Foresio: ‘lo strano caso di via Condò’

Lecce, lo strano caso delle telecamere di via Condò, si gettano pneumatici e rifiuti. Ma l’occhio elettronico non li vede

Lecce. Discariche e latrine a cielo aperto, per strada e sotto i monumeti. Sotto l’occhio vigile delle telecamere. Ma funzionano? Se lo chiede Foresio (Pd)

La denuncia arriva dal consigliere comunale Paolo Foresio (Pd): “Si fa uno strano “non uso” delle telecamere in questa città. Prendiamo il caso di via Condò (quella che conduce all'ippodromo), dove le solerti sollecitazioni di un residente hanno portato alla nostra attenzione un caso abbastanza singolare. Nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, sono state collocate delle telecamere per controllare l'area e prevenire e reprimere il fenomeno di abbandono di rifiuti di ogni genere (in special modo, di rifiuti speciali come gli pneumatici). Un provvedimento richiesto a gran voce da oltre tre anni dai residenti della zona che trovavano in prossimità dei quei cassonetti una sorta di discarica permanente a cielo aperto. Gli stessi residenti, però, dopo l'installazione della videosorveglianza, non hanno visto le cose cambiare in meglio, anzi nuovi pneumatici sono stati abbandonati lì di recente. Quello che loro si chiedono e anche io mi chiedo, quindi, è: le telecamere sono o no in funzione? Se sì, sono stati identificati e puniti i trasgressori o almeno si è provveduto a denunciarli? La stessa domanda viene spontanea farsela per quanto riguarda il centro storico: c'è chi quotidianamente espleta i propri bisogni fisiologici vicino a chiese e monumenti, trasformando alcune strade in vere latrine in mezzo al Barocco leccese. Strade pure in questo caso videosorvegliate. Anche qui, la domanda sorge spontanea: ma le telecamere funzionano o sono state messe solo come deterrente e mi pare chiaro che nemmeno a questo stiano servendo? Chiamo alle sue responsabilità, dunque, l'amministrazione comunale perché ci chiarisca le idee e ci spieghi se i soldi dei contribuenti spesi per installare telecamere ovunque siano stati sprecati oppure no”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!