Mafiosi? No, “minchioni”

Dopo la bomba di due giorni fa, indirizzata ai suoceri di un pluripregiudicato, la lettera del M5S indirizzata “ai clan di Casarano”. Ma dai cittadini pochi like e molta paura

 

Di Marilù Mastrogiovanni

 

Non è un errore, non è una semplice bomba carta. E’ la casa dei genitori della compagna di Giuseppe De Giglio, pluripregiudicato barese.

 

Condannato più volte per furto ed estorsione, si è trasferito a Casarano per scontare la pena ai domiciliari, con la sua compagna.

 

Quanto la sua vicinanza con i clan baresi abbia a che vedere con la bomba fatta esplodere il 3 giugno nel cuore della notte in via Massimo D’Azeglio saranno i Carabinieri della compagnia di Casarano a valutarlo. Sono in corso anche analisi balistiche per valutare il tipo di esplosivo che, data la portata dell’esplosione, potrebbe non essere semplice polvere pirica ma tritolo. Questo porterebbe la pista investigativa lontano.

 

In quella casa vive con i nonni il figlio della convivente del pregiudicato De Giglio.

 

L’attentato alla vita di un bimbo e dei suoi nonni, che nulla hanno a che vedere con le attività criminali del compagno della figlia, ha fatto scattare l’indignazione del M5s di Casarano, che ha diffuso sui social una lettera indirizzata “ai clan di Casarano”:

 

Agli uomini dei clan malavitosi che si fronteggiano come fossero davvero padroni della nostra Città.

 

La mafia fa schifo a tutti, anche a quelli che sembrano portarvi rispetto. Probabilmente fa schifo anche a qualcuno di voi che ci si è trovato dentro e non sa più come uscirne.

 

La mafia fa schifo sempre perché fa affari sulla pelle della gente e si fonda sulla paura che viene dalla violenza, perché voi senza armi e senza bombe non sareste nulla, solo dei tristi minchioni. Perché è questo quello che siete: minchioni tristi con in mano armi pericolose che spesso si ritorcono contro di voi.

 

Ma quando minacciate i piccoli, diventate anche patetici e vi isolate maggiormente, perché a Casarano c’è già tanta gente che non vi sopporta più.

 

Siate uomini, se ancora ci riuscite! Lasciate stare i piccoli. Lasciate le armi. Provate ad esprimere un concetto senza usare il rozzo alfabeto della paura.

 

Tanti cittadini vi guardano: se toccate un solo bambino toccate tutta la città e per voi non ci sarà tregua.

 

Vi auguriamo vivamente di cambiare stile, di cambiare lavoro, di cambiare vita.

E se non doveste accettare alcuno di questi nostri suggerimenti, ci auguriamo che presto le forze dell’ordine possano assicurarvi tutti alla giustizia.

Senza cordialità.

 

Un gruppo di casaranesi stanchi di voi e dei vostri metodi”.

 

La lettera, contrariamente a quanto accade con altri post politici, non ha riscosso grande successo: pochi like e 5 o 6 commenti.

 

A Casarano si ha paura ad esporsi e si spera sempre che la mafia rimanga fuori dall’uscio di casa propria.

Come se quello che accade fuori non riguardasse che gli altri.

Così i “minchioni” dettano legge. Perché ci sono luoghi in cui anche un like richiede troppo coraggio per dire che “la mafia è una montagna di merda”.

 

1 Commento

  1. Maria patrizia di marco

    Questa è una rivoluzione per il nostro territorio,qualcosa che per la maggior parte dei cittadini di Morlupo incomprensibile, ma vi assicuro fattibile . Dobbiamo avere cura del territorio ed esaltare le bellezze che sono davanti ai nostri occhi non più abituati a vedere. Andiamo Oltre

    Reply

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Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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