Dettagli

di Barbara Toma

 

Un video online.

Uno spettacolo.

Un ottimo libro.

Una frase letta in un’intervista.

La tua voce interiore.

O semplicemente la tua immagine riflessa nello specchio.

Basta poco, basta un particolare e in un attimo si rinnova e si rafforza la tua voglia di muoverti, di andare in sala, di studiare, di provare, di esplorare tramite il movimento, di agire!

 

“An artist who stops making is committing emotional suicide. Get off the couch and start painting again” (“Un artista che smette di creare commette un suicidio emotivo. Alzati dal divano e torna a dipingere”).

 

Non mi considero un’artista, ma penso di essere anch’io colpevole di aver perpetuato un suicidio emotivo negli ultimi anni.

E dovrei approfittare di quei momenti, quei preziosi momenti in cui un particolare riesce a scuotermi e a risvegliare in me la voglia di agire. Dovrei riuscire a trasformare quella scossa, quel ritrovato desiderio, in azione, in un pretesto per tornare a creare.

Nel frattempo, anche se non creo spettacoli, continuo sempre ad accumulare ispirazioni, idee, spunti…

E’ più forte di me, e le trovo ovunque. Nelle piccole cose che mi circondano o che mi accadono, nei particolari appunto.

I particolari mi ispirano, mi affascinano e, in un mondo che sembra senza speranze e che mi fa sentire inutile, impotente e triste, mi confortano.

E’ nei particolari che riesco sempre a scovare la bellezza. L’universale mi sgomenta, il particolare mi rassicura.

 

“Sono i piccoli dettagli che sono di vitale importanza. Le piccole cose fanno accadere grandi cose”.

(John Wooden)

 

Questa citazione l’ho letta l’altro giorno in un articolo che mi ha molto colpito. L’articolo parlava di Cristina Cattaneo, medico legale che negli ultimi anni si è occupata di riconoscere i corpi dei migranti annegati in mare e che ha scritto un libro dal titolo Naufraghi senza volto (Cortina Editore). Il libro racconta alcune delle sue esperienze in quel difficile contesto. E svela storie annegate. Riconoscere un corpo da ciò che ne rimane, analizzare capelli, brandelli di stoffa, documenti scoloriti, scoprire dettagli che parlano di persone vere; donne, uomini, bambini, partiti pieni di speranza e finiti così… Che lavoro.

Nel suo libro lei parla di dettagli, particolari che raccontano o lasciano immaginare la storia dietro quei corpi annegati e resi irriconoscibili dal mare. Soprattutto parla di oggetti, di cose, oggetti ritrovati, lettere, foto, cose che qualcuno ha scelto di portare con sé nel suo viaggio di speranza e che rimangono a raccontarci una storia. Dettagli che fanno la differenza.

Come la pagella di scuola trovata, ben ripiegata e cucita, all’interno della giacca di quello che doveva essere un ragazzino di più o meno 14 anni e di cui non si conosce nemmeno il nome. Un ragazzino annegato nel 2015 che solo oggi, grazie al libro, è riuscito ad arrivare a noi con la sua triste storia, una storia come tante, purtroppo, ma che difficilmente dimenticheremo, per via di un particolare.

Una pagella di scuola, con le materie scritte in francese e ottimi voti.

Il suo passaporto per una nuova vita. La cosa di cui andava più fiero. Un piccolo dettaglio che ci apre un mondo, che rende umano un numero, che scuote.

Un dettaglio che nel giro di poche ore ha reso questa storia virale e commosso tante persone, come me. E che spero aiuti a fare la differenza. A far accadere grandi cose. A far capire ai più che su quei barconi ci sono delle persone, con delle storie vere, proprio come noi.

 

Ora però vi devo lasciare, che oggi scrivo con una mano sola, l’altra è ingessata. Frattura del  metacarpo, niente di grave, una sciocchezza.

Un piccolo ossicino della mano, un particolare del corpo, un dettaglio, appunto.

1 Commento

  1. Lou

    Grazie Barbara di condividere con noi le tue emozioni ,considerazioni,osservazioni e commozioni che sono anche le nostre( per lo piu’ inespresse)
    La pagella ripiegata e annegata è una grande testimonianza ,a me finora sconosciuta,di ri-conoscenza e accoglienza.
    Grazie per ricordarcele sempre.

    Reply

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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