Estate: amore e odio/lato B

Bruno Martino cantato (e suonato) da altri

La canzone di Bruno Martino che inizialmente si sarebbe intitolata “Odio l'estate”, ma divenne “Odio le statue” in bocca a un presentatore frettoloso, passò per le ugole di Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni… E la lista potrebbe continuare a lungo, fino alle generazioni più recenti. Ma il trampolino internazionale lo trovò in João Gilberto, che durante una turné in Italia la scoprì e ne fece una bossa nova. Da allora entrò nel repertorio degli standard, accanto ai Gershwin e Cole Porter. E si farebbe ancor più lunga la lista dei jazzisti che, disfacendosi del testo come i cantanti d’opera (che lo spennellavano con la coloratura), l’hanno arricchita di note (qui Michel Petrucciani). Poi Bruno Martino tornò sul luogo, anzi sul tempo del delitto. Questa estate senza te non è vera estate, checché ne dica il vocabolario. Sul lato B di quest’altro famoso singolo ricambiò con un omaggio al Brasile e all’estate eterna, eppure ugualmente crudele quando la donna passa e non si ferma. Era la sua versione di “Garota de Ipanema”. Ragazza mia, se ti voltassi a ogni singolo “ah” degli ammiratori non andresti avanti di un passo.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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