Quando la cultura diventa monnezza/2

Axa, che per la Provincia raccoglie rifiuti, ora gestisce l’intero sistema museale provinciale. E cerca idee

//LA CULTURA DA BUTTARE// Oggi Axa invita gli operatori culturali a dare idee per la gestione dei (suoi) sistemi museali provinciali. Ma chi valuterà le idee?

Chiedo scusa se insisto, ma mi sento in dovere e non mi rassegno a quello che leggono i miei occhi. Oggi, sono stata invitata presso il Convitto Palmieri da “Axa servizi ambientali” che si occupa di deblattizzazione, derattizzazione, pulizia strade, smaltimento rifiuti, ecc insieme agli “operatori culturali con l'intento di esaltare la creatività attraverso la contaminazione di stili, esperienze, modalità espressive e saperi diversi”. Sempre “Axa servizi ambientali” m’invita, “con tutti gli operatori culturali, a presentare idee e proposte per partecipare alla programmazione definitiva delle attività culturali del Convitto Palmieri per la stagione 2014/2015. Lo scopo, mi spiega “Axa servizi ambientali”, è la “condivisione, divulgazione e valorizzazione del patrimonio “comune” di esperienze e di iniziative al fine di riutilizzare al massimo le potenzialità dei contenitori culturali oggetto della Concessione tra AXA e la Provincia di Lecce, grazie allo sviluppo di una rete di relazioni tra le realtà culturali sia del pubblico che del privato”. All’incontro “saranno presenti l’amministratore di Axa e il Vicepresidente della Provincia”. Leggo anche sul sito dell’associazione “Fucina futuro” di cui fa parte l’amministratore di Axa, che Axa si occupa di: • Servizi di Igiene Urbana • Bonifiche siti inquinati e amianto/eternit • Raccolta rifiuti liquidi e solidi • Gestione impianti depurazione • Verifica rendimento energetico • Servizi di utility (Portierato, custodia, servizi ambientali) E leggo che “dal 1 Giugno 2014 AXA sarà il concessionario del sistema museale della Provincia di Lecce che comprende il Convitto Palmieri con la Chiesa di san Francesco della Scarpa e il Museo Castromediano”. E mi chiedo se le mie idee e quelle degli altri “operatori culturali” dovrebbero essere valutate da chi si occupa di “bonifiche siti inquinanti”, “raccolta rifiuti solidi e liquidi”, eccetera. Poiché Lecce è la Firenze del sud, mi chiedo se, per esempio, gli Uffizi, affiderebbero il loro sistema museale a chi lava i loro pavimenti. Così, tanto per fare tutto un unico “muzzu”, come si dice nel Salento, per fare un unico forfait. “Mi dai il servizio di portineria? Dai, è un affare”. “Si, te lo do, ma ci devi mettere dentro anche la programmazione culturale dell’intero sistema museale, che mi avanza”. “Ok, affare fatto”. “Aspetta, sai fare pure cappuccini e granite? Così almeno abbiamo qualcosa da offrire a chi visita i musei”. “Mi organizzo”. “Ok qua la mano”. Come al mercato, sarà successo così… (preciso, per chi ha la querela pronta: questa si chiama ironia). Chi e con quali competenze, mi chiedo, selezionerà le “idee”? In base a quali capacità di progettualità di eventi culturali a tutto tondo, verrà stilato il “programma completo delle attività culturali del convitto Palmieri per la stagione 2014/2015”? Come si sentono gli intellettuali leccesi, gli artisti, i musicisti, i drammaturghi, chi si occupa di libri e di cultura prescolare, i cantanti di musica lirica, gli scrittori, chi si occupa di formazione, chi ha lauree e master specifiche in valorizzazione dei Beni culturali, in archeologia, in –comunicazione, in Restauro, chi è laureato all’Accademia, chi si fa un mazzo tanto per emergere senza abbandonare i suoi sogni e il suo talento, come si sentono tutti questi professionisti, molti anche di altissimo livello internazionale, a sottoporre le proprie idee all’attenzione di chi finora, si è occupato di ‘impianti di depurazione’, derattizzazione, deblattizzazione e via dicendo? Perché Lecce2019 è scesa così in basso? Capisco l’affidamento dei servizi di portineria e pulizia di tutto il sistema museale ad un unico soggetto, ma come è stato possibile il salto dell’accorpare tali servizi ai ‘servizi museali’ a tutto tondo, dell’affidare, con unica convenzione, la pulizia dei pavimenti e la programmazione dell’intera stagione culturale 2014/2015? Questo, si badi bene, è stato uno degli ultimi atti della Provincia, prima della sua dismissione. Se ne voleva lavare le mani, la Provincia, della Cultura, ed ci è riuscita. Affidandosi ad una ditta di pulizie. LEGGI ANCHE QUANDO LA CULTURA DIVENTA MONNEZZA/1

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