Effetto domino su Igeco: revocata concessione porto turistico di Brindisi

Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità portuale, con proprio decreto revoca la concessione alla società per azioni “Bocca di Puglia”, di cui è socia Igeco spa raggiunta da interdittiva antimafia

di Marilù Mastrogiovanni

L’effetto domino, per Igeco spa, raggiunta da interdittiva antimafia, non era scontato. Era auspicabile, dal momento che la holding vanta partecipazioni con enti pubblici per la gestione di porti e infrastrutture. Enti pubblici, come il Comune di Brindisi, in affari con una società che dà lavoro a personaggi condannati per mafia o per altri reati “spia”, cioè reati che per la legge indicano la vicinanza con gli ambienti mafiosi.


La società “Bocca di Puglia”, dal 2000 detiene la concessione per la gestione del porto turistico di Brindisi. Della “Bocca di Puglia”, Igeco è socia di maggioranza e il comune di Brindisi possiede le quote di minoranza.


Il presidente dell’Autorità portuale, Ugo Patroni Griffi, ha deciso con proprio decreto di revocare la concessione perché “le misure di self cleaning avviate da Bocca di Puglia nei confronti del socio di maggioranza attinto da interdittiva antimafia, al fine di espungerlo dalla governance della società, non danno, allo stato, garanzia di sterilizzazione e allontanamento dal pericolo di condizionamento/ infiltrazione mafioso/a, della società concessionaria”.


Igeco spa, con lo stesso meccanismo di gestione pubblico-privata, è presente in altre società partecipate dal enti pubblici, che ora dovranno necessariamente essere passate al setaccio.

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Marilù Mastrogiovanni

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