, nato a Scorrano (LE) CL. 1992;
  9. Donato Mega detto “Duccio”, nato a Scorrano (LE) CL.1982,
  10. Simone Natali, nato a Scorrano (LE) CL. 1989;
  11. Matteo Peluso, nato a Scorrano (LE) CL.1992,;
  12. Matteo Presicce detto “Saulle”, nato a Scorrano (LE) CL. 1992;
  13. Giorgio Rausa detto “Giorgino”, nato a Scorrano (LE) CL. 1995;
  14. Luigi Rausa, nato a Scorrano (LE) CL. 1974;
  15. Salvatore Rausa detto “Pizzileo”, nato a Scorrano (LE) CL. 1988;
  16. Matteo Rizzo detto “Penna o Pennetta”, nato a Poggiardo (LE) CL.1997;
  17. Giovanni Verardi detto “Briga” CL. 1968 nato a Scorrano (LE);

 

  • Arresti domiciliari
  1. Daniele Antonazzo nato a Supersano (LE) CL. 1985;
  2. Andrea Carrisi, nato a Scorrano (LE) CL. 1989,;
  3. Marco De Vitis nato a Scorrano (LE) CL.1976;
  4. Francesca Ferrandi nataa a Scorrano (LE) CL. 1993;
  5. Gloria Fracasso detta “Bessj”, CL. 1972 nata a Scorrano (LE);
  6. Giorgio Piccinno detto “Bambi” nato a Maglie (LE) CL.1989;
  7. Sarah Piccinno nata a Scorrano (LE) CL. 1983;
  8. Presicce Luca, nato a Scorrano (LE) CL. 1993;
  9. Mirko Ruggeri detto “Stromberg”, nato a Scorrano (LE) CL. 1974;
  10. Franco Tamborino Frisari, nato a Maglie (LE) CL. 1980.

 

// Tornado, colonnello Zanchi: “Cittadini, denunciate, abbiate fiducia nelle Istituzioni”

/L’INTERVISTA/ L’appello del colonnello dei Carabinieri Giampaolo Zanchi alla popolazione omertosa di Scorrano (Le). Nessuno ha voluto collaborare con le indagini. Un intero paese soggiogato dal gruppo criminale. Tra le armi sequestrate tirapugni e mazze ferrate

 

1 Commento

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    Luigi

    Spero che i giudici non gli assolvono come spesso capita, una beffa per le forze dell’ordine e i cittadini

    Reply

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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