Salvini e l’ABC della politica che la sinistra ha dimenticato

“E’ vero, la massa è ignorante, ma non per questo va trattata con disprezzo”. Notazioni a margine delle tragedie agostane italiane da chi, In USA, le ferie non sa cosa siano

di Francesco Ria

Le ultime dichiarazioni di Salvini sulla “buona notizia” riguardante la nave Aquarius, nonostante la tragedia di Genova, mi portano alcune riflessioni. Molto serie e tristi. Salvini non è uno stupido: prima di parlare o scrivere pensa al ritorno politico delle sue parole. E sa che questi atteggiamenti da sceriffo gli portano consensi (nonostante abbia una faccia da Renzi, ovvero di uno che alle medie le prendeva anche da quelli delle elementari). Quindi la riflessione continua: perché gli italiani sostengono chi la pensa e chi agisce come un cerebroleso della politica? Volgare nei contenuti, meschino negli atteggiamenti, codardo. E’ davvero così un terzo degli italiani (coloro che lo sostengono)? Possibile che, figli e nipoti di emigrati, ci siamo dimenticati di quando eravamo poveri? Possibile che nessuno ricordi come le grandezze della Roma antica erano fondate sulla capacità di attrarre le personalità e le capacità migliori da ogni parte dell’Impero (come oggi fanno gli USA)?

Si, è possibile. E sta accadendo. Non per colpa di Salvini che fa solo il Salvini. Ma per colpa di chi ha sedotto e poi abbandonato la classe operaia, i lavoratori, gli studenti, i pensionati, i disoccupati.

I concetti storici della sinistra, quelli di uguaglianza, di giustizia sociale, di accoglienza, di tolleranza, non sono concetti naturali. Sono idee di assoluta civiltà, ma non sono istintivi. L’uomo, per sua natura, è portato ad odiare il diverso, è portato all’intolleranza. Primo Levi diceva che è ancestrale in ognuno l’idea che ogni straniero è nemico. Per questo la sinistra di un tempo puntava all’educazione e alla crescita culturale della classe operaia. Per decenni i lavoratori hanno potuto frequentare scuole serali, cineforum, dibattiti, presentazioni di libri. Conosco più di qualche ex operaio con la quinta elementare che ha scritto libri e trattati di politica, di storia, di scienze sociali. Di Vittorio aveva fatto della scolarizzazione uno dei cardini delle sue battaglie sociali. Gramsci parlava della conquista di un’egemonia culturale della sinistra.

I dirigenti della (ex) sinistra moderna, invece, ritengono di essere investiti da una superiorità culturale tale da garantirgli imperituro consenso elettorale. Se la gente non li sostiene, allora sono stupidi i cittadini. Che è vero: la massa è ignorante, ma non per questo va trattata con disprezzo. Anzi, va accompagnata verso la civiltà. Questo il ruolo del politico illuminato. Renzi è solo l’ultimo ad aver abbandonato i lavoratori. Un processo iniziato qualche lustro fa e che ora è stato accelerato ed estremizzato da questa nuova generazione di dirigenti viziati “figli di papà”. Leggo molti commenti sui social di esponenti del PD, anche territoriali, che insultano ed offendono i cittadini che non la pensano come loro. Ho fatto politica e la prima regola è quella di rispettare le opinioni dei cittadini. Mai scontrarsi con un cittadino. Occorre discutere, cercare di ragionare, di portarlo dalla propria parte, di offrirgli nuovi punti di vista, nuovi strumenti di riflessione. Invece oggi si fa l’opposto: l’elettore non ci vota? Allora è stupido e ignorante! E i sentimenti di odio e intolleranza crescono ogni giorno di più senza alcun razionale tentativo di contrasto. Come sperare di conquistare consenso con questa strategia? Proprio l’ABC della politica.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Francesco Ria

Ricercatore in una prestigiosa Università americana. Come il sottomarino sovietico di "Caccia a Ottobre rosso" usa cambiare improvvisamente e senza motivo direzione

Articoli correlati