I re della cocaina

Quando in Italia i giornali scrivono di mafia hanno uno sguardo limitato che spesso riduce la narrazione delle mafie ad aneddotica. È importante invece allargare l’analisi ai collegamenti delle mafie italiane con le loro declinazioni internazionali, e capire fino in fondo i collegamenti e le modalità di cooperazione tra le varie organizzazioni criminali. Le mafie, ci insegnano le indagini degli inquirenti e l’esperienza sul campo, non hanno confini e non hanno muri, al contrario.

Inauguriamo perciò la rubrica “Mafia Mondo”, rassegna internazionale di articoli e inchieste pubblicate dai giornali stranieri sulle mafie e sui loro collegamenti con quelle italiane. Perché è indispensabile capire come ci vedono, per vederci davvero. M.L.M.

 

Gli albanesi “sono sofisticati, intelligenti e consegnano sempre”: dai porti di Olanda e Belgio alle strade di Londra, una rete criminale che fattura 5 miliardi di sterline

 

Come la mafia albanese ha occupato il mercato della droga nel Regno Unito, controllando i porti europei e organizzando enormi spedizioni di coca direttamente dai paesi sudamericani. Che, storicamente, sono da sempre in contatto con le mafie italiane. Che, a loro volta, hanno forti legami con le gang albanesi.

Fonte: https://www.theguardian.com/world/2019/jan/13/kings-of-cocaine-albanian-mafia-uk-drugs-crime

Adattamento a cura della Redazione del Tacco d’Italia (foto: Hellbanianz HB)

 

Il sobborgo di Gascoigne, nella East London, occupa un’area che si estende da Barking fino al Tamigi ed è il territorio dove spadroneggia la Hellbanianz (HB). La gang, una banda albanese di spacciatori di droga, è conosciuta per la sua violenza e più ampiamente per l’immagine che veicola sui social media con Ferrari, mazzette da 50 sterline e Rolex d’oro con l’intento di migliorare la propria reputazione e reclutare “giovani”.

HB appartiene al giro del “commercio al dettaglio” di cocaina. Sono i trafficanti di strada e gli esecutori della mafia albanese, i sodalizi criminali organizzati che, secondo la Nca (Agenzia nazionale sul crimine), stanno consolidando il potere all’interno della malavita del Regno Unito e stanno per raggiungere un’acquisizione quasi totale del mercato britannico della cocaina pari a 5 miliardi di sterline.

 

I video di musica trap della gang ricordano agli spettatori che “HB è pronta per la violenza” e che possiedono manodopera e armi da fuoco. Eppure, dicono fonti della polizia, HB occupa il gradino più basso della mafia albanese.

 

Per capire meglio l’ascesa degli albanesi nel Regno Unito si potrebbe salire al dodicesimo piano dei grattacieli della tenuta di Gascoigne. Da lì, lo skyline di Londra, dove gran parte della loro cocaina sarà sniffata, si estende a ovest. Nella direzione opposta, a diverse miglia lungo il Tamigi, si trovano i giganteschi porti di container dove la loro cocaina viene scaricata. Ma è attraverso l’Atlantico, nelle giungle dell’America Latina, che inizia la storia della mafia albanese.

Gli albanesi hanno conquistato il mercato della cocaina nel Regno Unito stringendo patti con le mafie più pericolose del mondo e con la minaccia assoluta della violenza. Hanno iniziato con un modello di business semplice ma audace, tale da sovvertire l’ordine esistente. Per anni, gli importatori internazionali di cocaina hanno lavorato separatamente dai grossisti e dalle gang. I prezzi variavano a seconda del livello di purezza; più alto era, più costava.

Gli albanesi hanno abbandonato questo modello. Hanno negoziato direttamente con i cartelli colombiani che controllano la produzione di coca e organizzato enormi spedizioni direttamente dal Sud America. Le catene di approvvigionamento sono poi state gestite dall’interno.

L’intelligence britannica ha rivelato che gli albanesi, trattando direttamente con i cartelli, hanno procurato cocaina per circa 4.000 – 5.500 sterline al chilo, mentre altri, pensando di fare buoni accordi, si sono rivolti a grossisti olandesi che vendevano a 22.500 sterline al chilo. Gli albanesi hanno abbassato il prezzo della cocaina e ne hanno aumentato la purezza. Spedizioni più ingenti sono quindi arrivate nel Regno Unito.

Tony Saggers della Nca, che ha trascorso 30 anni ad analizzare i ritmi dell’economia globale dei narcotici, ha dichiarato: “Quello che hanno fatto in modo molto intelligente è dire: ‘Ok, abbiamo questi margini e se ne avvantaggerà il cliente'”. I rivali delle bande albanesi inizialmente hanno lottato per competere perché avevano un prodotto inferiore e più costoso. La loro unica opzione, alla fine, è stata quella di comprare cocaina direttamente dalla mafia albanese.

