TAP, il parlamento UE boccia il finanziamento della Banca europea degli investimenti: “Non è idoneo”

I Deputati europei riuniti in miniplenaria a Bruxelles approvano la mozione proposta dal M5S ed esprimono “preoccupazione” per le ricadute ambientali del gasdotto. Approvano la relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della Bei, ma si chiedono investimenti responsabili. Fitto astenuto

La Tap? Un affare “non idoneo” per la BEI, la Banca Europea per gli Investimenti. Lo dice il parlamento europeo che, riunito ieri in sessione miniplenaria a Bruxelles, ha approvato la relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie dell’ente, riferita all’anno 2016. In tale relazione è inserito un passaggio importante per la Puglia e le regioni italiane e greche in cui passa il gasdotto Tap: si tratta dell’articolo 62, proposto dal M5S, in cui l’investimento della BEI è definito “not appropriated”, non idoneo, e si esprimono preoccupazioni per le ricadute sull’ambiente e le persone. Il parlamento chiede anche alla BEI di tenere conto di tali mozioni. Il parere del parlamento non è vincolante per l’attività della Bei, ma trattandosi della banca che gestisce i soldi pubblici dell’Unione europea, è possibile che delle ricadute vi possano essere.

 

Istituita nel 1958, la Banca Europea per gli Investimenti, con azionisti tutti gli Stati membri, si occupa di finanziare progetti coerenti con gli obiettivi dell’Unione Europea; progetti tra i quali, stando alla relazione recentemente approvata, non rientra TAP, il gasdotto che parte dall’Azerbaijan e, attraverso Grecia e Albania, giunge fino all’entroterra salentino.

 

Marco Valli

Prima della votazione, in aula ha relazionato Marco Valli (Movimento 5 Stelle, EFDD) membro della Commissione per il controllo dei bilanci, il quale ha ricordato che “La BEI è la banca pubblica più grande del mondo per volumi e svolge un ruolo importante, come quello svolto dalla commissione CONT, nell’evidenziare prontamente – spesso con critiche anche dure ma costruttive – gli aspetti necessari al miglioramento delle istituzioni”.
“Solo nel 2016, anno di riferimento di questa relazione – ha proseguito Valli – l’importo dei finanziamenti totali del gruppo BEI è stato pari a 83,8 miliardi di euro, con la mobilitazione, nello stesso anno, di investimenti totali per 280 miliardi di euro”.
Anche il finanziamento di parte del progetto TAP era uno degli obiettivi della BEI, che a febbraio scorso ha destinato all’opera un finanziamento di 1,5 miliardi di euro; il gasdotto viene infatti definito “progetto di interesse comune dell’Unione Europea” perché “parte del Corridoio meridionale del gas – SGC”, che “offrirà una nuova fonte di gas a prezzi competitivi per il mercato dell’Unione Europea, accrescendo la diversità e la sicurezza dei rifornimenti”.

C’è però da tener presente l’impatto sull’ambiente, evidenziato nella relazione approvata ieri e nella mozione scaturita a seguire, nella quale si legge che il Parlamento europeo (art. 62) “esprime preoccupazione per il prestito del valore di 1,5 miliardi di euro concesso dalla BEI al progetto di gasdotto transadriatico, che non rispetta – in misura diversa nei Paesi di transito, Albania, Grecia e Italia – le norme ambientali e sociali minime degli Equator principles”. Ancora, il Parlamento “si rammarica che la BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo,ndr) abbia già stanziato finanziamenti per 500 milioni di euro, e ritiene che il progetto non sia idoneo per un investimento da parte della BEI, né dovrebbe essere preso in considerazione ai fini di finanziamento da qualunque banca aspiri a fare investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale”.

“Auspichiamo – il commento di Marco Valli dopo il voto – che la Bei adesso segua con attenzione le indicazioni del Parlamento”.

 

Rosa D’Amato

Ora che anche il Parlamento europeo ha riconosciuto con ampia maggioranza (Raffaele Fitto però si è astenuto) le ricadute negative di TAP, giungerà lo stop all’opera? È quello che auspica l’esponente del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato: “Da tempo – sostiene la parlamentare europea – chiediamo alla BEI di rivedere le sue scelte in tema di finanziamento all’industria fossile e in particolare al Tap. Ma la banca si è ostinata a voler finanziare il gasdotto nascondendosi dietro il paravento dell’approvvigionamento di gas, che non è certo una fonte rinnovabile, senza tenere debitamente conto delle esternalità sociali, economiche e ambientali e infischiandosene dei potenziali rischi per la popolazione locale”.

1 Commento

  1. Ingrosso Carmelo

    Il corridoio Sud sta scatenando disastri ambientali ovunque passi! Ma che si faccia un PRT da 12 ettari nel cuore di 4 Comuni Salentini (30.000 abitanti) è da irresponsabili!!!
    Tutti! Banche Politici e Imprese…….

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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