“Non diteci di stare tranquilli!”: i genitori dei Tamburi occupano il Comune

Hanno interrotto il Consiglio comunale chiedendo risposte certe sulle scuole chiuse da marzo. Il sindaco Melucci: “Atto incivile”, e annuncia un vertice con la prefetta

di Rosaria Scialpi

 

Taranto, 17 giugno 2019. “Non diteci di stare tranquilli, ci avete fatto mettere la testa sotto la sabbia per troppo tempo!”, urlano i genitori del quartiere Tamburi di Taranto, mentre occupano la sede del Comune, con la forza di chi vive costantemente in trincea, con il timore della morte e della malattia alle proprie spalle.

I genitori del quartiere, uniti e con gli occhi colmi di dolore e rabbia, irrompono nella sala in cui è in corso la seduta consiliare, interrompendola, nella speranza di riuscire ad essere ascoltati realmente, almeno per una volta.

Lì, davanti agli occhi di coloro che sono stati eletti dai cittadini per rispondere alle loro esigenze e rappresentarli nei migliori dei modi, il gruppo di genitori chiede al Consiglio comunale di assolvere ai propri doveri.

“Mettetevi una mano sul cuore e non prendeteci più in giro! Vergogna, venduti!”: grida di dolore ed esasperazione, il risultato di troppe domande senza risposta e di preghiere inascoltate.

I genitori chiedono chiarezza, quella chiarezza a lungo promessa e mai ricevuta; chiedono con voce alta, ma che si interrompe, di non essere più lasciati in balia dei dubbi, di poter sapere se i loro figli a settembre potranno far ritorno nelle loro scuole, quelle scuole che spesso gli stessi genitori hanno frequentato, quelle scuole che dovevano rappresentare un posto sicuro e non dovevano atterrire.

 

Fuori da quell’aula ci sono 35 gradi, ma non è questo il motivo per cui i genitori sudano. Il motivo è ben altro: riusciranno finalmente ad ottenere la tanto sperata udienza del sindaco? Otterranno finalmente risposte ai propri interrogativi? Per quanto tempo ancora si trascinerà questa situazione fuori dall’ordinario?

Marzo 2019 ha rappresentato per i genitori e i bambini di questo quartiere di periferia l’inizio di un incubo, uno di quegli incubi che, quando ci si risveglia, lasciano addosso inquietudine e paura. Una paura forte, che ferma il cuore in una morsa fortissima e non permette di vivere serenamente. Una paura raggelante ma che, ancora una volta, non è riuscita a fermare questi genitori che difendono con forza due dei diritti che dovrebbero essere rispettati in ogni Paese civile: diritto alla salute e diritto all’istruzione.

 

Mentre i consiglieri comunali si guardano ancora attorno spaesati e richiedono l’intervento delle forze dell’ordine, una mamma, Francesca, si siede su uno dei banchi dell’aula.

Mentre i vigili urbani cercano di portarla via, lei, con lo sguardo fiero e il piglio fermo, scosta leggermente i capelli ricci e rimane lì. Questa donna, così come tutti i genitori presenti, non ha intenzione di andar via, non prima di avere ricevuto le risposte che i bambini e i ragazzi del quartiere meritano. Indossando una maglietta recante la scritta “Rilassati”, che sembra quasi un monito e un invito a se stessa a mantenere la calma nonostante tutto, questa madre continua a reclamare la possibilità di parlare con il sindaco, Rinaldo Melucci, il quale è però assente.

 

D’improvviso qualcuno urla all’interno della sala: “Vi facciamo schifo perché richiediamo soltanto la tutela nostra e dei nostri figli! Ai Tamburi ci venite soltanto quando volete i voti, per il resto dell’anno noi vi facciamo schifo e ci trattate come feccia! Il sindaco dov’è? Quando serve Melucci non c’è mai, il sindaco fantasma abbiamo!”

