Tap fa fagotto. Ecco perché il comune ha chiuso il cantiere

Mancavano tutti i a osta, anche quello della Sovrintendenza.

//L’ORDINANZA// Mancavano tutte le autorizzazioni, perfino il Durc (documento di regolarità contributiva). Tap non poteva fare i carotaggi

Mancano tutte le autorizzazioni richieste dalla legge per l’avvio di un cantiere come quello messo in piedi da Tap per l’esecuzione dei carotaggi in agro di Melengugno, contrada masseria Capitano. Il comune di Melendugno, dunque, come avevamo anticipato ieri, stamane ha bloccato il cantiere. Il decreto prefettizio del 30 maggio scorso non è una licenza ad uccidere: autorizza Tap solo ad introdursi nei fondi privati anche nel caso i proprietari non siano stati rintracciati e abbiano preventivamente autorizzato l’accesso di Tap. Per il resto, vige la legge. L’intero territorio interessato dai 44 carotaggi previsti, è sottoposto a vincolo paesaggistico (PUTT/P e vincolo ministeriale ex DM 1/12/70 ai sensi della legge 1497/39). Per questo, per fare i carotaggi, è prevista la presenza dell’archeologo. Che il 7, giorno del sopralluogo dei Vigili di Melendugno, mancava: i vigili hanno certificato l’assenza dell’archeologo mettendola a verbale, nonostante l’archeologo Michele Prencipe il giorno dopo abbia prodotto una relazione in cui dichiara di essere stato sempre presente sul cantiere. A parte il mistero dell’archeologo scomparso, erano ‘scomparsi’ anche diversi documenti, che i vigili hanno chiesto al momento del sopralluogo e di cui i tecnici Tap erano sprovvisti. //Tutti i documenti mancanti In particolare mancavano: l’autorizzazione della Sovrintendenza ad eseguire quei carotaggi; la comunicazione della ditta esecutrice dei lavori; la comunicazione del direttore dei lavori e addirittura mancava il Durc, documento attestante la regolarità contributiva dei lavoratori. Mancava inoltre il piano di sicurezza, il piano antisismico e il piano antincendio, mancanza già rilevata dai vigili del fuoco e per la cui presentazione Tap aveva chiesto una proroga di 45 giorni. Significa che Tap avrebbe prodotto tali certificati dopo la fine dei lavori, nonostante si debbano presentare prima e debbano essere vidimato dai vigili del fuoco, che dunque autorizzano, a monte, e non a valle, l’apertura del cantiere. D’altra parte, scrive il dirigente dell’Ufficio tecnico di Melendugno, l’architetto Salvatore Petrachi, “gli interessi pubblici sottesi ai vincoli che attingono l’area oggetto d’intervento, la cui tutela è delagata in prima battuta al comune, non consentono la prosecuzione delle ispezioni in assenza delle prescritte autorizzazione e a osta”. Inoltre, scrivono gli Uffici, “nella comparazione degli interessi in gioco appare prevalente la tutela del territorio rispetto a quella dell’iniziativa economica privata, anche considerato che si tratta ancora di una fase d’indagine propedeutica alla approvazione definitiva del progetto”. E’ per tutti questi motivi che il Comune ha sospeso in via cautelativa i lavori di carotaggio, riservandosi di prendere ulteriori provvedimenti per il ripristino dello stato dei luoghi. L’ordinanza è immediatamente esecutiva. Tap non ha potuto far altro che fare fagotto ed andare via.

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