Narracci, che cancellò la Commissione sulla legalità della Asl di Lecce

Ottavio Narracci

Istituita da Silvana Melli, ex direttrice generale della Asl di Lecce, produsse oltre 50 fascicoli d’indagine, oggi in possesso del Tacco d’Italia. Ma dagli uffici della Asl sono spariti. Iniziamo l’inchiesta “Sanità papers”

 

 

Ottavio Narracci, da ieri agli arresti domiciliari, appena fu nominato dalla Giunta della Regione Puglia direttore generale della Asl di Lecce, non ci pensò due volte: cancellò con un colpo di spugna la Commissione per la legalità e la trasparenza voluta da chi l’aveva preceduto: l’ex direttrice generale della Asl di Lecce Silvana Melli.

Dal 31 gennaio di quest’anno, giorno della sua nomina, al 19 marzo, giorno in cui ha dato il benservito alla Commissione: ci ha impiegato esattamente sei settimane per mandare “elegantemente affanculo” la Commissione, mi riferisce una fonte riservata.

Ed effettivamente non può essere letto se non così, il tono, un elegante “vaffa”, che viene fuori leggendo la lettera con cui Narracci saluta e ringrazia i quattro esperti selezionati da Silvana Melli.

Vincenzo Saracino e Luigina Quarta, due ingegneri di provata esperienza, esperti in appalti pubblici come anche Antonio Petrelli, avvocato.

Una Commissione a tre, presieduta da Ciro Saltalamacchia, già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce – sezione distaccata di Taranto.

Professionisti non solo di provata esperienza ma anche di indubbia moralità.

La Commissione da loro composta fu istituita sulla base di una serie di norme nazionali anticorruzione (in particolare la legge 190/2012 e il Piano nazionale anticorruzione) e nella cornice del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2012 tra Asl e Prefettura di Lecce per la prevenzione della corruzione.

In un anno, il 2017, svolsero il loro lavoro per puro spirito di servizio verso il bene comune, gratuitamente e rinunciando anche al rimborso spese cui avevano diritto.

Passarono al setaccio oltre 50 fascicoli tra appalti, bandi, avvisi pubblici, incarichi, contratti di manutenzione: tutti contratti superiori ai 40mila euro, dunque soggetti, in base al nuovo Codice degli Appalti a bandi di evidenza pubblica.

Produssero, gli esperti, altrettante relazioni che ora sono in possesso del Tacco d’Italia.

Una copia di quelle relazioni fu lasciata in dotazione agli Uffici della Asl che, nell’avvicendamento tra Silvana Melli e Ottavio Narracci, non si mostrarono interessati ad una presa in carico di quella mole di lavoro.

Anzi.

Ottavio Narracci direttore ASL LecceOttavio Narracci, più volte sollecitato dagli esperti per un passaggio di consegne, non li ricevette mai, fissò appuntamenti che fece spostare dalla segretaria e tutto finì nel dimenticatoio.

Inclusi quegli oltre 50 fascicoli, chiusi in un armadietto che dal 19 marzo ad oggi s’è misteriosamente prosciugato.

Chi volesse richiedere quei fascicoli, esercitando il proprio diritto all’accesso civico generalizzato, il Foia, probabilmente si sentirebbe rispondere che non ne ha diritto, ma in realtà il motivo è che quell’armadietto custodisce il nulla.

I fascicoli della Commissione per la legalità sono spariti.

Come detto, sono in possesso del Tacco, dunque nessun dorma tra i potenti, mentre i cittadini stiano tranquilli.

Iniziamo qui una lunga inchiesta, nel filone di quella “sanità negata” che abbiamo denunciato molte volte.

Tornando al benservito dato da Ottavio Narracci alla Commissione per la legalità: nella lettera del 19 marzo scorso assicura gli esperti che il risultato del loro impegno sarebbe stato messo “in connessione” con l’Ufficio per la prevenzione della corruzione e la trasparenza, di cui era ed è responsabile Pasquale Orefice, un dipendente della Asl.

Orefice però, più volte interpellato per iscritto dalla direttrice generale della Asl Silvana Melli, fatta fuori da Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e, lo ricordiamo, anche assessore alla Sanità, per far spazio a Ottavio Narracci, ha risposto con una laconica lettera in cui elenca una serie non ben definita di suoi controlli su affidamenti al di sotto dei 40mila euro, cioè il tetto di affidamento pubblico per cui ANAC non impone particolari controlli.

Infatti, al di sotto dei 40mila euro è possibile procedere per affidamenti diretti.

Come dire che quell’Ufficio per la prevenzione della corruzione non previene un bel nulla e non dà fastidio a nessuno.

E’ sui contratti milionari invece che si è concentrata l’attività della Commissione per la legalità, scoprendo un vero e proprio sistema, e ben oleato, per aggirare gli appalti e affidarli alle solite ditte, che con un sistema di scatole cinesi sono riconducibili a pochi nomi.

Ma di quanto ha scoperto quella Commissione fatta da tre probi viri e una proba domina, nessuno finora è parso essere interessato.

Finora. Perché ora il Tacco, in possesso di questi “Sanità papers”, li restituirà ai legittimi proprietari: voi.

 

1/ CONTINUA

 

 

 

 

2 Commenti

  1. Avatar
    Pino De Luca

    Non sei una “giornalista investigativa”, solo una giornalista seria …
    Ne son rimasti pochi, e, a volte mi sento depresso, ma poi penso che basta un semino che attecchisca e si riprodurrà, per trenta, per sessanta o addirittura per cento.
    Buona Giornata

    Reply
  2. Avatar
    Valerio Rausa

    Bisognerebbe chiedere al presidente Emiliano, cosa ne pensa dell’operato di Narracci, e se anche a lui dava fastidio la commissione sulla legalità.

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Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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