Parole che denotano la delusione di chi si sente trattato come un oggetto da utilizzare nel momento di convenienza e da buttare quando non più utile. La periferia tarantina è lasciata sola, si sente ferita e tradita crudelmente, diventa un luogo di frontiera, un margine a cui non prestare troppa attenzione, se non durante le campagne elettorali.

 

Eppure, la bellezza di questo luogo di periferia è proprio il non volere rimanere ai margini, è la forza con cui si batte affinché si capisca che esso fa parte della città e che, come ogni altra zona, va guardato e trattato con rispetto.

Intanto viene annunciato per il 26 giugno un vertice al Comune con la prefetta e il sindaco, per predisporre un piano d’azione per le scuole chiuse da marzo e una campagna gratuita di screening, così come desiderato dai genitori in protesta al plesso Deledda.

“Desidero ringraziare vivamente sua eccellenza la prefetta di Taranto, dott.ssa Antonella Bellomo, per aver in tempi brevi inteso accogliere la richiesta del Comune di Taranto, inerente la convocazione di una apposita conferenza di servizi in data 26 giugno, con all’ordine del giorno la questione delle collinette ecologiche del quartiere Tamburi e finalmente una possibile prospettiva per le scuole Deledda e De Carolis – si legge nella comunicazione firmata dal sindaco Melucci e pubblicata sul sito del Comune di Taranto –. In proposito, desidero anche comunicare che il Comune di Taranto sta studiando la possibilità’ di dare seguito alla giusta esigenza espressa dai genitori dei bambini di quei plessi, di avviare per tutti loro uno screening sanitario gratuito e valutare in seguito la possibilità di ulteriori estensioni”.

26 giugno. Questa data appare troppo lontana ai genitori, che ormai da mesi si sentono maltrattati e presi in giro, e che temono si traduca tutto in una nuova, cocente delusione.

Mentre i genitori escono dal Comune, lo scoramento è visibile nei loro occhi e nel capo chinato con cui valicano la soglia della porta, consapevoli di non aver ottenuto ciò che richiedevano e di dovere fare ritorno a casa, dicendo ai propri figli di non sapere ancora cosa ne sarà di loro.

Intanto, sul sito del Comune di Taranto appare la seguente comunicazione: “Ferma condanna dell’Amministrazione comunale dei fatti incresciosi che ancora una volta hanno determinato stamane a Palazzo di Città la sospensione della seduta formale del Consiglio Comunale, dedicata al periodico question time, sospensione avvenuta dopo giusto consulto con il questore dott. Giuseppe Bellassai e gli uomini della Digos.

Il sindaco Rinaldo Melucci ha espresso la sua piena solidarietà alle forze dell’ordine presenti ed al comandante Michele Matichecchia ed ai suoi addetti della polizia locale, che hanno provveduto a sedare gli animi e a ripristinare prontamente lo stato dei luoghi istituzionali, nonostante le minacce e gli improperi, che sono oggetto di documentazione video al momento al vaglio delle Autorità”.

La comunicazione termina infine riportando una dichiarazione del sindaco: “Non tollereremo mai più questi atti incivili – ha commentato il primo cittadino -, che nulla hanno a che fare con la legittima protesta democratica. Non tollereremo più l’interruzione di pubblico servizio in queste forme violente. Chi agita e strumentalizza le aspirazioni dei cittadini va ora punito severamente, Taranto è stanca di essere usata ed infangata a questa maniera, tutte le volte che accenna a rialzarsi e a ripartire con gli sforzi di tutti. Noi ci stiamo occupando seriamente dei bisogni del quartiere Tamburi, stiamo portando avanti tutti gli impegni assunti con le associazioni lo scorso mese di marzo, noi abbiamo sollecitato ed ottenuto per il giorno 26 giugno prossimo che si avvii una vera conferenza di servizi per affrontare la questione delle collinette ecologiche. Parleranno gli esperti, fino a quel giorno l’Amministrazione non ha altro da dichiarare, chi fa baccano oggi lo fa esclusivamente per bieche finalità politiche, non perché vuole davvero tutelare i cittadini”.

 

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