Solidarietà al Tacco d’Italia. L’inchiesta sul boss scu rilanciata da siti nazionali

Dopo l’affissione dei manifesti del sindaco di Casarano Gianni Stefàno, in cui invita la cittadinanza a reagire contro l’inchiesta del Tacco d’Italia sul boss della sacra corona unita Augustino Potenza

manifesto casarano gianni-stefanoBeppe Giulietti, presidente della FNSI denunciava il grave atto intimidatorio nei confronti della direttora del Tacco. La denuncia è avvenuta nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di “Cose nostre”, la trasmissione che Rai1 dedica a cittadine e cittadini che con il loro semplice lavoro si oppongono alle mafie. La prima puntata di sabato 12 novembre è dedicata proprio alla storia decennale del Tacco d’Italia. Erano presenti alla conferenza stampa la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi e Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno. Bindi ha affermato che “il giornalismo d’inchiesta è un bene da difendere” perché per contrastare la mafia “non servono eroi, ma cittadini che fanno quotidianamente il loro dovere. Per troppo tempo tutti noi ci siamo affidati a ‘un supplente’, le associazioni antimafia che sono importanti ma non sufficienti. Il mafioso condiziona il nostro mondo, la nostra economia, le nostre scelte. Bisogna ammettere che le mafie esistono e non negarlo. E’ necessario non ridurre il fenomeno mafioso a un fenomeno di costume. E’ importante che i giornalisti ci raccontino la realtà così com’è, che ci mettano di fronte al male. E’ il presupposto per creare una cultura di resistenza”.

La Federazione nazionale della stampa e Assostampa Puglia in un comunicato congiunto hanno richiesto la rimozione dei manifesti. “Accendere i fari della cronaca su vicende che interessano la vita pubblica e il legittimo diritto alla sicurezza di una comunità, esercitando il sacrosanto diritto di cronaca a tutela dell’informazione dei cittadini di Casarano – scrive FNSI e Assostampa in una nota – non può autorizzare il sindaco a lanciare appelli pubblici anche via Facebook nei quali mettere alla gogna l’autrice degli articoli chiamando la cittadinanza a non meglio precisate reazioni per difendere l’onorabilità della città. Nessuna notizia né informazione potrà mai ledere i cittadini onesti che hanno il diritto di essere informati su ciò che accade nella loro comunità, semmai potrà aiutare la vita democratica di tutti i casaranesi e tutelare la stessa pubblica amministrazione da possibili tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata laddove non sia già accaduto.

Esporre alla pubblica gogna una giornalista e il lavoro che ha svolto, rischia invece di prestare il fianco a quei pochi che non vedono l’ora che si smetta di parlare o approfondire tali vicende e che, per questo, sono pronti a rivalersi minacciando finanche la vita dei cronisti che raccontano coraggiosamente tali vicende.
Stessa richiesta di rimozione dei manifesti da parte dell’Ordine regionale dei giornalisti, in quanto “Proprio le istituzioni democratiche devono essere invece uno dei presidi a difesa della libertà di stampa che è uno dei pilastri di ogni vera democrazia”.

Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, ha rilanciato l’inchiesta su Augustino Potenza, pubblicandola sul proprio sito e invitando tutti i colleghi a farlo sulle proprie testate. “Le mafie vogliono intimidire. Vogliono tappare la bocca, scrive Usigrai. A chiunque sveli i loro affari, i loro intrecci.

Ma soprattutto le mafie vogliono isolare chi parla, chi racconta, chi denuncia. Isolarli per renderli più vulnerabili.

È nostro dovere invece stringerci attorno alle giornaliste e ai giornalisti minacciati. Da chiunque e da qualunque parte arrivino le minacce. Come? Esprimendo loro la nostra solidarietà, sicuramente. Ma non solo.

Per proteggerli, per “scortarli”, bisogna dare voce alle loro inchieste, amplificarle.
Per dire a chi li minaccia che quei giornalisti non sono soli. Sono parte di una squadra, numerosa. La squadra di chi crede nella legalità. Di chi combatte il malaffare. Di chi lotta contro le mafie.

