Acceleratore lineare al Fazzi. Elekta spa è interessata

C’è iter e iter. Casi identici vengano trattati con pesi diversi

//DOPPIA VELOCITA’// Al Fazzi procedure veloci per la Elekta spa. La domanda dell’acceleratore di Calabrese, presentata prima, invece è ferma

Importante passo avanti nell’acquisto dell’acceleratore lineare al “Vito Fazzi”. Il 3 ottobre scorso la ditta Elekta Spa di Agrate Brianza ha fatto pervenire all’area patrimonio della Asl la propria manifestazione di interesse. Tradotto in soldoni – dice l’associazione Salute Salento, che ha reso nota la notizia – vuol dire che la rappresentante in Italia della multinazionale svedese Elekta, con sede a Stoccolma, si è dichiarata ufficialmente disponibile ad aggiornarel’intero reparto di Radioterapia del “Vito Fazzi”, dotandolo delle più recenti tecnologie diagnostiche. «Adesso si dovrà attendere fino alle ore 14 del 16 ottobre, termine ultimo per la presentazione delle disponibilità da parte di altre ditte», spiega la dottoressa Eleonora Manfredi, che sta seguendo da vicino l’iter dell’avviso volontario ex ante, «E se ci saranno altre offerte si dovrà adottare un’altra procedura». A quanto è dato di capire, Elekta Spa dovrebbe essere l’unica ditta interessata. Ma non si possono escludere sorprese dell’ultima ora, soprattutto in termini di ricorsi o, addirittura, di «limatura» del prezzo al ribasso. Come si ricorderà, nella delibera del 23 settembre scorso, la Asl aveva definito le caratteristiche che dovrà avere l’acceleratore di ultima generazione, le compatibilità con il resto dei macchinari e i lavori da effettuare nel bunker. Tutto con la somma a disposizione, di 2 milione e 700mila euro, da non superare. Queste le caratteristiche richieste dai tecnici della Asl: un acceleratore lineare per Radioterapia Multy-energy top level, con sistemi Igrt (ad immagini guidate) e Vmat (erogazione di radiazioni in modo dinamico, a volume modulato) comprensivo di tutti gli accessori che lo rendano compatibile con il sistema di acceleratori già in uso alla Radioterapia dell’Oncologico del “Vito Fazzi”; l’istallazione, i lavori e le opere di adeguamento dell’attuale bunker di Radioterapia (diretto dal dottore Mario Santantonio); il collaudo; l’interfacciamento e la continuità di funzionamento con gli attuali sistemi informatici in uso; la garanzia e l’assistenza tecnica post vendita “full risk” per 2 anni. Quello del Fazzi non è l’unico acceleratore lineare in arrivo in Provincia di Lecce: dall’11 luglio scorso infatti giace presso gli Uffici regionali e della Asl di Lecce la richiesta di installare un acceleratore lineare di ultima generazione a Cavallino, presso il Centro Calabrese. A quella richiesta ha risposto solo il comune di Lecce, mentre da Asl e Regione tutto tace. Si spera quindi che la Asl acceleri, è il caso di dirlo, su tutti i fronti e non solo sul fronte della Elekta spa. Oerché i due acceleratori lineari attivi al Fazzi sono vecchi di 15 e 20 anni e un solo acceleratore, sebbene di ultima generazione, non basterà a sostituirli.

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