De Filippis, Ordine medici Lecce: “Le misure di contrasto alla xylella non prescindano dalla tutela dei cittadini”

Il responsabile della Commissione Ambiente e Salute dell’Ordine dei Medici di Lecce prende posizione contro l’uso di insetticidi nocivi nelle campagne salentine. E annuncia un monitoraggio straordinario delle falde acquifere

No agli insetticidi cancerogeni per combattere la xylella: lo afferma anche l’Ordine dei Medici di Lecce, prendendo posizione contro il decreto Martina e le sue “misure di emergenza” (decreto del 13 febbraio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2018).

Il decreto, lo ricordiamo, ha imposto ai proprietari di uliveti nel Salento (da Fasano a Leuca), l’uso di vari pesticidi tra cui uno, imidacloprid, messo al bando dall’Unione Europea perché nocivo: uno studio di EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha confermato che la sostanza è responsabile della moria delle api, e provoca di riflesso un danno incalcolabile all’ambiente.

Non solo: la stessa Autorità, su richiesta della Commissione europea, ha elaborato un parere scientifico nel quale sottolinea che imidacloprid e acetamiprid (un’altra sostanza usata come pesticida e inclusa nel decreto Martina), sono potenzialmente “neurotossici” per l’uomo già  in fase di gestazione, cioè potrebbero ostacolare, nel feto, lo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali responsabili della memoria e dell’apprendimento; in seguito a questo parere, EFSA ha chiesto, per evitare rischi a lungo termine per i consumatori, di ridurre gli attuali livelli guida per l’esposizione a queste sostanze.

A questo studio fa riferimento l’Ordine dei Medici di Lecce, sottolineando che acetamiprid viene usato comunemente in agricoltura, per combattere tignola, mosca dell’ulivo e altri parassiti, e che il suo uso, come quello di altri insetticidi tossico-nocivi, è consentito solo a personale formato dal personale del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) e Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPESAL), entrambi afferenti al Dipartimento di Prevenzione della ASL.

Ma, mette in guardia OMCEO Lecce, ad oggi di queste sostanze si conoscono solo gli effetti acuti, che possono comunque essere arginati seguendo regole basilari come il rispetto dei tempi di rientro e l’intervallo di carenza o sicurezza: aspettare, insomma, che le singole piante metabolizzino la sostanza.

Gli effetti a lungo termine sulla salute umana, invece, non sono ancora noti.

Eppure, il decreto Martina autorizza l’uso di imidacloprid (ma l’Italia, a Strasburgo, ha votato a favore del divieto di utilizzo), e la Commissione Europea, che pure ha vietato l’uso di tre pesticidi, ha rinnovato fino al 28 febbraio 2033 l’approvazione di acetamiprid.

Giovanni De Filippis

“Abbiamo spesso sottovalutato – ricorda Giovanni De Filippis, responsabile della Commissione Ambiente e Salute dell’Ordine dei Medici di Lecce – per mancanza di conoscenze, aspetti fondamentali degli inquinanti come quello dell’interferenza endocrina”, cioè la capacità di ostacolare la normale produzione di ormoni da parte del corpo e causare il malfunzionamento di alcuni organi e apparati (si pensi, ad esempio, alla correlazione tra inquinamento e infertilità).

“Non abbiamo elementi di certezza – continua De Filippis – ma secondo il principio di precauzione vi è la necessità di un continuo monitoraggio dei rischi-benefici delle molecole che utilizziamo in particolare in agricoltura per la possibilità di ingresso di contaminanti nella catena alimentare”.

E, a proposito di monitoraggio, De Filippis annuncia che il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Lecce eseguirà, nell’ambito del progetto MINORE (Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello REgionale), un monitoraggio straordinario delle acque di falda salentine, la cui qualità potrebbe risentire proprio dell’uso di pesticidi. “A maggior tutela della popolazione – spiega De Filippis – si procederà al monitoraggio anche degli insetticidi sopra citati”.

 

“L’Ordine dei Medici di Lecce – conclude – ritiene che, pur nella consapevolezza che il Salento non può sottrarsi dagli impegni nazionali ed internazionali finalizzati ad impedire la diffusione di un flagello per l’agricoltura quale la Xylella, ogni misura di contrasto non può prescindere dalla piena tutela della salute dei cittadini anche a lungo termine”.

 

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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