Intanto…

di Barbara Toma

Mentre fuori uno splendido sole illumina tutto il verde che mi circonda, io siedo al pc con addosso due maglioni di lana e una coperta in pile.

Quanto mi mancano le calde case del nord, dove aggirarsi semi nudi e senza scarpe in qualsiasi stagione, i pavimenti in legno, il vestirsi a strati per poter far fronte al caldo degli interni e al gelo fuori (che magari affronti in bicicletta e contro vento!).

Non mi abituerò mai al freddo umido delle case salentine, che vince su tutto e ti entra nelle ossa a prescindere da quanto decidi di investire in riscaldamento e nonostante il camino (che di solito scalda solo se ti ci siedi praticamente dentro).

Dentro si gela e fuori il mio Paese continua la sua rocambolesca scivolata verso l’inferno…

 

Il Primo Ministro non perde occasione per sfoggiare la sua ignoranza su tutti i fronti mentre l’innominabile Ministro dell’interno, tra tweet, post su Facebook, ospitate in tv e abbuffate al ristorante, continua a regnare indisturbato facendo addirittura crescere i consensi nonostante le sue manovre criminali. E, con un solo decreto, riesce al contempo ad inventarsi un modo per far diventare realtà la sua tanto declamata emergenza immigrati, senza perdere l’occasione di ribadire la sua oramai evidente presa di parte contro donne e bambini.

Grazie al decreto sicurezza infatti gli stranieri espulsi dai centri di accoglienza non saranno rimpatriati, come quelli cui sarà negato il permesso di soggiorno, ma semplicemente buttati in strada, tutti, anche donne incinte, neonati e bambini. Nella speranza che siano costretti a mendicare, rubare o spacciare per sopravvivere, diventando così una reale emergenza di cui lamentarsi. Inoltre il decreto prevede l’eliminazione della protezione umanitaria. A differenza dell’asilo politico, accordato quasi esclusivamente in base al paese di provenienza, la protezione considerava la condizione individuale del richiedente, e veniva solitamente concessa a chi scappava da catastrofi naturali, discriminazioni, estrema povertà o situazioni di violenza. Per molte donne vittime di tratta ottenere la protezione umanitaria era il primo passo per uscire dalla condizione di schiavitù.

Sul sito della rete D.i.Re (Donne in rete contro la violenza) si legge: “Le donne incinte o con bimbi nati da stupri buttate in mezzo a una strada smascherano definitivamente quell’apparente schierarsi al fianco delle donne con provvedimenti roboanti quanto elusivi, tipo il Codice rosso, che di fatto interviene su misure già ampiamente previste dal Codice ma disapplicate nei fatti’’.

 

Grazie alla politica di incitamento all’odio e alla violenza attuata da questa gente, razzismo, discriminazione e illegalità diventano sempre più la norma.

E noi assistiamo stupefatti a cose inaudite.

 

Come la messa al bando, in un asilo nido di Udine, di bambolotti dalla pelle scura e ogni altro tipo di giocattolo che possa ricordare una cultura diversa.

 

Come la campagna promozionale del più grande partito del Paese, con foto (brutte) di personaggi pubblici che non li sostengono e che per questo vengono messi ‘alla gogna mediatica’ .

 

Come la morte di quindici naufraghi al largo della Libia, dopo un’agonia di 11 giorni senza bere, passata nell’indifferenza generale.

(Diciamo grazie alla criminalizzazione delle Ong e la pressione su mercantili e pescherecci per non aiutare chi è in difficoltà in mare. amen.)

 

Intanto io qui, intorno a me, vedo sempre più povertà. La gente continua a lottare per sopravvivere e lo fa senza alcun aiuto.

 

Intanto una piccola anziana tutta curva, al supermercato, estrae dalla sua busta una confezione di scatolette di tonno e, rivolgendosi al ragazzo di colore che è sempre lì ad aiutare con le spese per raccattare un po’ di spicci, dice: ‘tieni, non ho soldi, ma posso dividere con te le scatolette di tonno’. E io vorrei aver scattato una foto alle sue mani, bellissime, mentre gli porgeva le scatolette.

 

 Intanto nella mia città hanno finalmente smesso di lamentarsi per il ritardo con cui il Comune ha iniziato ad allestire gli addobbi di natale e restano ammutoliti di fronte allo scandalo che vede coinvolti diversi dirigenti e avvocati leccesi e che ha portato all’arresto di un pm (noto tra le altre cose per aver condannato i manifestanti NO TAP), con l’accusa di abuso di potere e scambio di favori in cambio di regali e sesso. Finalmente si scardinano un po’ di malsane abitudini e si ottiene un po’ di giustizia nel territorio. E speriamo che sia solo l’inizio.

 

Ma arriva l’Immacolata e, come da tradizione, tutti penseranno a mangiare puccia e pittule, magari questo week end faranno i primi acquisti natalizi dimenticando tutto e consumando.

D’altronde, anch’io mi dedicherò alle mie bimbe, faremo l’albero di Natale. Quest’anno una sola certezza: Babbo Natale porterà un ciccio bello dalla pelle scura e giochi e libri che ricordano ‘altre culture’.

Vi lascio con una promessa: settimana prossima, se tutto va bene, torno a scrivere delle tante cose belle che, per fortuna, vedo tutto intorno a me.

 

 

 

 

 

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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