Perù, il clan “The Romans” e quella cocaina sui tetti dei camper

//SPECIALE PERU’ 2//La pista porta a Roma, precisamente a Ostia: il clan viene chiamato “Los romanos” o “The Romans”. Tutto lascia pensare che i narcotrafficanti italiani operino da tempo in Perù per garantire l’esportazione, verso l’Europa, di cocaina purissima

 

Fonte: https://larepublica.pe/sociedad/1485451-mafia-italiana-camuflaba-cocaina-techos-camionetas-tipo-camper

Versione italiana a cura della Redazione del Tacco d’Italia

QUI LA PRIMA PUNTATA

 

È stata la polizia italiana a fornire alla Direzione anti droga peruviana (Dirandro) il nome e il cognome del fornitore che aveva venduto 150 chili di cocaina agli Italiani detenuti in Cile.

“Se fate sorveglianza, probabilmente sarete in grado di identificare il resto della banda organizzata”, ha detto la polizia di Roma agli agenti peruviani. E questo è esattamente ciò che hanno fatto: hanno rintracciato il sospetto a Lima e hanno applicato un sistema di osservazione, monitoraggio e sorveglianza. Dopo diverse settimane, tuttavia, non sono stati raggiunti i risultati sperati. Il soggetto non ha mantenuto i contatti con nessuno di pertinenza. Ed è in quel momento che la polizia italiana ha trasmesso un nuovo dato al Dirandro: l’individuo ha pianificato di recarsi in Spagna per incontrare un emissario del traffico di droga di quel Paese. Gli agenti peruviani hanno quindi deciso di seguirlo fino in Europa.

 

Lo spacciatore peruviano ha incontrato a Barcellona, nel marzo 2019, un personaggio che, in seguito, è stato identificato con il nome di Mauro Morra. Secondo i registri migratori, Morra era già entrato in Perù il 30 dicembre 2015. Alla stessa data era entrato anche il connazionale Massimiliano Beltrami, uno dei cinque detenuti ad Arica (Cile), per l’esportazione di 153 chili di coca comprata in Perù.

Quando il fornitore di droga italiano è tornato a Lima, gli agenti antidroga lo hanno seguito, ma senza risultati nell’immediato. Nel frattempo, in un caso apparentemente non collegato alla vicenda della gang di italiani, la Dirandro ha rilevato un carico di cocaina nella Valle dei fiumi Apurimac, Ene e Mantaro (Vraem).

Il 15 maggio, dopo alcuni giorni di sorveglianza, in via Manuel Villar n° 587, nel distretto di San Martín de Porres, una squadra di Diviad, divisione di intelligence di Dirandro, ha scovato tre Italiani all’interno di uno stabile, intenti a occultare droga. Tra questi, Mauro Morra, il personaggio che aveva avuto un incontro in Spagna con il fornitore dei suoi compatrioti già arrestati in Cile.

 

Chi è chi

Gli Italiani sono entrati in Perù con l’alibi di dover presentare i camper: in realtà era uno stratagemma per esportare la droga fino all’Italia

Gli Italiani in Perù si spacciavano per una società che promuoveva la vendita di camper nel Paese sudamericano. Ne portarono tre. Lo scopo era di tornare con gli stessi veicoli a Roma, ma con 291 chili di cocaina mimetizzati nei pannelli del tetto. Nell’operazione “Los Romanos”, oltre a Mauro Morra, erano coinvolti anche Mirko Mechini e Roberto Artioli, sorpresi con lo stesso Morra nel locale di San Martín de Porres. In relazione a questo caso, pochi giorni dopo, il 18 maggio, furono arrestati Marco Milazzo, Riccardo Capecchi e Anxhelos Mirashi, dopo che la polizia italiana riferì che i camper con la droga erano intestati a loro.

