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Un giornale d’inchiesta senza padroni, se non i lettori.

Grazie alle tantissime amiche e amici che ci stanno sostenendo concretamente!  Aiutateci a diffondere il nostro progetto editoriale: inchieste giornalistiche sostenute dal basso dai cittadini.

Grazie al #crowdfunding e alle votre donazioni, potremo mettere in produzione uno di questi tre progetti:

  • la seconda puntata di #xylellareport,libro inchiesta a tutela degli ulivi pugliesi,
  • il gasdotto #TAP, approfondimento della nostra inchiesta che risale al lontano 2008, tra geopolitica e bassi interessi locali,
  • un’analisi ancora più approfondita sulla #scu, la pericolosa mafia pugliese

oppure aderendo al

 CROWDFUNDING: clicca qui, leggi il nostro patto con i lettori e dona 10, 25 oppure 100 euro, per permetterci di continuare ad essere il cane da guardia della democrazia in quasta meravigliosa periferia del Paese che è la Puglia.
Oggi, 18 marzo 2018, prima della messa in onda della puntata del LE IENE, partiamo da una raccolta di 1852 euro. Vogliamo arrivare a 20.000 per poter produrre le tre inchieste sulle quali sta lavorando la direttora Marilù Mastrogiovanni con la sua redazione. Vi chiediamo una mano e vi raccontiamo la nostra storia.
Dal lontano marzo 2004: prima come mensile cartaceo del Salento, poi anche come quotidiano online, le inchieste della rivista e del portale online hanno scoperchiato segreti inconfessabili di potenti, affaristi, politici, imprenditori di Puglia e non solo.
Il Tacco d’Italia è fondato e diretto da Marilù Mastrogiovanni, giornalista d’inchiesta, semiologa, esperta di linguaggio di genere.
Il Tacco d’Italia nasce da un sogno: dare alle cittadine e ai cittadini uno strumento libero d’informazione indipendente. Dove? Al Sud, dove troppi diritti costituzionali sono violati.
LE INCHIESTE GIORNALISTICHE
Il piano editoriale del Tacco d’Italia per 13 anni è stato molto semplice: andare ad indagare dove avevamo il sentore che il “bene comune” e i diritti costituzionali venissero violentati. Di seguito alcune tra le principali inchieste investigative:
L’ATTACCO HACKER E LE MINACCE
Il Tacco d’Italia non ha mai beneficiato di finanziamenti pubblici. Si è retto sul successo di vendite e sugli inserzionisti che hanno deciso di investire su un giornale “scomodo”, riconoscendone l’alto valore democratico.
Fermo dal 14 ottobre 2014 al maggio del 2016 a causa di un violento attacco hacker che ne ha compromesso la piattaforma, ritorna on line con una veste completamente rinnovata, nuove rubriche, una piattaforma integrata con i social network ma il solito vizio di sempre: onorare l’articolo 21 della Costituzione italiana.
Minacce, furti, querele e hacker: la storia del Tacco è stata raccontata dalla direttrice Marilù Mastrogiovanni nel libro “Io non taccio” (ed. Cento autori), scritto con altri 7 giornalisti minacciati dalle mafie
Le inchieste giornalistiche sono il nostro mestiere e sono stati in migliaia i lettori che negli ultimi 18 mesi ci hanno sollecitato a riprendere il nostro lavoro di controllo del potere e di tutela del bene comune. Certo che in questo periodo non siamo stati fermi e abbiamo realizzato un esperimento editoriale unico in Italia: www.xylellareport.it.
Un prodotto d’informazione multimediale, nato dal basso, grazie al crowdfunding, costituito da sito “verticale”, video documentario a puntate, libro-inchiesta, community su diversi social.
Il Tacco d’Italia può tornare a pungere col vostro aiuto! Siamo pronti ad uscire con una nuova piattaforma, su cui sarà possibile leggere gratuitamente tutte le storiche inchieste del Tacco.
Ti chiediamo perciò di essere protagonista, con noi, di un modo nuovo di fare informazione, al Sud. Ti chiediamo di scrivere con noi, un pezzo importante della Storia dell’informazione e dell’economia del nostro Paese.
Perché la Storia la fanno i visionari. La Scrive chi osa sognare un mondo diverso!

8 Commenti

  1. Letizia Malara

    Grazie! Non posso che ringraziarvi per il vostro lavoro e per la dedizione nella lotta contro le mafie e contro tutte le mentalità mafiose, siano esse anche istituzionali, soprattutto contro queste ultime!
    “Gutta cavat lapidem”, goccia dopo goccia, istante dopo istante continuate a diffondere per noi ovunque il messaggio di Legalità, messaggio urlato di amore per la vostra, la nostra terra.
    Racconterò di voi ai miei figli, perché sappiano dell’esistenza e della lotta dei ”Giusti”
    Siate goccia!!!

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  2. Francesca Ecuba

    Salve, è inutile dire quanto io stimi la giornalista di questa testata, ma quello che più mi interessa, è sapere se il Sindaco è stato invitato a dimettersi. Si parla sempre, troppo tardi, della violenza sulle donne, e allora mi chiedo, dopo quello che il Sindaco ha fatto, è stato obbligato a dimettersi?????

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  3. Patriarsie

    L’Italia è indignata dopo il servizio delle iene andato in onda, un lavoro come il vostro e’ onorevole e tutti gli italiani lo apprezzano. La mentalità mafiosa dei piccoli paesini e’ molto grave in uno stato occidentale democratico e libero come l’Italia. Ritengo gravissima la permanenza ad oggi del Sindaco, dell’Assessorino e pure del Magistrato che ha censurato la pubblicazione dell’inchiesta!!! Un comportamento inqualificabile da parte delle istituzioni, Vergogna! L’Italia si indigna di fronte a queste prese di posizioni da parte di chi dovrebbe Tutelare la libertà di pensiero, la ricerca libera e disinteressata della Verità. Mandateli tutti via, in galera. Sosteniamo chi e’ dalla parte della Verità come il Tacco d’Italia!!!

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  4. Maria

    Nonostante gli ostacoli, la verita ha sempre trionfato e sempre trionferà! L’esistenza di quei soggetti è temporanea, destinata a soccombere perché la forza della gente sana di mente, con un lato umano da far invidia, e con la determinazione di ripulire il mondo dai rifiuti è superiore alla loro.

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Info sull'autore

Mario Maffei

Giornalista professionista, laurea in Bocconi, esperto di divulgazione scientifica. Un'unica grave perversione: la politica

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