Marco Potì: ‘I carotaggi si dovevano fare prima della Via del Ministero’

La farsa di un documento di Valutazione d’impatto ambientale rilasciato dal Ministero senza prima valutare, sul campo, l’impatto

//ITER ALL’ITALIANA// I carotaggi erano propedeutici all’ottenimento della Via del Ministero. ‘Tap ha forzato la mano per dire che è tutto deciso. Ma è falso’

Davide contro Golia. Ma qui non servono fionde, né pietre, né violenza fisica e verbale. Qui carta canta. E studiando e rispettando le leggi e le procedure, il piccolo Davide-Melendugno sta riuscendo a tener testa a Tap, Europa, Renzi e Governo tutto. Studiare le carte, rispettare le leggi: così la Provincia di Brindisi, difesa dall’avvocato –Roberto Fusco, bloccò la costruzione del rigassificatore, perché non aveva rispettato la direttiva europea 337/85 sulla Via e quella 62/96 sulla comunicazione ai territori. A causa della non ottemperanza a tali direttive, e proprio a seguito del ricorso della Provincia di Brindisi, la comunità europea addirittura aprì verso l’Italia una procedura d’infrazione. Brindisi contro Britich gas italia. Melendugno e la Regione Puglia contro Tap. Davide contro Golia. Al centro, i diritti. Il rispetto delle leggi. Le carte, che cantano. Non a caso ricordiamo la vicenda del rigassificatore di Brindisi. Il cantiere fu sequestrato nel 2007 per occupazione abusiva del demanio e lo stesso anno, a seguito di indagini della –digos di Brindis e della Guardia di finanza, furono arrestati e poi rinviati a giudizio con l’accusa di corruzione e falso, l’ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino, l’imprenditore marittimo Luca Scagliarini, e furono fermati ai domiciliari tre ex dirigenti della British Gas. Il motivo: “Sarebbe stata costituita una società di comodo che si chiama Iss, riconducibile a Antonino e a Scagliarini, alla quale sarebbero stati fatturati da British Gas lavori che poi non sarebbero stati eseguiti, per agevolare l’iter di approvazione del rigassificatore”. Il primo grado si è concluso nel 2012 con la confisca della colmata di Capo Bianco, nel porto di Brindisi e il proscioglimento per prescrizione di tutti gli imputati, del presidente protempore di British Gas Italia, Franco Fassio (cinque mesi, pena sospesa). L'iter autorizzativo e amministrativo si è chiuso invece, dopo la sospensione delle autorizzazione da parte del Governo Prodi, con il recesso unilaterale da parte della British gas della concessione dell'area demaniale di Capo Bianco ratificato dal Comitato portuale nel novembre scorso. Tutto questo come s’intreccia con il gasdotto Tap? Nella riunione che si è tenuta ieri a Bari presso la V Commissione, era presente anche il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, che si è detto disponibile a concedere l’approdo a Tap, se in cambio la città avrà ulteriori finanziamenti per risanare alcune zone già incluse nei Sin (Sito inquinati d’interesse nazionale). LEGGI QUI IL DOSSIER DI GABRIELE CAFORIO SUI SIN IN PUGLIA Consales in V Commissione si è mostrato disponibile ad accogliere l’approdo di Tap, in cambio della bonifica immediata della discarica di Micorosa e la realizzazione della fogna nera nella zona industriale di Brindisi, dove la fogna manca. Ma è proprio lì che si doveva fare il rigassificatore, osteggiato con tutte le forze dalla comunità brindisina, dagli ambientalisti e dalla stessa Regione Puglia, che con Vendola ha partecipato perfino alla manifestazioni in piazza. Non sarà facile dunque per Consales fare inghiottire questo rospo ai suoi concittadini, dal momento che già son riusciti a sputare il primo. Che succederà ora? Abbiamo sentito il sindaco di Melendugno marco Potì, che ci ha spiegato i passaggi che oggi in avanti dovrà compiere l’iter autorizzativo di Tap. “Da oggi – ci ha spiegato il sindaco – iniziano le procedure per l’ottenimento dell’Autorizzazione unica da parte di Tap. Tra i pareri che pesano ai fini dell’ottenimento dell’Autorizzazione unica, vi è anche quella della Regione Puglia. Se la Regione dovesse esprimersi negativamente sull’approdo a San Foca, ci sarebbero altri sei mesi per l’istituzione di un comitato tecnico che trovi l’alternativa. Questo ai sensi del Testo unico sugli espropri (articolo 52, comma 5, Testo unico sugli espropri dpr 8giugno 2011 n.327)”. Oggi intanto sul sito del Comune sono stati pubblicati gli avvisi relativi ai carotaggi: resteranno ‘affissi’ 20 giorni perché la cittadinanza ne prenda visione e poi i proprietari hanno ulteriori giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni. “E’ una procedura propedeutica all’ottenimento della Valutazione d’impatto ambientale, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente. I carotaggi si dovevano fare prima, proprio per verificare la presenza o meno di “emergenze archeologiche”. Nonostante mancassero queste indagini (come peraltro segnalato più volte dalla Regione e riportato dal Tacco), il Ministero ha rilasciato la Via, consentendo questa forzatura di farli ex post”. Ma come è possibile? Il documento che attesta l’impatto ambientale rilasciato prima di attestare realmente, sul campo, coi carotaggi, l’impatto ambientale stesso? “E’ così che è successo. La Tap credo abbia voluta fare questi carotaggi ora per dare un’accelerata anche nell’opinione pubblica: far vedere che ormai è tutto deciso, che non si può fare a. Mentre in realtà non è stato deciso affatto e abbiamo i mezzi (cioè la legge) e il tempo per opporci. L’impegno è lavorare con i territori subito per cercare soluzioni alternative. Con questo percorso iniziato con la Regione puglia Tap avrebbe meno problemi: piuttosto che continuare a battere la testa su San foca, farebbe bene a trovare un’alternativa. Per noi non ci sono compensazioni o ristori che ci possano far cambiare idea”. Oltre alla procedura per l’ottenimento dell’Autorizzazione unica, in cui la Regione dovrebbe far pesare il suo “no”, c’è anche il contenzioso tra Regione e Tap sull’obbligo di ottemperare o meno alla normativa Seveso. Uno snodo importante: è proprio su un ricorso simile infatti che vinse all’epoca la Provincia di Brindisi contro British gas, costringendo l’allora Governo Prodi a sospendere l’Autorizzazione unica che il governo Berlusconi aveva rilasciato in fretta a furia. MLM

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