Rifiuti, Aro9. L’illegalità continua

Bando Aro9 rinviato a data da destinarsi. Le eterne proroghe contro legge. La denuncia del Pd di Casarano. Gli interessi di Igeco e dei clan

di Marilù Mastrogiovanni

 

// L’INCHIESTA// E bis. Rinviata a data da destinarsi l’apertura delle buste del bando da 56 milioni (oltre iva) per la raccolta rifiuti dell’Aro9, “Ambito raccolta ottimale”, di cui fanno parte sette Comuni del basso Salento: Casarano, Parabita, Matino, Ruffano, Montesano, Specchia, Miggiano. Il rinvio è stato comunicato tre giorni prima (il 3 marzo) della data prevista per l’apertura delle buste (il 6 marzo)

Era già successo con il precedente bando dell’Aro9 gestito sotto la presidenza del sindaco del Comune di Parabita (LEGGI L’INCHIESTA) quando responsabile unico del procedimento (rup) era Pino Petruzzi, dirigente dello stesso Comune.

Allora, quel bando da 32,5 milioni di euro (24 milioni in meno rispetto allo stesso bando ora pubblicato da Casarano) fu bloccato a data da destinarsi proprio dal sindaco di Casarano Gianni Stefàno (LEGGI QUI)

Come? Stefàno, con altri due sindaci (di Matino e Ruffano), giocò le sue carte politiche per arrivare al potere concreto da gestire: il bando dell’Aro9.

Alfredo Cacciapaglia, sindaco di Parabita

Così, mise in minoranza Alfredo Cacciapaglia, sindaco di Parabita e presidente Aro9; assunse la presidenza dell’Aro9 e diffidò il responsabile del procedimento ad aprire le buste.

Dopo una guerra di carte bollate, soldi pubblici spesi in pareri legali, interrogazioni e pareri chiesti all’Anac, in cui, è bene ricordarlo e non dimenticarlo, Anac (Agenzia nazionale anti corruzione) dà ragione a Parabita, il bando viene revocato.

Il Tar, ammette, e lo scrive, che la revoca genera un indubbio guadagno all’attuale gestore, Igeco.

A quel punto, Gianni Stefàno, ha potere (politico) e potere (economico): può gestire da presidente dell’Aro9 il nuovo bando per la raccolta rifiuti nei sette Comuni.

Il progetto redatto dal Conai, costato zero euro alle casse comunali e alle tasche dei cittadini, non piace, perché, secondo il nuovo presidente, non risponderebbe ad alcune particolari esigenze (clicca qui).

Chiede al Conai di rifarlo, ma il Conai risponde che il progetto è stato redatto, dopo due anni di studi e ricerche, in base alle esigenze dei cittadini, così come furono richieste dai Comuni (Casarano incluso).

Il nuovo progetto dunque viene affidato (a titolo oneroso), allo studio Vitruvio, dell’Ingegner Causo.

Dal canto suo, il Comune di Matino, che nel gioco machiavellico di Gianni Stefàno ha giocato sempre di sponda, sceglie come consulente sul tema dei rifiuti Michele Grecolini, condannato in via definitiva perché ha avuto un ruolo centrale in una delle vicende più scandalose e dolorose, riguardo agli ecoreati e alla salute pubblica, di tutto il Salento: lo smaltimento nella discarica di Burgesi (Ugento) di enormi quantità di un rifiuto industriale tossico e cancerogeno: il pcb (LEGGI QUI L’INTERVISTA ALLA PROCURATRICE AGGIUNTA ELSA VALERIA MIGNONE).

Tornando al bando bis dell’Aro9: la base d’asta è quasi raddoppiata; passa da 32,5 milioni per cinque anni a 56 per nove anni.

Un arco temporale molto lungo, che mette al sicuro il futuro vincitore da ogni modifica normativa e organizzativa, proprio a ridosso di un totale ripensamento da parte della Regione Puglia dell’intero sistema di gestione del ciclo dei rifiuti.

Quindi, nel frattempo che, con un bando da nove anni si assicura al futuro vincitore un lungo monopolio sul territorio, si assicura, in parallelo, a Igeco, attuale gestore del servizio di raccolta rifiuti, il perpetuarsi, contro la legge, della gestione del servizio, che rimane saldamente nelle loro mani.

Casarano infatti, al contrario di altri Comuni, tra cui Parabita, proroga, contro la legge, l’attuale appalto a Igeco, che continua a gestire il servizio.

Per Igeco lavora, o meglio lavorava prima che venisse sparato e ridotto in fin di vita, Luigi Spennato, personaggio continuo al clan Di Emidio, poi al clan Giannelli-Montedoro e ad Augustino Potenza.

E siamo arrivati ad oggi.

Dopo la denuncia del 6 marzo scorso del Pd cittadino, e l’interrogazione del consigliere regionale Sergio Blasi, il sindaco di Casarano, dopo aver dato delle risposte al Pd che vengono immediatamente sbugiardate dai fatti, si affretta a pubblicare, l’8 marzo, dopo appena due giorni, il bando per affidare provvisoriamente il servizio, solo per la città di Casarano, per 24 mesi (ECCO L’AVVISO)

Peccato che l’appalto sia stato già prorogato (ripetiamo, contro legge) a Igeco e che dunque s’è creato artatamente un groviglio di diritti acquisiti difficile da districare, se non rischiando di gravare ulteriormente sulle casse comunali, già in rosso e già commissariate per il Bilancio.

La questione tuttavia è molto più chiara di quello che sembri: da ben due anni il sindaco di Casarano, da sindaco e da presidente dell’Aro9, affetto da movimentismo cronico, imbriglia la gestione dei rifiuti nei sette Comuni dell’Aro9. Dà l’impressione di fare tantissimo, per ottenere l’obiettivo che tutto resti fermo.

Tutto deve cambiare, perché nulla cambi. Come nella migliore tradizione. A beneficio di pochi e a svantaggio di tutti.

LEGGI QUI LA DENUNCIA DEL PD DI CASARANO

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LEGGI QUI LE PUNTATE DELL’INCHIESTA “RIFIUTI S.P.A: QUEL BANDO NON S’HA DA FARE” (prima puntata 2015) con cui abbiamo denunciato i fatti:

Rifiuti S.p.A: “Quel bando non s’ha da fare”

Asse Rosafio-Macculi: tangenti e rifiuti

M5Z a Loizzo: “Rischio illeciti e infiltrazioni mafiose in Aro9”

Santorsola al M5S: “I Comuni dell’Aro9 sono contro legge”

Bando rifiuti da 33 milioni: il prefetto vuole vederci chiaro

Aro9, Sticchi Damiani e il vicolo cieco

 

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Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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