Sanità papers, Pet senza collaudo: arriva la non-rettifica

La Asl di Lecce ha inviato una precisazione fantasiosa

La Asl di Lecce ha inviato alla redazione del Tacco d’Italia una richiesta di rettifica dell’inchiesta: “Sanità papers: a Lecce Pet senza collaudo per quattro anni” pubblicata il 4 gennaio 2019.

Massimo d’Onofrio, addetto stampa della Asl, riporta la dichiarazione del Responsabile unico del procedimento ing. Antonio Leo, che dichiara:

“In merito al collaudo tecnico-amministrativo – scrive il Rup – perfezionato “solo” l’11 luglio del 2018, si evidenzia che lo stesso fa seguito ai verbali di collaudo funzionale rilasciati dalla ditta costruttrice e richiamati nel verbale di ultimazione del 27/03/2014, e al certificato di collaudo funzionale e presa in carico anticipata del sistema Pet-Tac e opere accessorie, sempre del 27/03/2014, in cui si dà atto che sono state acquisite le relative certificazioni di conformità sia per gli impianti sia per le strutture realizzate, le certificazioni di collaudo delle varie tecnologie e le varie prove di funzionalità delle attrezzature in essere, nonché della Pet Tac (giusto prot.llo del 20/02/2014 prot.llo 30191 e del 27/03/2014 prot.llo 52711)”. Lo stesso Rup precisa, inoltre, che “la certificazione di collaudo funzionale e presa in carico anticipata del sistema Pet-Tac e opere accessorie è stata redatta per consentire l’uso clinico su pazienti, con l’utilizzo della stessa tecnologia, nelle more del completamento del collaudo tecnico-amministrativo definitivo”.

 

Dopo aver ottemperato agli obblighi di rettifica (ex Legge sulla Stampa), mi corre l’obbligo ricordare che la dichiarazione del responsabile unico del procedimento Antonio Leo, non rettifica nulla e anzi conferma quanto scritto nell’inchiesta: le opere oggetto dell’appalto vinto dall’ATI Philips healthcare Spa / Protecno impianti Srl, sono state tutte e a corpo collaudate l’11 luglio 2018, dall’ingegnere collaudatore Giorgio Potì, alla presenza di Antonio Leo (rup), Fiorenzo Pisanello (direttore dei lavori), Pasquale Petrillo (Protecno impianti Srl), Vincenzo Varlese (Philips healtcare Spa).

Il collaudatore ing. Potì nel verbale in nostro possesso scrive in data 11/7/2018:

“Il sottoscritto collaudatore certifica che i lavori di fornitura e posa in opera di sistema pet-tc e relativi accessori, con il metodo chiavi in mano, comprensivo di accessori della progettazione esecutiva delle opere edili ed impiantistiche, di tutte le opere connesse per il corretto utilizzo della stessa apparecchiatura Pet Tac nel padiglione oncologico nell’area p.o. vito Fazzi di Lecce, eseguiti dall’ATI Philips spa e Protecno impianti srl, in base al progetto esecutivo approvato con delibera del direttore generale n.1130 del 2/7/2013 a seguito di verbale di validazione del 18/6/2013 sono COLLAUDABILI, come in effetti con il presente atto COLLAUDA”.

Come se non bastasse, la struttura tecnica Lavori Pubblici della Provincia di Lecce certifica con nota del 6 agosto 2018 che il collaudo è stato inviato dalla Asl di Lecce il 16 luglio (del 2018! non del 2014).

E non “i” collaudi, ma “il” collaudo, che è uno, fatto dal collaudatore esterno.

A tal proposito, poiché la nota dell’Asl si chiude con la promessa che “la ASL Lecce, in ogni caso, si riserva di approfondire i diversi aspetti affrontati nell’articolo, fornendo gli opportuni chiarimenti”, cogliamo l’occasione per chiedere come mai il collaudo della PET del reparto diretto dal dott. Angelo Mita non sia stato fatto dall’ingegnere clinico interno, cioè dal dipendente dell’Asl di Lecce deputato proprio a questo genere di sopralluoghi e certificazioni?

Perché è stato incaricato un tecnico esterno (il 26 giugno del 2018, e non nel 2014 o 2015 o 2016 o 2017)?

Dunque se le “chiavi in mano” si sarebbero dovute dare dopo il collaudo avvenuto, a corpo, l’11 luglio 2018, chi ha autorizzato il funzionamento della macchina in tutti questi anni? E con quali rischi per i lavoratori e le lavoratrici del reparto e per i pazienti?

Che cosa ha da dire il medico competente responsabile per la sicurezza sui posti del lavoro della Asl?

A quest’ultima domanda mi rendo conto che sarà difficile avere risposta, in quanto l’interessato è quel Carlo Siciliano attualmente agli arresti domiciliari, nell’ambito del procedimento penale della Procura di Potenza, che ha disarticolato un comitato criminale d’affari in cui il pm Emilio Arnesano faceva mercimonio delle sue funzioni giudiziarie e di cui faceva parte, secondo gli inquirenti, Ottavio Narracci, ex direttore generale dell’Asl, artefice dello smantellamento della commissione legalità.

Marilù Mastrogiovanni

 

 

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