Una triste storia d’amore

Oloturie (pizze di mare) e cavallucci marini razziati dai fondali dello Ionio, dal Capo di Leuca a Taranto, centro degli affari: Gallipoli. Destinazione: i banchetti cinesi. Il mercato nero, attraverso la rete commerciale di alcune aziende salentine, fa transitare la merce dalla Grecia. Il giro d’affari è milionario. Le oloturie fruttano ai commercianti anche 80 milioni in pochi mesi, mentre i pescatori si accontentano di pochi centesimi. Gli intermediari piazzano la merce a 200-600 euro al chilo. Dal 2016 la Procura di Lecce, con la procuratrice aggiunta Elsa Valeria Mignone indaga sul traffico che, secondo esperti come Ferdinando Boero, professore ordinario di Biologia Marina presso l’Università del Salento, ha sicuramente compromesso l’ecosistema marino perché le pizze marine” o “cetrioli di mare” sono indispensabili per la depurazione delle acque. I cavallucci marini invece sono ricercati perché si crede abbiano un potere afrodisiaco. L’ipotesi di reato è “compromissione significativa di un ecosistema e della biodiversità”: è stato dimostrato infatti che una sola azienda ha trafficato 140 tonnellate di oloturie prelevate dai fondali gallipolini. Come dire: altro che pizze e fichi.MLM

di Thomas Pistoia

La grande prateria blu di Porto Badisco oggi è particolarmente tersa. Spirit alza il collo a cercare i primi raggi del sole che filtrano, colorati, come attraverso gli intagli di un diamante, poi si muove in direzione della luce. La mandria riposa ancora, è tranquilla. Sa che lui è sempre in guardia e la protegge. Perché Spirit è il capo, il re.


E’ il più grande e il più forte dei maschi del branco, tutti lo rispettano, i rivali lo temono. Il suo nome deriva dalla sua velocità, dalla capacità che ha di guizzare come un’ombra, di svanire e ricomparire quasi dal nulla. E ha anche un’intelligenza straordinaria, che va oltre l’istinto, è qualcosa di più. Sente i pericoli, li affronta quando sono alla sua portata, li sfugge portando con sé la mandria, quando non sono affrontabili.


Spirit, insomma, è astuto e coraggioso. Il suo cuore non conosce la paura e trema soltanto in un caso: quando Pioggia lo guarda. Come adesso.

Lei si è appena svegliata. Ondeggia, ancora un po’ intontita, si aggrappa da qualche parte con la coda. E’ buffa, é bellissima. Il suo manto quasi dorato la rende simile a una stella e stella sarebbe, se questo fosse cielo. Piano, gli si avvicina. Lo saluta, gli dà il buongiorno, con un colpetto sul muso, una specie di bacio. E lui, Spirit, sente un’onda balzargli nel petto.


Ma è tempo di andare in cerca di cibo. Anche il resto della mandria si è svegliato. Ecco, si librano come uno sciame e attendono il segnale del capo.
Spirit si inarca come impennando, sulla punta dello scoglio, in modo che tutti lo vedano. E risuona, muto e possente, il suo nitrito, come l’avanti miei prodi che grida il condottiero. Poi lo splendido animale si volta e comincia ad andare.
E tutti lo seguono.

Pioggia è dietro di lui, in testa alla mandria, a tratti gli si affianca, splendida e orgogliosa. Le altre femmine del branco la invidiano, perché lei, con quegli occhi perduti di corallo, è riuscita a far breccia nel cuore scontroso, o forse solo un po’ timido, del re. I due hanno promesso di amarsi per tutta la vita, finché morte non li separi, proprio come gli umani, ma senza preti o sindaci, soltanto con l’anima. Per questo non si lasceranno mai.

Tra poco coroneranno il loro sogno. Presto lei gli affiderà le nuove vite frutto della loro unione e lui le custodirà finché non saranno pronte.

cco che Spirit, col suo istinto infallibile, ha individuato il cibo, che è lì, li aspetta, come una nuvola. Una nuvola visibile solo ai suoi occhi e a quelli della mandria. Gli altri maschi, con le loro femmine e i figli, lo guardano grati e quasi si inchinano, con quel loro particolare modo di muoversi. Una riverenza. Al re.