Ricostruendo i movimenti, si stabilì che gli Italiani erano entrati in Perù secondo quest’ordine: Anxhelos Mirashi il 22 febbraio 2019, Mirko Mechini e Mauro Morra il 25 marzo, Marco Milazzo il 3 aprile e Roberto Artioli il 6 aprile. Tutti partendo dalla Spagna. La polizia ha altresì verificato che Mauro Morra è arrivato a Lima dopo essersi coordinato a Barcellona con il fornitore peruviano, ancora a piede libero. I veicoli sono arrivati in nave nel porto di Callao, il 4 aprile, dal Belgio.

I camper sequestrati: all’interno cocaina purissima, nascosta nei tetti, pronta a raggiungere il mercato italiano ed europeo

Per la polizia, la mafia probabilmente è riuscita a esportare la cocaina in altre occasioni. Il sospetto nasce dall’osservazione del fatto che Marco Milazzo, Mirko Mechini e Mauro Morra erano stati in Perù tra il 2013 e il 2018. Tutto sembra indicare che il leader sia Morra. Non solo perché è stato lui a coordinarsi con il trafficante di droga peruviano a Barcellona, ma anche perché è imparentato con Massimiliano Beltrami, uno degli Italiani detenuti in Cile. Si tratta di una grande organizzazione.

 

L’occultamento

Agenti della divisione antidroga peruviana esaminano i tetti in fibra di vetro al cui interno erano nascosti 291 kg di cocaina

Quando gli agenti dell’antidroga entrarono nei locali di San Martín de Porres, trovarono gli Italiani accanto ai tetti in fibra di vetro dei tre camper. All’inizio credevano che gli stupefacenti fossero miscelati con il materiale sintetico. Ma Mirko Mechini, che ha poi collaborato con la polizia, ha spiegato che la droga è stata nascosta all’interno dei tetti. Poi, lo stesso Mechini ha proceduto ad aprirli e a sistemare la polvere di cocaina dall’interno. A seguire, gli agenti hanno trovato 50 pacchetti di diverse forme e dimensioni che contenevano stupefacenti. In totale, sono stati trovati 291 chili di cocaina purissima, che nel mercato italiano è valutata 11,6 milioni di dollari.

 

Le autorità antidroga sanno che questi non sono personaggi di alto rango della mafia italiana. Sono individui di secondo o terzo grado con qualche esperienza criminale. Ad esempio, Anxhelos Mirashi aveva alle spalle una storia di traffici, Marco Milazzo precedenti per furto e Roberto Artioli spacciava eroina. Nessuno è stato indicato come un signore del mercato internazionale della droga. Ciò che è provato è che la mafia italiana si sia stabilita in Perù. Preferiscono occuparsi dell’acquisto, del camuffamento e dell’esportazione perché non si fidano più dei peruviani.

 

 

Chi sono i complici peruviani?

 

Il sequestro. Da sinistra a destra: Moisés Tuanama Trujillo, Mirko Mechini, Roberto Artioli, Mauro Morra e Guillermo Berrospi Loo. In primo piano la droga sequestrata

Gli unici peruviani arrestati durante l’operazione “Los Romanos” sono stati Guillermo Berrospi e Moisés Tuanama Trujillo, sorpresi all’interno dei locali dove veniva preparato lo stupefacente.

 

Guillermo Berrospi era l’autista degli Italiani e li riportava a casa ogni volta che finivano di nascondere cocaina nel laboratorio di San Martín de Porres.

Compito di Moisés Tuanama era invece quello di guardiano dello stabilimento in cui era nascosta la droga.

 

Gli agenti sono riusciti a localizzare i luoghi in cui vivevano gli Italiani seguendo Guillermo Berrospi, l’autista.

 

Le indagini continuano, non solo per identificare e arrestare altri membri della mafia italiana, ma anche per intrappolare lo spacciatore di cocaina peruviana. Si è già stabilito che questo personaggio sia colui che a Barcellona ha incontrato l’italiano Mauro Morra, uno dei detenuti di Lima.

 

2/CONTINUA

 

Leggi la 1^ puntata:

Da Roma al Perù, la nuova rotta del narcotraffico del clan “The Romans”

Leggi anche:

La mafia italiana? Un cancro che l’Europa sottostima

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