Edilizia scolastica: scricchiolano le scuole pugliesi

Il 16° Rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole evidenzia gravi carenze in tutta Italia, soprattutto nelle regioni del Sud

di Francesca Rizzo

Un’Italia a tre velocità, con il Sud che procede decisamente a rilento: è quanto emerge dal 16° Rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole, realizzato da CittadinanzAttiva attraverso l’impiego di dati di pubbliche amministrazioni, organi di stampa e degli stessi cittadini, impegnati in un progetto di monitoraggio civico. La versione integrale del Rapporto si può scaricare da QUI, previa registrazione.

La Puglia è in linea con la media delle regioni meridionali, mostrando carenze in settori importanti come la sicurezza degli edifici in caso di terremoto e la manutenzione ordinaria degli edifici stessi. Sotto quest’ultimo aspetto è addirittura terzultima nella classifica regionale, con una spesa media inferiore ai 3mila euro.

 

// LA SITUAZIONE NAZIONALE

Edifici datati e trascurati nel corso del tempo, al punto da costituire un pericolo per la popolazione scolastica: un dato comune alla maggior parte delle scuole italiane, dove, in media, si verifica un crollo ogni quattro giorni.

Sono infatti cinquanta gli episodi accaduti tra settembre 2017 e giugno 2018: crolli veri e propri, distacchi di intonaco, caduta di alberi all’interno del perimetro scolastico.

Ma il rapporto parla anche di una società scolastica poco informata sui rischi e su come affrontare le emergenze.

Quando vengono effettivamente compilati, i documenti riguardanti la valutazione del rischio non vengono divulgati all’interno dell’ambiente scolastico: sono considerati meri adempimenti burocratici, la loro importanza per scongiurare episodi negativi non viene riconosciuta.

Lo stesso vale per le prove di evacuazione in caso di incendio o calamità naturali, il cui valore è decisamente sottostimato.

Così la scuola si trasforma in una potenziale trappola.

La soluzione per rendere più sicuri gli istituti è, naturalmente, investire, sulle piccole opere di manutenzione ordinaria come su interventi straordinari, più complessi e generalmente di maggiore urgenza.

In media, nell’anno scolastico 2016-2017 le regioni hanno investito oltre 50mila euro  in interventi di manutenzione ordinaria: cifra che nasconde uno squilibrio rilevante tra regione e regione.

 

// LA SITUAZIONE PUGLIESE

Ai quasi 119mila euro spesi in manutenzione ordinaria per le scuole lombarde fanno da contraltare i quasi 3mila destinati alle scuole pugliesi. 2.943,55, per essere precisi. Solo Calabria e Molise hanno investito cifre inferiori.

Per lavori straordinari, invece, nello stesso anno di riferimento sono stati spesi in media circa 352mila euro (poco superiore ai 228mila euro la media nazionale).

 

// RISCHIO SISMICO

E si stenta a credere che le scuole pugliesi non abbiano bisogno di essere rimesse in sesto, visto che una parte consistente, il 39%, è stata costruita prima del 1971.

Il rapporto non comprende la classifica regionale degli edifici per periodo di costruzione, ma dalla classifica nazionale si apprende che buona parte delle scuole è stata costruita nella prima metà del Novecento, o addirittura prima.

 

Ad ogni modo, quel 39% di edifici scolastici pugliesi costruiti prima del 1971 è emblematico: atti importanti, come la normativa antisismica ed altri protocolli di sicurezza sono stati varati negli anni successivi.

Quante scuole avranno recepito le nuove direttive? Quanti sono gli edifici scolastici pugliesi davvero sicuri?

Si pensi soltanto che, delle 2.536 scuole presenti sul territorio pugliese, 537 sorgono in zone ad alto rischio sismico (zona sismica 1 e 2): sono le scuole della Capitanata, nel nord-ovest della regione.