Ma che succede? Spirit si agita, comincia a girare su se stesso. Pericolo, pericolo, al riparo!
L’uomo! Arriva l’uomo!

Il re dei cavallucci marini ha visto il biancore della chiglia spaccare in due l’acqua, oscurare il sole. Le reti! Le reti!

Spirit si lancia in una corsa pazza a riunire la mandria, ad aiutare i più anziani, a richiamare i piccoli. Presto! Presto!
Bisogna infilarsi sotto uno scoglio, serrare forte le code alle alghe e resistere! La rete non può arrivare dappertutto!

E l’intreccio di corde degli umani cala sul fondale alla ricerca di cavallucci e oloturie, le pizze marine. Quest’ultime, anime semplici e utili, un corpo fatto di due buchi soltanto, messo lì dalla natura a purificare il mare. Ma l’uomo… Oh, l’uomo capisce solo il denaro, non gli frega nulla del mare.

Spirit e la mandria osservano impotenti la triste raccolta di questi poveri esseri, ma sono al sicuro. Sotto lo scoglio la rete non può raggiungerli.
Un attimo! Ma chi è che sta chiedendo aiuto?

Pioggia! Mio dio, Pioggia, dove sei?

Un nitrito silenzioso e disperato attraversa il tratto di mare. Attraverso i detriti che la rete solleva nel corso della sua atroce raccolta, Spirit scorge la sua compagna. rimasta chissà come staccata dal gruppo, in fuga disperata tra le alghe. E anche lui nitrisce. Nitrisce il suo nome, come un urlo di dolore.

Il cavalluccio marino più veloce di tutti lascia lo scoglio e corre in aiuto del suo amore. Ma la sua corsa improvvisamente è il nuotare goffo di un pesce dalla forma strana, diverso da tutti gli altri pesci. E’ l’arrancare disperato di un cuore già spezzato dall’assenza di lei, perché Spirit corre, corre, ma lo sa, dentro di sé lo sa cosa sta per accadere.

E infatti la vede, la rete, che solleva Pioggia come un fuscello e se la porta via. Le due piccole creature urlano all’unisono un dolore che nessuno può sentire, se non il mare. Poi lei scompare e lui si lascia andare come morto. Sbatte la testa contro gli scogli, si abbatte sulle alghe, mentre lentamente il frantume causato dalla crudele mattanza dell’uomo si posa nuovamente sul fondale, in un paesaggio di morte.

La mandria si fa intorno al suo re che ormai se ne sta andando; il suo cuore si sta fermando nel dolore per non pulsare mai più.

Tutti conoscono il destino orribile che attende Pioggia. Lo tramandano da anni i nonni ai padri e i padri ai figli.

Per ottanta centesimi l’ora, in barba a leggi che non ci sono, che non proteggono il mare, pescatori senza coscienza sterminano i cavallucci marini e le oloturie, distruggendo per una miseria l’ecosistema del mare più bello del mondo. In un delirante susseguirsi di scambi commerciali (cui partecipano attivamente uomini ancora più crudeli chiamati Scu), questi poveri esseri finiscono in una terra lontana, dove raggiungono quotazioni anche di seicento dollari al chilo, per diventare, le oloturie, pietanze o cosmetici.

I cavallucci marini come Pioggia, invece, passano il resto di una vita breve all’interno di un contenitore che gli umani portano con sé come fosse un gioco, un monile, o qualcosa del genere. Oppure vengono uccisi subito e messi a macerare nell’alcool per diventare ingredienti di un liquore.

Sono storie confuse, storie che la mandria non capisce del tutto e che non sa immaginare.

Ma Spirit sì. Lui è intelligente. Lui è qualcosa di più.
Ora galleggia orizzontale sul pelo dell’acqua. E muore libero.
Muore d’amore. Cullato dal mare.

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Info sull'autore

Thomas Pistoia

Nato a Torino nel 1971, ha vissuto la sua giovinezza in quel di Presicce. Scrittore, sceneggiatore e poeta, ha pubblicato racconti, poesie e canzoni. Per Ofelia Editrice ha pubblicato il romanzo "La leggenda del Burqa". Per la Sergio Bonelli Editore ha scritto storie per Nathan Never e Zagor

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