Costa Morena, al via la demolizione della centrale a carbone

Lo scorso anno il tentativo di un accordo fra A2A e Comune di Brindisi al fine di convertire in tempi rapidi la centrale in un termovalorizzatore

L’avvocato Roberto Fusco

BRINDISI – E’ ufficialmente cominciata la demolizione della centrale elettrica a carbone Costa Morena, sita nella zona nord di Brindisi. Lo annuncia su Facebook l’avvocato Roberto Fusco, da tempo impegnato per garantire lo smantellamento.

“Nel rispetto delle tante persone che ci hanno lavorato – scrive su Facebook l’avvocato Fusco –  è una liberazione per i tanti cittadini di Brindisi che per tanti anni hanno dovuto pagare pesanti conseguenze a causa del grave impatto ambientale di tale Centrale”

Fusco allega al suo post due fotografie di grande impatto: la prima, che mostra la nascita della centrale nel 1968; la seconda, lo smantellamento dei camini, esattamente 50 anni dopo

“Ora tocca al Sindaco Rossi – prosegue Fusco – all’intero Consiglio Comunale, ed a tutti i cittadini di Brindisi, ottenere che l’area di detta Centrale venga destinata per usi portuali e retro portuali, scongiurando l’idea di fare al posto della Centrale un inceneritore, sia pure chiamandolo con altro bellissimo nome”.

Si tratta di una demolizione parziale, che riguarda i gruppi 1 e 2 della Centrale ma ora, spiega l’avvocato Fusco, “Occorrerà ottenere che nessuna autorizzazione venga data per fare l’inceneritore e buttare giù gli altri due gruppi. Vedere i primi due camini che vanno giù ha pero un forte valore simbolico e di incoraggiamento a tenere duro nella battaglia”.

Sulla questione si era espresso qualche giorno fa anche il deputato brindisino di Forza Italia, Mauro D’Attis, contrario alla sostituzione dell’ex centrale Edipower con l’impianto di trattamento dei rifiuti

“Girano in queste ore le immagini dello smontaggio degli impianti della ex centrale di Brindisi nord (insediatasi nel 1968) – ha dichiarato D’Attis – Io e le amministrazioni in cui sono stato maggioranza hanno sempre sostenuto che lì non deve più sorgere un insediamento industriale di tale impatto”

“Tanti hanno sostenuto questa tesi e mi va di ricordarne uno in particolare che è Roberto Fusco. Queste immagini possono però tradire: è in atto, per evidente volontà della Regione Puglia e per accordi sostenuti dalla Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti e dal suo responsabile Gianfranco Grandaliano, una operazione che porterebbe a Brindisi, in quell’area, uno dei più grossi investimenti di produzione di energia da rifiuti dei prossimi anni in Puglia ad opera della società A2A.”

“…dico tranquillamente che farò di tutto per osteggiare questa operazione con espresso invito alla Regione Puglia, al suo presidente Michele Emiliano e al citato Grandaliano, di modificare il piano rifiuti appena approvato eliminando dai loro programmi che a Brindisi sarà possibile attivare l’impianto privato proposto da A2A”, prosegue D’Attis.

Sul punto è intervenuto anche il segretario cittadino del Pd di Brindisi, Francesco Cannalire. “Apprendiamo con grande piacere, finalmente dell’iniziativa di diversi gruppi di opposizione finalizzata a dichiarare il dissenso all’ubicazione di un impianto di compostaggio sulle attuali aree della centrale termoelettrica di Brindisi Nord. La contrarietà del Partito Democratico di Brindisi e di tutta la coalizione di centrosinistra è stata uno dei punti alla base del programma elettorale presentato ai brindisini”.

Già nei prossimi giorni il gruppo consiliare del PD promette di formalizzare una richiesta di convocazione di una conferenza dei capigruppo per concordare strategie ed azioni congiunte.

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