Diagnosi precoce dei tumori: in arrivo il test del palloncino

L’Università di Bari con un gruppo di aziende, capeggiate da Predict S.r.l. al lavoro per costruire un’incredibile “macchinetta” per la analizzare il respiro

 

Diagnosticare in anticipo i tumori? Basta un soffio. Sarà sufficiente analizzare il respiro umano per individuare le patologie più diffuse. Non è fantasanità.

Lo ha dimostrato una ricerca di base dell’Università di Bari, conclusa e pubblicata qualche anno fa sulle più autorevoli riviste scientifiche e riportata sui più autorevoli mass media mondiali come la BBC e la CNN.

Si passa ora alla fase di pre-industrializzazione.

Significa che si studierà il modo per applicare la ricerca e renderla “utile” attraverso strumenti di diagnosi precoce dei tumori. Immaginiamo il “test del palloncino” per verificare sui guidatori il superamento dei livelli di alcool nel sangue. Ecco: con la stessa facilità, soffiando in una “macchinetta”, si potrà diagnosticare il cancro al colon, alla mammella, all’utero e alla prostata. Entro il 2018 sarà pronto il primo prototipo dell’apparecchio.

Un sistema diagnostico ”smart”, cioè a zero impatto sul paziente ma di massima affidabilità. Sarà perciò possibile avviare campagne di screening e prevenzione ad ampio raggio sulla popolazione.

Il progetto si chiama “Inside the breath”, ed è uno dei 31 cluster finanziati, per un totale di 66 milioni, dalla Regione Puglia.

 

INSIDE THE BREATH- IL PROGETTO

Nel respiro umano si trova traccia di processi che si sono sviluppati nell’intero organismo e che, attraverso il sangue, raggiungono i polmoni per poi essere rilasciati attraverso il respiro.

Potenziando questa tecnica diagnostica, il progetto “Inside the breath”, si propone di rilevare nel respiro molteplici patologie a carico del sistema gastro-intestinale, respiratorio, del sistema nervoso centrale e periferico, infezioni del tratto respiratorio, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), cancro della mammella, dell’apparato genitale, della prostata e cancro al colon retto. Quest’esame diagnostico può essere utilizzato anche per monitorare alterazioni metaboliche indotte da interventi chirurgici o dall’esposizione a sostanze inquinanti.

Obiettivo finale è l’utilizzo, entro il 2018, della tecnica messa a punto dal progetto “Inside the breath” per eseguire screening di massa per la diagnosi precoce delle più diffuse patologie e carcinomi, con un nuovo approccio smart e non invasivo: non più prelievi del sangue ma un solo soffio in un palloncino.

Abbattimento dei costi di prevenzione per il sistema sanitario pubblico dunque, in quanto le attuali tecniche diagnostiche (quali analisi del sangue o altro), diventano esami di secondo livello.

Sarà però decisivo, per la riuscita della screening di massa, riuscire ad infondere fiducia nei pazienti nei confronti dell’innovazione in campo medico.

Abituati infatti a sopportare tecniche invasive sono portati erroneamente a pensare che l’efficacia della diagnosi dipenda dal livello di sofferenza affrontata. Si pensi ad esempio che cosa possa significare per una persona già sofferente sostituire la colonscopia con un soffio in un palloncino e avere la certezza che il risultato sarà parimenti efficace se non addirittura con un margine d’errore inferiore.

 

LA RETE DI AZIENDE

Il bando “cluster” della Regione Puglia si pone l’obiettivo di mettere in rete le competenze delle aziende private con gli enti di ricerca. Il raggruppamento che svilupperà il progetto “Inside the breath” vede la partecipazione come capofila, attorno all’Università di Bari, di Predict srl, Wel.Co.Me. srl e Reti Meridiane. Ecco il profilo dei 4 componenti il “cluster”:

Predict s.r.l. è un’impresa commerciale specializzata nei sistemi ecografici e radiologici di imaging diagnostico (partner di GE Healthcare). Gli obiettivi di Predict, in qualità di capofila del “cluster”, riguardano diversi ambiti: l’integrazione della tecnologia di chimica analitica e lo sviluppo del software per l’analisi dei metaboliti gassosi presenti nell’espirato, la creazione del database di breathomica e la prototipizzazione dell’apparecchiatura per l’analisi del respiro.

