Lecce: il delfino designa il grillino

Se il conflitto d’interessi è l’ossessione di ogni buon giornalista, ci domandiamo quante notti insonni stia passando Mauro Giliberti in questo periodo, perché dopo la designazione arrivata da Raffaele Fitto in persona come candidato sindaco del centrodestra a Lecce, compare fra gli iscritti al meetup “Salentini uniti con Beppe Grillo” dal 13 aprile 2013 ed ha partecipato come simpatizzante a diverse riunioni nella prima sede del Movimento, in Corte dei Romiti, nei pressi di piazza Duomo a Lecce.

Sì, Giliberti è un grillino conclamato. Si poteva capire dal fatto che Vespa gli affidasse sempre, in esclusiva praticamente, i servizi sul M5S, compito che il nostro svolgeva con zelo rigoroso, ça va sans dire, ma la prova è nel link ufficiale dei meetup del Movimento 5 stelle.

Non sappiamo se il nostro Gil è uno dei titolari del diritto di voto della ristretta cerchia (circa 130 mila persone in tutta Italia, i cui nomi sono segretissimi) del popolo grillino che conta e decide. Potrebbe aver detto la sua sulla lista di proscrizione dei giornalisti sgraditi al Portavoce, o sul tribunale del popolo evocato da Grillo per giudicare l’informazione; questo per dire solo degli aspetti più eclatanti del rapporto che si è instaurato fra la libera informazione di questo Paese e l’ideologia del Movimento 5 Stelle, e per tacere delle altre cento sfaccettature che caratterizzano la risposta grillina al sistema dei partiti. Iniziato, come è noto, da un sonoro e liberatorio vaffanculo.

Chissà che cosa ne pensa il “vero” candidato sindaco del M5S Fabio Valente di questo candidato-competitor del voto pentastellato, infiltrato dai salotti buoni della borghesia leccese di destra!

Oggi, Mauro Giliberti, giornalista leccese con un lungo cursus honorum nelle tv locali, arruolato nella squadra di sua maestà Bruno Vespa in Rai, versante Porta a Porta, pare che sarà candidato del centrodestra alla successione di Paolo Perrone (anche se non mancano le reazioni negative), su indicazione di Fitto, ex delfino di Silvio Berlusconi.

Che non avesse il profilo del cronista d’assalto ne erano certi tutti. E che frequentasse i Palazzi anche, tanto da darne in affitto un paio di suoi alla Provincia (clicca qui per approfondire): quel garbo, fino alla prudenza, nel porre domande nelle interviste connotano Giliberti come ottimo praticante di sartoria, dove le trasmissioni si cuciono su misura come un abito (dalla mitica citazione dell’Almanacco di mastro Vespa).

Ma il primo mentore di Giliberti è Paolo Pagliaro, l’editore leccese con trascorsi in chiaroscuro politici e personali (già candidato trombato nelle primarie scorse, per tacere di fallimenti aziendali e “domiciliari” certificati, il quale oggi si trova nientemeno che nel raggio magico di Berlusconi). E’ Pagliaro che impone la primogenitura sull’opzione Giliberti che forse mette fine alle furibonde liti nel centrodestra, diviso tra Roberto Marti, Gaetano Messuti, Saverio Congedo e chissà quanti altri: “L’idea l’ho avuta io tre mesi fa”, ha dichiarato ad un giornale.

Non resta che una speranza: che il collega ci pensi bene e poi rifiuti. Un passaggio come questo è per sempre, ma se decide di farlo, gli auguriamo buona fortuna in un mondo che non è il suo, dove sarà ostaggio di burocrati e clientes, logge massoniche e deficit di bilancio, corporazioni e ricatti incrociati. Forse rimpiangerebbe, il caro Gil, il bel lavoro che ha fatto per tanti anni, quando al massimo gli bastava dire signorsì a Vespa o a Pagliaro per vivere felice.

 

Articolo correlato (26 maggio 2011): Gli affitti percepiti da Giliberti da parte della Provincia di Gabellone

Link utile: La pagina personale di Glilberti sul sito dei meetup del Movimento 5 stelle

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Info sull'autore

Mario Maffei

Giornalista professionista, laurea in Bocconi, esperto di divulgazione scientifica. Un'unica grave perversione: la politica

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