Mannheimer su Tap. 33 persone la vogliono

//IL SONDAGGIO. Ispo, l’Istituto di Mannheimer ha fatto un sondaggio a campione sul gradimento Tap. 50 intervistati, 33 dicono si. Ma sono persone 'di peso'

L’Osservatorio Energia e Infrastrutture di Ispo, l’Istituto di studi sulla pubblica opinione di Renato Mannheimer ha condotto, per conto di Tap, un sondaggio a campione per misurare gli “atteggiamenti degli opinion leader pugliesi sulle principali infrastrutture del territorio”. Sono stati scelti 50 opinion leader pugliesi (tra direttori, vicedirettori, caporedattori di stampa generalista e di settore; presidenti, vicepresidenti, direttori di associazioni di categoria, di consumatori, ambientaliste; accademici di ingegneria ed economia; amministratori delegati, presidenti, direttori, imprenditori di grandi aziende; istituzioni locali) intervistati tramite metodologia CATI (Computer Assisted Telephone Interview). La questione energetica in Italia: opinion leader nazionali e locali a confronto Scrive Ispo: “L’atteggiamento generale degli opinion leaders pugliesi verso la questione energetica è allineato a quello degli opinion leader nazionali e mostra una certa preoccupazione, specie per temi legati alla dipendenza energetica dell’Italia dagli altri paesi ai costi dell’energia e all’impatto socio-economico-ambientale degli impianti”.

La conoscenza delle infrastrutture sul territorio pugliese “È stata innanzitutto rilevata la conoscenza delle infrastrutture sul territorio pugliese, chiedendo agli opinion leader locali un confronto tra quattro impianti energetici già attivi in Puglia o in fase di progettazione: la Centrale Enel di Cerano (attiva), TAP (non attivo), il Parco Eolico Matisse di Candela e Ascoli Satriano (attivo), il Parco Eolico Offshore di Tricase (non attivo). Tra le quattro infrastrutture citate, il gasdotto TAP è percepito come il più importante per lo sviluppo energetico del Paese e il più integrato con il territorio dal punto di vista ambientale e visivo, mentre occupa le principali posizioni in termini di occupazione e indotto e di compatibilità con la vocazione del territorio. È inoltre considerato tra i meno inquinanti e rischiosi per la salute”.

Da notare che la domanda era “quale fra questi impianti è il più importante…?” Gli intervistati erano perciò posti nella condizione di dover necessariamente rispondere scegliendo uno tra gli impianti proposti, dando per assunto che sono tutti importanti e che uno tra questi deve essere scelto come ‘il più importante’, stilando di fatto una graduatoria. Da notare che non è prevista la risposta “nessuno è importante”.

“È inoltre significativo notare come – scrive Ispo – nella descrizione spontanea di TAP, gli aspetti positivi (basso impatto visivo, utilità dell’opera, importanza di differenziare la fornitura di gas emergano più distintamente rispetto a quelli negativi (alto impatto ambientale, non risolve il problema della dipendenza energetica, danneggerà il turismo). Infine, senza sollecitazioni, un opinion leader su quattro ha voluto descrivere l’impianto e lo ha fatto in modo corretto.

Il grado di accettazione di TAP “Lo studio ha infine sondato il grado di accettazione di TAP da parte degli opinion leader locali. I due terzi degli opinion leader intervistati dichiarano di essere favorevoli al passaggio del gasdotto nel territorio di Melendugno, per le generali ricadute positive a livello nazionale, compresa la possibilità di diversificare la fornitura di gas, a patto di rendere l’opera il meno invasiva possibile per l’ambiente. Un terzo degli intervistati si dice, invece, contrario al passaggio di TAP per ragioni legate all’impatto negativo sul territorio e il disincentivo all’utilizzo di fonti energetiche alternative più sostenibili”.

La rilevazione (effettuata tra il 17 e il 27 giugno 2014) è stata condotta da intervistatori professionisti sotto lo stretto controllo di ISPO Ricerche, senza rivelare agli intervistati la committenza della ricerca. Considerato il numero esiguo degli intervistati, appena 50, e considerando che si tratta di “opinion leaders”, persone cioè che hanno anche un ruolo pubblico (inclusi i giornalisti) o incarichi pubblici o di categoria, abbiamo chiesto per iscritto a Ispo di fornirci i nomi degli intervistati o almeno le testate giornalistiche, le Università di riferimento, le associazioni di categoria. Vorremo anche sapere come è stato selezionato quel campione. Ci hanno risposto: “Non possiamo procedere alla sua richiesta sia per motivi normativi, sia deontologici. Lo stesso Committente della ricerca non e' a conoscenza di queste informazioni”. Vorremo poi sapere se quelle persone intervistate sono state informate di far parte di un campione così esiguo di “opinion” leaders e che dunque la loro opinione, così aggregata, avrebbe assunto questa forma e questo peso. Chiediamo perciò a chi tra il 17 e il 27 giugno sia stato contattato dall’istituto di Mannheimer di fare un gesto di trasparenza e anche di responsabilità: renda pubblico il suo (involontario) coinvolgimento nel sondaggio. E dica alla luce del sole come la pensa su Tap. Poiché si tratta di un’opera che coinvolge l’intero territorio, è giusto e doveroso che chi ha un ruolo pubblico esponga pubblicamente le sue ragioni sul gasdotto. Se poi si vuole sapere davvero come la pensano non 50 persone, sebbene importanti, per carità, ma i 4 milioni di pugliesi, si faccia un referendum. Con due domande semplici, senza manipolazioni: si o no.

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