Università degli Studi di Bari: l’ateneo partecipa al “cluster” con il suo Dipartimento di Biologia, con la supervisione del prof. Gianluigi De Gennaro, e con la facoltà di Medicina, attraverso il coordinamento del prof. Donato Francesco Altomare. Si deve a questo team multidisciplinare dell’Università di Bari la pubblicazione, sulle più autorevoli riviste di settore, della ricerca di base sulla breathomica, che ha dimostrato l’attendibilità dei risultati dell’analisi del respiro nella diagnosi precoce dei tumori.

Wel.Co.Me. s.r.l. è una spin off accademica fondata da docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università di Bari. Wel.Co.Me. cura la programmazione sociale e segue progetti di ricerca e valutazione per enti pubblici, imprese private, agenzie formative. Nell’ambito del “cluster” l’azienda si occuperà di definire un modello di valutazione sull’efficacia dell’utilizzo di questa tecnologia, elaborando i necessari questionari e griglie di valutazione.

Reti Meridiane è un consorzio di cooperative sociali al servizio del territorio e dello sviluppo dell’imprenditorialità sociale. Una capillare rete di imprese che, nell’ambito del cluster “Inside the breath”, si occuperà di promuovere il progetto ed effettuare le rilevazioni del soffio coinvolgendo i servizi socio-assistenziali gestiti dalle cooperative socie. Obiettivo: facilitare il campionamento delle rilevazioni di “respiri” da raccogliere e analizzare.

 

 

IL COMMENTO DEL RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI BARI

Grande soddisfazione è stata espressa da Antonio Felice Uricchio, Rettore dell’Università degli Studi di Bari che, con il Dipartimento di Biologia, è partner del cluster Inside the Breath. “Questa iniziativa rappresenta la chiara testimonianza e la tangibile manifestazione – ha dichiarato il Rettore Uricchio – di quanto l’Università si collochi sul territorio come motore principale di generazione della conoscenza scientifica, messa a servizio delle imprese per co-progettare e sviluppare soluzioni utili a rispondere ad esigenze concrete dei cittadini: è il caso di questo progetto cluster “Inside the Breath” che intende mettere a punto una soluzione per l’indagine di screening non invasiva per la diagnosi precoce di malattie tumorali e non.
L’Università esplica, mediante queste azioni, la sua terza missione, ovvero il matching tra conoscenze di eccellenza ed i bisogni di innovazione tecnologica industriale, in un percorso condiviso di entrepreneurial discovery”.

 

IL COMMENTO DELL’ASSESSORA ALLO SVILUPPO ECONOMICO

Abbiamo sostenuto questo progetto sin dalla nascita – ha detto l’assessora allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Caponee adesso lo vediamo crescere e prepararsi non solo a conquistare fette di mercato, ma a semplificare la vita dei cittadini e delle cittadine della Puglia e del mondo. Poter ottenere una diagnosi precoce semplicemente soffiando è un’evoluzione straordinaria, è un dono dalla Puglia al mondo. La Regione ci ha creduto, così come crede nel grande potere moltiplicatore di un investimento in ricerca. Questo progetto in particolare si è aggiudicato l’incentivo della Rete dei laboratori pubblici di ricerca, nella fase iniziale, e oggi quello dei Cluster tecnologici regionali. Un investimento complessivo di neanche 2 milioni di euro che genera tuttavia vantaggi e benefici enormi per la salute dell’uomo. Per questo con la nuova programmazione del fondi strutturali abbiamo chiesto alle imprese di fare ancora più ricerca. Le aziende ci hanno ascoltato ed hanno impresso un’accelerazione straordinaria. Oggi sono quasi 366 milioni gli investimenti già programmati in ricerca e sviluppo in poco più di un anno e mezzo. In questi progetti spesso le università pugliesi sono parte attiva. A loro chiediamo di assumere in pieno questo ruolo nella ricerca industriale, sfruttando tutte le opportunità offerte dai nostri incentivi”.
Anche il prof. Gianluigi De Gennaro, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, ha salutato con entusiasmo questo secondo step della ricerca (la fase di industrializzazione, al termine della quale, si disporrà della tecnologia per la diagnosi attraverso l’espirato). Fu proprio da una sua intuizione che, oltre sette anni fa iniziò la fase di ricerca di base. Oggi ha dichiarato: “Finalmente riusciremo a portare sul mercato ed a rendere disponibile per la collettività questa semplice ed efficace tecnologia diagnostica. Un’indagine così poco invasiva consentirà un più facile screening di una grande fetta di popolazione e individuare tempestivamente le patologie… dall’asma nei bambini ai tumori

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Info sull'autore

Mario Maffei

Giornalista professionista, laurea in Bocconi, esperto di divulgazione scientifica. Un'unica grave perversione: la politica

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