Parte dei dati di CittadinanzAttiva si basa su richieste di accesso civico avanzate alle pubbliche amministrazioni competenti. Tra le informazioni chieste a Comuni, Province e Città metropolitane, anche quelle riguardanti il rischio sismico dei territori sui quali sorgono le scuole.

E anche in questo caso la situazione non è delle migliori: innanzitutto perché ben poche amministrazioni in tutta Italia hanno fornito una risposta (il 22% del totale delle interpellate), poi perché i dati forniti non sono incoraggianti.

In Puglia sono state interpellate 264 amministrazioni: solo 38 di loro, il 14%, ha risposto, fornendo indicazioni su 175 edifici scolastici.

Da queste risposte si ricavano diversi dati, tra cui il numero di edifici nei quali è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica: 19, l’11%.

L’obbligo di sottoporre le singole scuole a verifica di vulnerabilità sismica è stato sancito nel 2003 (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003), dopo il crollo della scuola elementare “Francesco Jovine” di San Giuliano di Puglia (CB), con l’intento di evitare altre stragi analoghe. Il “decreto Milleproroghe” (decreto legge 25 luglio 2018, n. 91) varato dall’attuale governo ha fatto slittare l’obbligo al 31 dicembre 2018.

Anche gli studi di micro zonazione sismica, ossia la verifica delle condizioni morfologiche del territorio su cui sorgono le scuole, sono stati ampiamente trascurati: in Puglia sono stati effettuati solo nell’1% dei casi, a fronte di una media nazionale del 31%.

Ma non è solo la sismicità a preoccupare.

 

// I FRUTTI DELLA MANCATA MANUTENZIONE

Dei 50 incidenti avvenuti tra settembre 2017 e giugno 2018, ai quali si accennava in precedenza, 5 si sono verificati in scuole pugliesi:

  • una scuola superiore di Taranto, dove è caduta una finestra, ferendo un’addetta alle pulizie;
  • una scuola dell’infanzia di Brindisi, dove si è verificato un cedimento strutturale che avrebbe potuto causare il distacco dell’intonaco;
  • una scuola primaria di Taurisano (LE) dove le infiltrazioni di acqua, dovute alle forti piogge, hanno causato la caduta di calcinacci in alcune aule;
  • una scuola primaria di Ugento (LE), dove, sempre a causa delle infiltrazioni, è crollata parte del controsoffitto dell’atrio;
  • una scuola primaria di Supersano (LE) dove è improvvisamente crollata parte del muro di cinta.

 

Incidenti che per fortuna non hanno avuto conseguenze tragiche: alcuni si sono svolti nelle prime ore del mattino, quando le scuole erano ancora chiuse, altri per puro caso non hanno visto coinvolti studenti e personale.

La manutenzione ordinaria, se (ben) eseguita, dovrebbe evitare proprio questo: che le scuole diventino ambienti a rischio perché segnati dagli anni e dalle intemperie.

 

// ABBATTERE LE BARRIERE

Su 584 mila 982 studenti pugliesi, 17mila 866 sono disabili.

L’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole è un punto sul quale bisogna ancora intervenire, visto che il 33% delle scuole della Puglia non ha ancora adottato accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche: dato superiore alla media nazionale del 29%.

Piattaforme elevatrici ed ascensori, rampe all’accesso, servizi igienici per disabili, porte di ampiezza pari o superiore a 90 cm sono alcune delle soluzioni che permettono agli studenti con disabilità di frequentare tutti gli ambienti scolastici, senza alcuna limitazione, e di socializzare con i compagni senza sentirsi diversi.

 

“Questo XVI Rapporto – scrive CittadinanzAttiva – obbliga tutti, cittadini ed istituzioni, a fare i conti con il permanere di una grave condizione delle scuole in Italia non per abbandonarsi al fatalismo, alla rassegnazione o alla denuncia fine a se stessa ma per spronare tutti a lavorare di più e meglio, ciascuno per il proprio ruolo, le proprie competenze e responsabilità affinché tutte le scuole italiane diventino sicure, nel minor tempo possibile e con il contributo di tutti”.

 

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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