Imprese virtuose in Terra d’Arneo

Valorizzare il passato, strizzando l’occhio al futuro: questo il denominatore comune ad alcune aziende del nord Salento, che nei giorni scorsi hanno ricevuto la visita dell’On. Bellanova

Dall’agroalimentare all’ICT, i pilastri dell’economia locale puntano in alto

di Francesca Rizzo

Estesa su una superficie di quasi 600 km2, la Terra d’Arneo, nel nord del Salento, è un’area produttiva determinante per l’economia locale in numerosi comparti. L’agroalimentare ne costituisce l’ossatura, consolidatasi nel tempo, ma anche altri settori hanno beneficiato negli ultimi anni di investimenti e politiche lungimiranti, che hanno reso il Salento capofila a livello nazionale.

Un’eccellenza in questo senso è N&C, azienda di Veglie specializzata nel ramo dell’ICT e delle telecomunicazioni; recentemente è stata nominata ICT Supplier of the year da Fiat/Chrysler, per il ruolo determinante svolto nella modernizzazione degli stabilimenti produttivi e degli uffici del gruppo in Europa.

Opera invece nel settore dell’edilizia Duriplastic, impresa nata nel 1968 a Salice Salentino e inizialmente dedicata alla produzione esclusiva di rivestimenti murari plastici. In seguito l’azienda si è evoluta, arricchendo l’offerta di prodotti professionali e per il fai da te, lasciando sempre la porta aperta all’innovazione, alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

La storia di queste ed altre imprese si intreccia con la storia di una terra ricca di profumi: il profumo del vino, ad esempio, prodotto da secoli con un attento bilanciamento tra il progresso e la tradizione. Come nella Cantina Conti Zecca, che dal 1580 punta sui vitigni autoctoni per una produzione d’eccellenza riconosciuta: Negroamaro, Primitivo, Malvasia nera e bianca sono le quattro varietà impiantate in larga parte sui 320 ettari di terreno.

Questa ed altre aziende si sono rafforzate senza mai dimenticare le proprie radici, come un’altra cantina storica, la Leone de Castris di Salice Salentino: fondata nel 1665, inizia già nei primi anni dell’Ottocento ad esportare vino in Francia, in Germania e persino negli Stati Uniti. La crescita è continuata nel tempo: la rete commerciale si è progressivamente estesa fino a comprendere il Canada, l’Australia e numerosi Paesi asiatici, destinatari, oltre al territorio nazionale, di una produzione che conta, ad oggi, circa 2,5 milioni di bottiglie ogni anno.

Il vino è una delle risorse attorno alle quali fare rete per crescere insieme: esempio virtuoso, la Cantina sociale cooperativa Vecchia Torre di Leverano, nata nel 1959 come comunità per far fronte al progressivo frazionamento dei campi. In quasi sessant’anni il numero di soci è decisamente aumentato, e con esso la produzione: le uve conferite dai 1240 produttori (circa 130000 quintali) determinano una produzione annua di circa 2,5 milioni di bottiglie.

Puntare sulle risorse del territorio per crescere è il concept intorno al quale si è sviluppata anche Gelmar, che, partita da un piccolo laboratorio di gelati e semifreddi nel 1988, è oggi una valida realtà a livello nazionale. Le eccellenze gastronomiche salentine sono prodotte a Veglie, in uno stabilimento che impiega fonti energetiche rinnovabili, e commercializzate in tutta Italia.

Teresa Bellanova: “Possiamo toccare con mano le eccellenze imprenditoriali che caratterizzano il Mezzogiorno. Che questo accada nella mia terra, nel Salento, non può che riempirmi di orgoglio”.

Le imprese sono state visitate in questi giorni dall’On. Teresa Bellanova, Vice Ministra allo sviluppo economico, in un tour organizzato dal Gal Terra d’Arneo, alla presenza del presidente dello stesso Gal, Cosimo Durante, e dell’On. Salvatore Capone. Il plauso di Bellanova è andato a “un made in Italy che non ha paura di essere e di comportarsi da competitore globale. Che non ha paura di misurarsi con l’innovazione e capace – nell’agroalimentare – di tenere insieme tradizione e innovazione e di fare dell’identità la cifra più forte nella competizione globale”.

A dispetto delle difficoltà oggettive che si sono manifestate negli anni, realtà produttive come quelle della Terra d’Arneo sono un esempio su cui le istituzioni e il mercato devono continuare a puntare, con l’augurio che, come auspicato dalla Vice Ministra Bellanova, “l’innovazione riesca ad essere percepita anche dall’agroalimentare come un asset fondamentale e che si possano sperimentare sinergie e collaborazioni tra imprese d’eccellenza nei due segmenti”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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