Ivan Ciullo, riaperte le indagini per istigazione al suicidio

Il Tacco aveva pubblicato le foto dei dettagli del corpo di Ivan, da cui emergevano le incongruenze rispetto all’ipotesi di suicidio. La Procura di Lecce riapre le indagini per la terza volta: indagato d’ufficio l’uomo con cui il dj aveva una relazione

Si indagherà ancora, per la terza volta, sulla morte di Ivan Ciullo: la Procura di Lecce ha riaperto le indagini, affidando il fascicolo alla pm Maria Vallefuoco. Gli inquirenti cercheranno di far luce sui rapporti con un uomo, un 65enne al quale Ciullo era legato prima di morire. Per lui, iscritto d’ufficio nel registro degli indagati, l’accusa al momento è di istigazione al suicidio.

Il corpo del dj salentino era stato ritrovato il 21 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo (LE), in località Calìe. Il primo sospetto, avallato dalla pm Carmen Ruggiero, che ha chiesto l’archiviazione del caso, è che Ivan Ciullo si fosse suicidato, impiccandosi ad un ulivo con il cavo di un microfono, e lasciando ai familiari una lettera d’addio, scritta al computer; all’esterno, una frase, “X mamma e Sergio”, scritta a penna.

Questa è la scritta su cui non è mai stata eseguita la perizia calligrafica. Secondo i genitori non si tratta della calligrafia di Ivan.

Ma proprio i familiari di Ivan, sin dal primo momento, non hanno creduto a quest’ipotesi. Tanti gli elementi fuori posto, che il Tacco d’Italia ha richiamato giusto poche settimane fa: i segni intorno al collo di Ivan, più simili agli effetti di uno strangolamento che all’abrasione del cavo sulla pelle; le condizioni del cavo stesso, che non presentava segni di cedimento, nonostante la posizione delle gambe, piegate verso il suolo. 

Elementi che non convincono neanche il gip Vincenzo Brancato, che rigetta l’istanza di archiviazione senza però richiedere l’autopsia, determinante per stabilire le cause della morte di Ciullo.

A febbraio 2018 la seconda richiesta di archiviazione, accolta ad ottobre dello stesso anno, nonostante nel frattempo legali e periti abbiano depositato atti a sostegno dell’ipotesi che Ivan sia stato prima ucciso, e poi legato all’ulivo per sviare le indagini.

Ora, alla luce di due nuove perizie firmate da Roberto Lazzari, criminologo, e Giuseppe Panichi, esperto in Medicina legale, entrambi contrari all’ipotesi del suicidio, la riapertura del caso: a quasi quattro anni di distanza, si cercherà finalmente di fare giustizia.

// LE FOTO Riproponiamo le foto contenute nel fascicolo delle indagini perché riteniamo siano di interesse pubblico: le gambe genuflesse di Ivan sono ben visibili. È questo uno dei motivi che fanno pensare all’assassinio camuffato da suicidio

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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