Melissano, Salento: secondo omicidio in tre mesi

La vittima è Francesco Fasano, ventiduenne monitorato dalle forze dell’ordine; fermati due ragazzi per la prova dello stub. Si cercano i collegamenti con la malavita locale

 

Ucciso con un colpo di pistola alla tempia: è morto così Francesco Fasano, ventiduenne di Melissano (LE).

Il corpo, ritrovato intorno a mezzanotte alle porte di Melissano, sulla strada che per Ugento, è stato trascinato per un tratto di strada da un’auto.

Resta da capire se sia stato trascinato dai suoi killer o se il ragazzo, ormai morto, sia stato travolto solo dagli automobilisti di passaggio, che hanno allertato i soccorsi, arrivati, ma senza poter fare nulla, dall’ospedale di Casarano.

Fasano aveva precedenti per spaccio di droga ed era monitorato dalle forze dell’ordine: le indagini dei Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Casarano e del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce si concentrano sulle sue frequentazioni. Per le modalità dell’omicidio – un solo colpo di arma da fuoco esploso alla tempia – è molto probabile che si tratti di un’esecuzione in piena regola.

Intanto è stata sequestrata una Ford Fiesta grigia su cui pare abbia viaggiato nella notte, assieme ad una persona con precedenti penali, sempre di Melissano.

Sono stati anche fermati due ragazzi del posto, per eseguire la prova dello stub, un test che consente di rinvenire tracce di polvere da sparo sulla pelle e sui vestiti.

Le indagini dunque potrebbero arrivare ad una svolta nelle prossime ore.

Si indaga anche su eventuali collegamenti con la morte di Manuele Cesari, pregiudicato melissanese ferito in un agguato il 21 marzo scorso e morto dopo una settimana in Rianimazione.

L’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove la salma è stata trasferita.

Sul posto sono giunti il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e la sostituta procuratrice Stefania Mininni.

Il ragazzo, che aveva frequentato l’istituto nautico, pubblicava sui social i video in diretta delle sue notti brave in compagnia di altri soggetti: auto lanciate a tutta velocità sulle strade deserte dei paesini del Salento, alcool e droghe a far da compagnia alle loro povere vite.

“I vari sodalizi operanti in provincia sembrano evitare, al momento, eclatanti manifestazioni intimidatorie – un tempo utilizzate per affermare la propria egemonia”: è quanto scriveva la Direzione Investigativa Antimafia nell’ultima relazione semestrale. Se le intuizioni dei Carabinieri sull’omicidio di stanotte sono giuste, allora è evidente che qualcosa, tra i gruppi criminali del Salento, stia cambiando, e che qualcuno voglia ricordare chi comanda.

 

Aggiornamenti nelle prossime ore.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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