Ecco perché abbiamo deciso di pubblicare sul sito Usigrai l’inchiesta di Marilù Mastrogiovanni, direttrice de Il Tacco d’Italia, vittima in questi giorni di intimidazioni e insulti. La sua storia sarà raccontata anche nella prima puntata dalla seconda edizione del programma di RaiUno “Cose Nostre”, ideato e curato da Emilia Brandi, in onda sabato 12 novembre in seconda serata”.

Anche FNSI ha riproposto l’inchiesta, invitando tutti ad accendere un faro sulle inchieste dei giornalisti minacciati.

Il Partito Democratico di Casarano ha ribadito in un comunicato che la stampa viene attaccata sempre più spesso proprio da coloro che per il ruolo pubblico e istituzionale che ricoprono dovrebbero farsene garanti.

Ossigeno per l’Informazione, lo sportello che monitora la libertà di stampa e fornisce assistenza ai giornalisti minacciati attraverso il suo direttore Alberto Spampinato ha dichiarato: “Spero che i cittadini di Casarano – ha dichiarato Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno – rispondano all’appello del sindaco schierandosi dalla parte di questa coraggiosa giornalista che ha ricostruito i fatti nel loro interesse. Purtroppo gli episodi di grave intolleranza di pubblici amministratori nei confronti di chi esercita il legittimo diritto di informazione sono numerosi. Ogni volta che si verificano dobbiamo mostrare, con gesti concreti di solidarietà, che la vittima di turno non è isolata”.

Gi.U.Li.A. giornaliste, associazione di giornaliste “unite libere e autonome” Scrive: “Marilù è tutte noi, è il giornalismo come vogliamo che sia e per cui ciascuna di noi si batte ogni giorno, nella propria vita professionale e in pubblico tramite Gi.U.Li.A. Un giornalismo serio informato coraggioso.
Come quello della collega Marilù Mastrogiovanni, vigliaccamente attaccata per le sue inchieste dal sindaco di Casarano, in provincia di Lecce. Che evidentemente ancora crede che l’ “onore” di una città si difenda nascondendo la sporcizia sotto il tappeto anziché difendendo il diritto dei suoi cittadini a venire correttamente informati”.

2 Commenti

  1. Avatar
    pier

    Ho visto ieri il servizio su Rai1. Quando si parlava inizialmente di mafia nel Salento mi sn incazzato perche’ cm al solito qualcuno dipingeva la mia terra in modo inesatto e parziale (per me rimane uno dei posti piu’ belli d’Italia). Dopo invece…quando si e’parlato di rifiuti speciali e di terra dei fuochi, di tumori..ho avuto un tuffo al cuore. Nn sapevo davvero…ero inebriato dal decantare la mia terra e dimenticavo di cio’ che sta al di sotto di essa. Continuate cosi’. Aprtitec gli occh i

    Reply
    1. Avatar
      Antonella Secli'

      Io dal 12 novembre non mi do pace. ….ho visto e rivisto il servizio di Marilù e…l ‘idea di un salento bello, turistico, osannato da tutti si è trasformata in profonda rabbia ed incredulita per non aver saputo prima cosa stia succedendo li….
      Io sono salentina ma vivo a parma da 23 anni ormai. …ma anche i miei amici e parenti sembrano avere gli occhi chiusi!…tranne mio padre, contadino anziano e quasi analfabeta, che si chiede cosa sia una strana patina nera che da qualche anno trova sui suoi agrumi…o che azzarda il sospetto che il male degli ulivi sia in realtà piovuto VOLUTAMENTE da qualche aereo….per poter creare dei bei villaggi turistici!!!!!
      Forza Marilù …sei tutti noi….noi salentini che speriamo ancora in qualcosa di buono per la nostra meravigliosa e preziosa terra!

      Reply

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!