Liste d’attesa in sanità: necessario un approccio olistico

Oggi a Poggiardo la presentazione del libro “Il cambio di paradigma nella gestione delle liste d’attesa in sanità”. L’autore Pierluigi Camboa: “Promuovere un approccio innovativo per sanare una ferita difficile del sistema”

Le liste d’attesa, da sempre croce della sanità pubblica: esiste davvero un “segreto” per evitare ai pazienti mesi e mesi di ansia prima di sottoporsi a un esame, e al servizio sanitario di sprecare importanti risorse economiche?

Si sofferma su questo Il cambio di paradigma nella gestione delle liste d’attesa in sanità, il volume di Pierluigi Camboa (già direttore distretto socio-sanitario di Maglie) e Silvana Melli (ex direttrice generale Asl Lecce), che verrà presentato oggi, alle 18.30, a Poggiardo: l’obiettivo è promuovere un approccio “olistico” al problema, prendendo in considerazione in particolare i pazienti con malattie croniche.

Un testo scritto con cognizione di causa da chi ha alle spalle anni di esperienza medica e manageriale nella sanità pubblica, e continua a pensare che un cambiamento nel raggruppamento delle urgenze e nella gestione dei pazienti sia fondamentale.

Aumentare l’offerta non risolve i problemi

Il libro di Camboa e Melli parte da una considerazione sullo status del sistema sanitario nazionale: più che ampliare l’offerta di presidi sanitari (operazione, peraltro, non facile data la carenza di personale e i problemi di budget di alcune regioni), occorre modificare l’approccio al paziente, con particolare riferimento a chi soffre di patologie croniche e dunque ha un quadro clinico complesso.

Innanzitutto, è fondamentale calibrare le liste d’attesa attraverso il principio degli “accessi prioritari”: semplicemente, il sistema già attuato nei centri di pronto soccorso, e basato sull’urgenza effettiva della prestazione.

Di pari passo, va applicato un approccio olistico nel rapporto tra medico specialista e paziente cronico: quest’ultimo, secondo gli autori, dev’essere preso in carico dallo specialista nella sua dimensione globale, attraverso la sottoscrizione di un piano di assistenza individuale (PAI), come peraltro già accade nel caso dei pazienti che beneficiano dell’assistenza domiciliare integrata (ADI): ” Nella maggior parte dei casi, nel passaggio di consegne del paziente dal MMG al medico specialista – sostiene Pierluigi Camboa -, si verifica un grave errore, legato al fatto che tale “trasferimento” è parziale, perché limitato alla gestione della sola patologia principale, con totale “abbandono a se stesse” delle comorbilità; in altri termini, si passa da una metodologia di presa in carico olistica del MMG a una gestione parziale delle problematiche bio-psico-sociali del paziente”.

La presa in carico totale da parte dello specialista, oltre a garantire cure migliori al singolo paziente, permetterebbe di escludere dal sistema delle prenotazioni, e dunque dalle liste d’attesa, i tanti pazienti cronici, che beneficerebbero di un’esecuzione programmata degli accertamenti diagnostici.

“Le liste d’attesa in sanità – conclude Camboa – sono una “ferita difficile” del sistema, un problema divenuto purtroppo ormai “cronico”: un grosso ostacolo all’esercizio del diritto alla salute, in particolare per le popolazioni più deboli, che non sono in grado di farsi carico di prestazioni a pagamento”.

Il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto ad AISLA ONLUS (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica)

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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