NÉ MOI, NÉ MAI

Tra fantasy e fantascienza, il nuovo racconto di Thomas Pistoia. Un auspicio, o forse solo un sogno

E dove avanzeranno gli uomini con leggi, manganelli e ingordigia, lì giungerà il popolo del bosco.
Esseri fatati e dispettosi bloccheranno le ruspe, smonteranno i motori… Folletti multicolore dissemineranno viti, bulloni, carrucole, ruote e lamiere, ovunque qui intorno e… Le fate… Dio, le fate! Nude e lucenti come stelle del mattino, su ali di farfalla, innamoreranno operai e poliziotti, li porteranno via, dentro incantesimi azzurri…
Lo Scazzamurrieddhru, il capo indiscusso del popolo che non c’è, di notte, entrerà nelle case dei politicanti e li sveglierà… Salterà sul loro petto e quelli perderanno per un attimo il respiro, non dormiranno più, mai più, perché hanno venduto qualcosa di cui non erano padroni: gli ulivi e il fondo del mare.
E neanche dal mare passerà lo straniero.
Le fanciulle rapite dai saraceni, che, un tempo, si tuffavano in mare, perché era meglio la morte che essere schiave, come spettri di sirene faranno vedetta, adesso, in cima alle torri di pietra, sui litorali, e veglieranno l’orizzonte.
Quando i tubi cominceranno ad avvicinarsi a questa terra, guai a voi, multinazionali! Le macarie vi marciranno il cuore e i vostri cilindri d’acciaio si infrangeranno contro gli scogli maledetti di Medea!
I Leuterni, enormi, vi calpesteranno!
Lasciate questa terra rossa! Non osate navigare quest’acqua limpida!
Cercate, invece, se potete, di comprendere: scendete dalle vostre montagne di denaro e tuffatevi, una volta, in questo mare… Raccogliete, con le mani, le olive gonfie d’oro e provate ad abbracciare questi alberi…
Questi ulivi che crescono così, come grovigli dispersi, complicati e nodosi, complessi e legati tra loro… Abbracciati eternamente su se stessi…
Eternamente? Sì, lo erano, eterni, prima del vostro arrivo…
Li avete sradicati.
Prima avete cercato di ammalarli, poi li avete estratti, sani, come fossero denti, dalla bocca del Salento.
Quando ne avrete convenienza, sdradicherete da questa terra anche le persone. Lo state già facendo, allontanando il popolo per far passare i camion rapitori.
Ma dove avanzeranno gli uomini con leggi, manganelli e ingordigia, lì giungerà il popolo del bosco.
E neanche dal mare passerà lo straniero. Questo straniero indegno e venduto… Che si fa chiamare governo.
E si fa chiamare italiano.

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Info sull'autore

Thomas Pistoia

Nato a Torino nel 1971, ha vissuto la sua giovinezza in quel di Presicce. Scrittore, sceneggiatore e poeta, ha pubblicato racconti, poesie e canzoni. Per Ofelia Editrice ha pubblicato il romanzo "La leggenda del Burqa". Per la Sergio Bonelli Editore ha scritto storie per Nathan Never e Zagor

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