Burocrazia vischiosa. Minenna: ‘Suap di Ugento blocca da tre anni una clinica’

//GIUNGLA BUROCRATICA// Ugento. Una clinica di medicina estetica e chirurgia plastica. Riqualificando una cava dismessa. Ma non si può fare. Perché? Non si sa

Nei cassetti del Suap (Sportello unico attività produttive) di Ugento giace da tre anni un bel progetto per la realizzazione di una Clinica di medicina estetica e chirurgia plastica, con annessa beauty farm. Non è di quelle notizie che fanno venire l’acquolina alla bocca alle testate internazionali, come è successo per lo sdegno dell’imprenditrice inglese che gridava allo scandalo perché vorrebbe realizzare un megaresort che nel 2009 tutti volevano nell’uliveto secolare della Sarparea, e che ora nessuno vuole, non riuscendovi più per l’eccessiva burocrazia (è la sua versione: in realtà giace un ricorso al Consiglio di Stato e ora un esposto in Procura), ma c’è di che indignarsi, qui e ora. Perché se l’imprenditrice inglese vuole fare un resort nel bosco secolare, qui invece si tratta di riqualificare una zona degradata come una cava dismessa. Il progetto è della ditta “Giovanni Reho”, con sede a Milano ma radici proprio a Ugento. Giovanni Reho vorrebbe realizzare la clinica di medicina estetica in contrada Terenzano, riqualificando una cava dismessa che oggi è una discarica all’aperto, a due passi da Torre San Giovanni. Ma la Conferenza dei servizi convocata tre anni fa, il 7 dicembre 2011 e chiusa lo stesso giorno, ha liquidato progetto e imprenditore con un niet, senza però che si evincano dal verbale le reali motivazioni. Così che Giovanni Reho, avendo ripresentato la domanda per la riapertura della conferenza dei servizi nel febbraio del 2012, da allora attende, in un limbo fatto di lentezza, silenzio, mancanza di risposte. La vicenda viene ricostruita da Angelo Minenna in un’interrogazione urgente protocollata oggi al comune e rivolta all’assessora al Suap Daniela Anna Specolizzi. “Dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 07/12/2011 – scrive Minenna nell’interrogazione – non si evince una chiara volontà del Comune di Ugento, sulla realizzazione di questo importante istituto clinico in Ugento, se non una rassegnata accettazione delle volontà di altri Enti (Comune di Alliste in primis, dato che alcune particelle ricadono in quel territorio) che paventano rischi su rischi nella finitura di tale opera, senza, tra l’altro indicare soluzioni alternative su tale manufatto. Risulta al sottoscritto Consigliere Comunale interrogante che nel febbraio del 2012 il richiedente Giovanni Reho ha presentato istanza per la riapertura dei termini per una nuova Conferenza dei Servizi: a tal proposito giova ricordare che il sottoscritto Consigliere Comunale interrogante ha più volte chiesto lumi agli uffici comunali competenti, anche in forma scritta, senza ricevere né dal SUAP, né dall’Urbanistica risposta alcuna”. MInenna chiude l’interrogazione con un’amara considerazione: “Se opportunamente realizzata e con tutti i criteri di sostenibilità ambientale ed energetica, rappresenterebbe un unicum nel panorama della medicina estetica in tutta Italia, se non addirittura in tutta Europa. In tempi in cui, ancora oggi, nonostante le promesse e gli impegni della politica locale, l’edilizia e l’artigianato ugentino vivono periodi di limitazioni e di ristrettezze economiche, la realizzazione di tale opera rappresenterebbe un sicuro volano per le aziende ed i lavoratori di un settore ormai in affanno. Non solo: ma un siffatto progetto, se compiuto, rappresenterebbe piena e buona occupazione per diverse figure mediche e paramediche di Ugento e dell’intero territorio salentino che, in mancanza di procedure pubbliche di assunzione e/o di strutture sanitarie private che non esistono nella nostra Provincia, sono costretti a vivere periodi di precarietà lavorativa, se non addirittura a prendere le valige ed emigrare dal Salento”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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