A Foggia, l’io che diventa “noi”

/REPORTAGE/ Una giornata di festa per ricordare le vittime innocenti di mafia e impegnarsi ogni giorno nel quotidiano per combatterla

Una pioggia sottile e ghiacciata non ha fermato le oltre 30mila persone che hanno sfilato per le strade di Foggia, raggruppandosi in piazza Cavour fin dalle prime ore della mattina.

I gonfaloni provenienti da varie città pugliesi e di altre regioni italiane, le bandiere colorate di Libera e della pace hanno sventolato fino alle 14.30, quando i partecipanti alla Giornata della memoria e dell’impegno si sono suddivisi in vari gruppi di lavoro, per partecipare ai dibattiti, che si tenevano in più punti della città.

“L’io che diventa noi” è stato il leitmotiv del corteo. In prima fila i familiari delle vittime innocenti di mafia, con le loro magliette bianche, e le foto dei loro cari sul petto, hanno ascoltato silenziosi il lungo discorso di don Ciotti e, prima ancora, del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che ha aperto gli interventi.

“Che la legalità non sia una parola vuota, e priva di significato – ha detto Don Ciotti – che sia un impegno quotidiano”: questo l’auspicio.

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Marilù Mastrogiovanni

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