L’effetto albanese ha profondamente modellato l’uso, la produzione e il mercato della droga. La cocaina è più economica e più pura nel Regno Unito, il che ha causato vittime record, soprattutto tra i giovani. Ingenti e frequenti spedizioni di droga sono state sequestrate nel Regno Unito: la produzione di coca in Sud America aveva, infatti, raggiunto livelli record, crescendo del 31% rispetto al 2016.

Saggers ha detto: “Hanno dimostrato che non devi essere avido di dominare i mercati della droga. Hanno percorso la strada dei prezzi sostenibili, con buona qualità”.

 

 

Mafia albanese e ‘ndrangheta

Tuttavia, affinché il modello degli albanesi funzionasse veramente, era necessario il controllo dei porti europei.

Per questo la mafia albanese aveva bisogno di collaborare con la ‘ndrangheta, la più potente e globalizzata delle mafie italiane, che controlla il commercio di cocaina in Europa.

Vi sono prove del fatto che gli albanesi lavorino con la ‘ndrangheta. Fonti dicono che la mafia italiana consideri gli albanesi alla pari. Saggers ha detto: “C’è un forte legame tra italiani e albanesi. Lavorano insieme, non sono in concorrenza. Inoltre, storicamente, gli italiani hanno buoni contatti in America Latina”.

Rotterdam, nei Paesi Bassi, è il più grande porto marittimo d’Europa, con otto milioni di container che transitano ogni anno. Molti arrivano attraverso la “Colombian Express” prima di attraversare Harwich nell’Essex o Hull. Il secondo porto europeo più trafficato è Anversa in Belgio, che si collega al porto Thames di Tilbury, a 15 miglia dal territorio di Hellbanianz. I porti belgi e olandesi impiegano 240.000 persone, una parte di cui – indica la polizia – lavora per la ‘ndrangheta e la mafia albanese. “Questo dà agli albanesi l’accesso diretto e il controllo della coca nei porti” ha riferito Saggers.

Una fonte Nca ha descritto Belgio e Paesi Bassi come “punti chiave di consolidamento e traffico di merci illecite” e ha confermato che i gruppi albanesi stanno “espandendo la loro influenza” per rafforzare la presa sull’offerta internazionale di cocaina.

Anna Sergi, docente di criminologia all’Università dell’Essex, ha confermato che gli albanesi e gli italiani ha unito le forze. Il mese scorso l’“Operazione Pollino, dal nome dell’area del sud Italia dove la ‘ndrangheta ha le sue radici, ha arrestato 90 sospetti. I procuratori antimafia hanno denunciato come la ‘ndrangheta sia basata su “gruppi permanenti che lavorano nei porti” insieme alle reti criminali albanesi. Parte tutto nel 2017, quando un trafficante di cocaina albanese è stato catturato in una stazione di benzina di Londra con documenti di identità italiani falsi e due chili di droga.

Il punto più vulnerabile per i trafficanti di droga è il porto di entrata. La sicurezza è serrata. Secondo alcune fonti la ‘ndrangheta ha esternalizzato questo elemento della catena di approvvigionamento agli albanesi.

Un aspetto sorprendente degli albanesi è il fatto che abbiano – finora – evitato di farsi coinvolgere in faide con rivali. Sono insolitamente abili nello sviluppare relazioni e “stringere legami con altre bande criminali”. “Sono piuttosto carismatici e sanno dare priorità alla costruzione di relazioni piuttosto che alle faide competitive”. Questo ha molto a che fare con il codice albanese di “besa” (mantenere la promessa) – ma Sergi aggiunge che la reputazione della mafia albanese deve anche essere vista attraverso il codice ancestrale di “kanun”, il diritto di vendicarsi: che il sangue deve pagare con il sangue.

Poi ci sono i giovani. La generazione attuale ha iniziato a fare video per ostentare soldi e ricchezze ed è arrivata Hellbanianz. Prima che il suo account fosse chiuso a novembre, aveva 115.000 follower su Instagram. Il video di “Hood Life” è stato visto più di 7,5 milioni di volte. I testi della gang discutono della difesa di Barking con “kallash” (AK47s) e minacciano la gang rivale albanese Otr (On Top Of The Rest). Il loro ultimo video, pubblicato alla fine di ottobre del 2018, afferma che sono “pronti per la guerra”. Reclutare adolescenti per fare vita da gangster non è mai stato così facile.

La vita di Hellbanianz ha alimentato le tensioni all’interno della comunità albanese.
“Ciò va contro la cultura albanese. Alcuni spacciatori di droga di fascia più alta, di livello internazionale, non amano questo comportamento. Espone le loro attività. Vogliono fare profitti senza essere catturati”, ha detto Qasim, ricercatore alla Leeds Beckett University.

 

Fonte: https://www.theguardian.com/world/2019/jan/13/kings-of-cocaine-albanian-mafia-uk-drugs-crime

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