Medicina estetica? No fai da te

Medicina estetica. Convegno a Lecce

Lecce. Le nuove frontiere della medicina estetica a Lecce. Anna Maria Stomeo del Poliambulatorio della Cittadella della salute allerta sul fai da te

Di Cesare Mazzotta Un viso disteso e ringiovanito. A Lecce un convegno per illustrare i miracoli della Medicina estetica. Lezioni pratiche su modelle per insegnare le nuove tecniche per rifarsi il look. Dal sorriso allo sguardo, dalla biostimolazione della pelle alla radiofrequenza. Si è svolto nei giorni scorsi (13 settembre) all’Arthotel & Parc il II° Convegno Salentino di Medicina estetica. Un workshop teorico-pratico per aggiornarsi sulle metodiche anti invecchiamento e sulle terapie alternative. Moderate da Anna Maria Stomeo (nella foto), le due sessioni del convegno hanno visto la partecipazione dei massimi esperti di Medicina estetica in Italia. La dottoressa Stomeo, dirige il Poliambulatorio della Cittadella della Salute, in piazza Bottazzi a Lecce e vanta un master di 2° livello in Medicina estetica conseguito a Roma, oltre ad essere docente del corso di perfezionamento di Medicina estetica all’università di Foggia. La lezione magistrale è stata affidata al professore Gianluigi Bertuzzi dell’università Tor Vergata di Roma. Hanno portato i saluti istituzionali il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta e il direttore del Distretto socio-sanitario Rodolfo Rollo. Fra le novità del convegno l’impiego dei “Fili Tecniche combinate”, una terapia alternativa alle iniezioni che consiste nel posizionamento di fili di Polydioxanone sotto la pelle del volto e del decolletè, totalmente riassorbibili in circa 7 mesi, senza effetti collaterali. Non sono mancate le dimostrazioni pratiche su modelle (che il vasto uditorio ha seguito su uno schermo), di metodiche di filler tossina, carbossiterapia, peeling, biostimolazione-biorivitalizzazione e terapia cellulare. Molto qualificati gli interventi di numerosi docenti dell’università Tor Vergata. «Purtroppo», ha allertato la dottoressa Stomeo, «Ci sono in giro molte prestazioni “fai da te”, affidate a macchinari che non potrebbero essere usati».

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