Endometriosi e inquinamento ambientale, in arrivo la legge

Bari. E' una delle malattie più subdole che affliggono le donne. Una delle cause è l'inquinamento ambientale. Approvata la proposta di legge, pronto un Registro

La correlazione tra endometriosi e inquinamento ambientale è ormai provata. La malattia, che colpisce tre milioni di donne in Italia e che causa l’infertilità del 30-40% delle donne affette, è così dolorosa e invalidante che dal 2012 è stata inserita nelle nuove tabelle dell’INPS come causa di invalidità civile. Ora in Puglia ci sarà una legge a tutelare le donne affette da endometriosi. Approvata all’unanimità dalla III commissione consiliare, presieduta da Dino Marino (PD), la proposta di legge presentata dai consiglieri Annarita Lemma e Giuseppe Romano (entrambi del PD), sulle “Disposizioni per la tutela delle donne affette dall’endometriosi”. In poche sanno di essere malate, tanto che in media c’è un ritardo di nove anni tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi. Le influenze negative sul lavoro comportano alti costi sociali che si sommano ai costi individuali. I ricoveri per endometriosi sul totale della popolazione italiana femminile rappresentano il 4.01% su 10.000 e costano 54.139.028,40 euro di degenza. Inoltre le donne che vivono in aree geografiche caratterizzate da intenso inquinamento atmosferico, in particolare da attività industriali, sono particolarmente soggette a questa patologia, essendo noti da tempo il rapporto tra insorgenza di endometriosi e fattori ambientali. La proposta di legge prevede in particolare la istituzione dell’Osservatorio regionale che consentirà di caratterizzare la malattia dal punto di vista fisiopatologico ed epidemiologico, permettendo di organizzare strategie appropriate ottimizzando i costi. Altra innovazione riguarda il Registro regionale che riporterà i casi di endometriosi, il numero di nuovi casi registrati annualmente, rappresentando statisticamente l’incidenza della malattia sul territorio regionale. Rileverà in particolare le modalità di accertamento diagnostico della malattia, i trattamenti e gli interventi sanitari conseguenti, la qualità delle cure prestate, le conseguenze della malattia in termini funzionali. Fondamentale sarà l’informazione capillare e la sensibilizzazione della comunità pugliese attraverso campagne informative che saranno promosse dall’assessorato alla salute. La dotazione finanziaria è di 50mila euro. La commissione ha poi aggiornato a venerdì 11 luglio la audizione prevista con l’assessore al ramo Donato Pentassuglia e il Direttore generale dell’ASL TA Fabrizio Scattaglia in merito alla problematica del trasporto oncologico nella azienda sanitaria, a seguito dell’assenza del primo alle prese con altri impegni istituzionali inderogabili. Nella fase introduttiva dei lavori hanno avuto luogo le audizioni della rappresentante dell’associazione Lider di Taranto in merito alla pdl sull’endometriosi e di un genitore di un ragazzo affetto da tumore di Taranto a nome di tutta la comunità ionica. E’ emersa, da parte di quest’ultimo, la grossa situazione di disagio di diversi malati oncologici che, a seguito della sospensione del servizio di trasporto, non sono più nelle condizioni di potersi curare in maniera adeguata. Di qui un accorato appello ai commissari a dare un “barlume di speranza” alle legittime aspettative degli interessati, a fronte di una finanziamento mirato disposto dal Consiglio regionale di 650 mila euro, rispetto al quale alcuni commissari hanno espresso la necessità di fare chiarezza in merito ai criteri di utilizzo. Senza considerare che in altre ASL il problema è stato risolto, a conferma della mancanza di direttive regionali (e non solo in questo ambito), in grado di dare omogeneità al sistema. Particolarmente critico Tommaso Attanasio che ha abbandonato i lavori, preannunciando che non parteciperà ad altre sedute, considerato il senso di inutilità avvertito già da tempo in commissione, e chiedendo le dimissioni del Direttore generale dell’ASL TA Scattaglia.

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