Il mio tunnel bellissimo

di Barbara Toma

Venerdì mattina ore 11:00, è tardi, tra poco devo consegnare, ho poco tempo per scrivere ma così tante cose da dire che la mia testa sembra un alveare pieno di api impazzite.

Mentre mi barcamenavo tra impegni di lavoro vari e bimba malata (e quindi conseguente perdita di libertà di movimento della sottoscritta: agli arresti domiciliari con bimba in braccio 24 ore su 24) la settimana volava via costellata di eventi degni di nota, che si accavallavano ad altrettanti eventi degni di nota volutamente ignorati settimana scorsa per dar spazio alla mia ricerca della felicità nelle piccole cose quotidiane.

 

Bene, è già ottobre, è già 11, è già autunno, anche se fuori un agosto interminabile continua ad averla vinta su tutto. Ma non su di me, che sono settimane che indosso anfibi e faccio finta di nulla.

Riesco ad ignorare il caldo ma è maledettamente difficile ignorare tutto il resto: il mondo ribaltato in cui viviamo, per esempio, che vede agli arresti un sindaco modello come Domenico Lucano, noto a livello internazionale per la sua lungimirante e vincente idea di scommettere controcorrente (e anche contro ‘le regole’ , certo, ma a volte andare contro le regole è l’unico modo di fare del bene, no? Vedi Ghandi, Rosa Parks, Oskar Schindler per dirne solo alcuni) , un mondo in cui iscriversi all’università e voler studiare può diventare un atto rivoluzionario e chi per lavoro è costretto a scrivere per raccontare fatti indescrivibili, violenti e inconcepibili come un uomo che scaraventa la propria figlia di 6 anni giù dal balcone, può permettersi di usare termini come ‘liti di famiglia’ e ‘raptus’ o giustificare un assassino imputando la colpa alla compagna che lo ha lasciato. Un mondo in cui una nota testata nazionale pubblica un articolo in cui uno scrittore (però famoso) dichiara che ‘se un uomo arriva ad uccidere una donna la colpevolezza è pari’, un mondo dove la povera gente, cioè la maggioranza del Paese,  deve subire l’umiliazione di sentirsi dire che ‘la povertà scomparirà’ grazie a un fantomatico ‘reddito di cittadinanza’, salvo alcune regole , sempre più numerose e fantasiose, e salvo subire controlli per ‘evitare spese immorali’ e poi, contemporaneamente, deve anche sentirsi dire che c’è da stringere la cinghia ancora un po’.

Un mondo dove a volte sembra davvero non esserci via di uscita né speranza alcuna se non quella di emigrare lontano…

In un mondo del genere è difficile scrivere di bellezza e restare concentrati sui particolari poetici. Ma diventa assolutamente indispensabile perpetuare con costanza questa impresa.

E anche quando stenti a credere che accadrà di nuovo, ecco che invece qualcosa torna a sorprenderti e a donare un po’ di luce e di speranza.

Questa settimana io sento il dovere di ringraziare Ilaria Cucchi e i suoi parenti per aver avuto la forza e il coraggio di intraprende una lotta contro il Potere e, sopratutto, per non essersi mai arresa. La ringrazio perché grazie alla sua battaglia io oggi mi sento più forte e capace di continuare a combattere le mie battaglie e credere in un futuro migliore. La ringrazio perché dopo 9 anni finalmente ha ottenuto la verità. Per suo fratello, ma anche per me, per le mie figlie, per tutti.

Forse chi governa questo Paese non le chiederà scusa, ma sicuramente in tanti la ricorderemo e le saremo grati.

E allora apro il pc e riprovo a scrivere quel progetto che ‘tanto non riuscirò a portare avanti senza le giuste conoscenze’, apro l’agenda e cerco il modo di incastrare tutta la mia vita incasinata e anche i miei studi, apro gli occhi e torno a cercare la bellezza…

Facebook mi ricorda che sono qui al sud già da 4 anni e io trovo la forza di scacciare via l’immediato senso di colpa per aver fatto una scelta così controproducente per la mia carriera e il mio benessere e affronto la giornata con uno spirito diverso: ‘oggi sarà un giorno bellissimo, perché io sono viva e ho tante idee e la forza per lottare, e se ancora qui non mi sento a mio agio, forse è un bene per riuscire a fare qualcosa di nuovo’.

Come al solito la saggezza delle scritte sui muri insegna:

SE NON RIESCI AD USCIRE DAL TUNNEL, ARREDALO.

 

 

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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